È il giorno dell’ultimo saluto per cinque dei ragazzi italiani morti nel rogo di Crans-Montana, la notte di Capodanno, per i quali questa mattina in tutte le scuole italiane è stato osservato un minuto di silenzio. Un modo per “ricordare le giovani vittime ed esprimere vicinanza alle loro famiglie”, ha spiegato il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che alle 10.30 ha partecipato al minuto di silenzio presso le Orsoline di San Carlo, la scuola di Milano dove studiava Achille Barosi.
I funerali di Barosi si sono svolti nel pomeriggio nella basilica di Sant’Ambrogio. Sempre a Milano ma a Santa Maria delle Grazie, i funerali di Chiara Costanzo, a cui ha partecipato anche il ministro Valditara. In mattinata si sono svolti quelli di Riccardo Minghetti a Roma e di Giovanni Tamburi a Bologna. ll funerale di Sofia Prosperi, 15 anni, la vittima più giovane, è stato celebrato a Lugano.
Fiori e palloncini per Chiara Costanzo, il padre: ‘Abbiamo tutti sete di verità’
Il feretro di Chiara Costanzo, la 16enne milanese morta nella strage di Crans-Montana è arrivato tra gli applausi nella basilica di Santa Maria delle Grazie.
“Noi siamo stati abbracciati da tutta Italia, abbiamo tutti sete di verità e che queste cose non succedano mai più” ha detto Andrea Costanzo padre di Chiara, a margine dei funerali parlando con il ministro dell’Istruzione Valditara.
“La presidente Meloni è stata umana e attenta nei nostri confronti. Siccome non ho mai avuto la possibilità di stringerle la mano, vorrei parlare con lei ed essere rassicurato che non ci siano omissioni” ha spiegato ancora Andrea Costanzo, al termine del funerale. Parlando, prima della funzione, con il ministro dell’Istruzione, Costanzo ha chiesto che l’Italia si possa costituire parte civile in questa vicenda. “Non sono un tecnico, ma desidererei che l’Italia si costituisse parte civile”, ha concluso.
“Sono così arrabbiata che sei stata portata via dalla vita a sedici anni, non dovevi nemmeno essere lì dovevi andare da un’altra parte a festeggiare il Capodanno” le parole di Elena Costanzo, una delle sorelle di Chiara. “Avevi già in programma di fare un anno all’estero, volevi laurearti, andare a vivere da sola – ha aggiunto – . Volevi viaggiare e ti prometto che farò io tutto questo per te, quando sarà guarita” da questo dolore. Lo zio Piero ha promesso: “Faremo di tutto con papà e mamma per darti la giustizia che meriti. Sarai sempre con noi”.
“La presidente Meloni è stata umana e attenta nei nostri confronti. Siccome non ho mai avuto la possibilità di stringerle la mano, vorrei parlare con lei ed essere rassicurato che non ci siano omissioni” ha spiegato il papà di Chiara, Andrea, al termine del funerale della figlia sedicenne morta nella strage di Crans-Montana.
Parlando, prima della funzione, con il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, Costanzo ha chiesto che l’Italia si possa costituire parte civile in questa vicenda. “Non sono un tecnico, ma desidererei che l’Italia si costituisse parte civile”, ha concluso.
I compagni di classe e amici di Chiara l’hanno accolta davanti alla chiesa tutti abbracciati tra loro.
Diversi i rappresentanti delle istituzioni sono presenti, fra di loro oltre al ministro dell’Istruzione, il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago, il sindaco di Milano Giuseppe Sala e l’assessore regionale al Territorio Gianluca Comazzi.
Tra i banchi i compagni di classe, gli amici, le amiche della ginnastica acrobatica con la tuta bianca, molti hanno portato con sé una rosa, bianca o rossa, e palloncini bianchi. All’ingresso della basilica, tra le corone e mazzi di rose e fiori bianchi, ci sono due foto di Chiara dove sorride sullo sfondo di un cielo azzurro e di un tramonto.
L’ultimo saluto ad Achille con ‘Perdutamente’ di Lauro
Un mazzo di rose bianche, un lungo applauso e le note di ‘Perdutamente’ di Achille Lauro. Fuori dalla Basilica di Sant’Ambrogio, subito dopo i funerali, Milano ha dato il suo ultimo saluto ad Achille Barosi. Mentre la bara veniva caricata sul carro funebre è partita la canzone di Lauro, già citata dalla mamma durante le esequie come uno dei loro brani preferiti che cantavano insieme.
“Tu, insieme ai tuoi amici, ci avete insegnato cosa sono il coraggio e l’amore. Oltre all’orrore che ho toccato con mano e sentito, ho visto la vostra enorme purezza. Hai solo sedici anni e mezzo ma eri molto più maturo e capivi tutto. Avevi la fierezza di un vero italiano, sapevi tutto sulla mafia e sul codice penale tanto che non avevi deciso ancora se fare l’architetto o il giudice. Sii fiero del tuo Paese quanto lo sono io”. Lo ha detto Erica, la mamma di Achille, durante i funerali. “Sei libero, vola amore io, hai delle ali luminosissime e saprò vederti. Mamma – ha concluso – tua per sempre”.
“Oggi il destino crudele mi ha strappato la cosa più preziosa che avevo con una violenza estrema. Mi sono completamente smarrito e svuotato, tutto mi appare diverso”, ma “averti è stato un privilegio” ha detto Nicola, il padre di Achille.
Sul sagrato, prima della cerimonia, sono state posizionate due corone di fiori degli amici, una dei compagni di via Settembrini e un’altra con scritto ‘ti vogliamo bene’ e la firma. Nella chiesa tantissimi giovani, molti ancora con le cartelle e gli zaini della scuola. Quella che frequentava Achille, il liceo artistico Orsoline San Carlo, è molto vicina alla Basilica dove si tengono i funerali.
Sono arrivati, in rappresentanza delle istituzioni, anche il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e la vicesindaca di Milano Anna Scavuzzo.
Chiesa gremita e rose bianche per i funerali di Sofia Prosperi
Si sono celebrati nel pomeriggio nella cattedrale di Lugano i funerali di Sofia Prosperi, la 15enne italosvizzera studentessa dell’International School di Fino Mornasco, nel Comasco, una delle vittime più giovani del rogo di Capodanno.
“Il pensiero – ha detto il vescovo di Lugano Alain de Raemy, in una chiesa gremitissima di ragazzi, molti dei quali stringevano una rosa bianca – va a tutti gli altri giovani che condividevano con lei la festa di Capodanno e a tutti i giovani colpiti ogni giorno dalle bombe delle guerre, da malattie incurabili, dalla disperazione del suicidio, sulle strade, sul lavoro, divorati dalla fame nell’indifferenza generale, ai giovani della strage di Crans-Montana, a chi è rimasto ferito, a chi è rimasto traumatizzato, ai defunti, ai soccorritori, ai medici, a tutti i genitori e al caro amico di Sofia, Lorenzo (canturino, 15 anni, compagno di scuola di Sofia e tuttora ricoverato all’ospedale Niguarda con ustioni sul 40% del corpo, ndr)”.
La madre di Giovanni Tamburi: ‘Mi commuove vedere quanto era amato’
Una folla di giovanissimi si è raccolta intorno alla cattedrale metropolitana di San Pietro, nel cuore di Bologna, per il funerale del 16enne Giovanni Tamburi. I compagni, numerosi quelli arrivati dal liceo Righi che frequentava Tamburi, insieme ai familiari si sono stretti in abbracci addolorati. Tra le prime file erano presenti la ministra dell’Università Anna Maria Bernini, la sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni, il presidente dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale e il sindaco di Bologna Matteo Lepore.
“Mi commuove e mi fa vedere quanto era amato mio figlio, credo che ne è molto felice anche lui, perché so che ci guarda” ha detto la madre di Tamburi, poco prima dell’inizio della celebrazione dei funerali di suo figlio, commentando la folla di persone riunite davanti alla Cattedrale. “Sarebbe impossibile trovare una foto di lui senza sorriso, perché sorrideva sempre”. “Io ora – ha aggiunto – penso a piangerlo, poi confido che la giustizia sia fatta. Fa paura che possano succedere cose simili soprattutto in un Paese come la Svizzera, così rigido sulle regole”.
Video La madre di Giovanni Tamburi: ‘Da lui un messaggio d’amore’
“Il primo gennaio hai perso la vita e io l’ho persa con te, a differenza tua io vivrò con un vuoto incolmabile ma tu no”, le parole rotte dal pianto che Giuseppe Tamburi, padre di Giovanni ha dedicato a suo figlio durante la celebrazione. “Era bello, meraviglioso fuori e anche dentro – ha detto ancora – con la sua maturità faceva sì che quando suo fratello e le sue sorelle avevano bisogno, lui c’era. Era il centro della vita anche delle nonne, e anche a loro dava i consigli”.
“Giovanni era, ed è ancora di più adesso, luce”: così, in un passaggio della sua omelia per il funerale, don Stefano Greco, ha ricordato il 16enne.
“Oggi Giovanni è come una stella del cielo illuminato dalla luce di Dio. Splenda a lui la luce che non finisce, riposa in pace, caro Giovanni”: così si è concluso il messaggio che l’Arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, cardinale Matteo Zuppi, ha scritto per i funerali di Tamburi. “Carissimi fratelli e sorelle – recita la missiva – purtroppo non posso essere fisicamente presente questa mattina a dare l’ultimo saluto a Giovanni. Lo sono con amore addolorato e con intima comunione”.
Il padre di Riccardo Minghetti: ‘Sarà sempre nelle nostre vite’
Diversi applausi hanno accompagnato il feretro di Riccardo Minghetti, il giovane di 16 anni vittima della tragedia di Crans-Montana, all’uscita dalla basilica di Santi Pietro e Paolo, a Roma, dove si è svolto il funerale. Soltanto gli applausi hanno rotto per qualche istante il silenzio. Sulla bara una maglietta sportiva e una corona di rose bianche da “mamma, papà e Matilde”, sua sorella. Ai piedi della scalinata riempita completamente dai tantissimi giovani, il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.
All’ingresso della basilica sono state posate due corone di fiori bianchi, rose e gerbere, una da parte dell’ordine degli ingegneri della provincia di Roma, l’altra dalla II F. “Ciao Riccardo”, si legge.
“Nei momenti di difficoltà l’amore ha sempre prevalso su tutto. Riccardo sarà sempre presente nella nostra vita” sono le parole che Massimo Minghetti, il papà di Riccardo, ha usato al termine del funerale parlando dal pulpito per ricordare il figlio che ora “lassù si sarà già organizzato con i suoi compagni”, dice. Ha invitato dunque a ricordare “non solo Riccardo ma anche gli altri 40 morti e 119 feriti”. La chiesa gremita è segno “di quanto Riccardo ha fatto nella sua breve vita” ed è quello “che lascia a noi”. Un ultimo pensiero lo rivolge poi a tutti gli amici e compagni di scuola di Riccardo: “continuate a vivere e a sognare con lo stesso entusiasmo e l’amore che vi ha trasmesso il vostro amico”.
“Ricordo quando mi ha salutato l’ultimo giorno in coda ai piedi della seggiovia. Mi ha chiamato ‘mamma, mamma’ e si è fatto dare un bacio”. A raccontarlo è Carla, la mamma di Riccardo, ricordando che “negli ultimi giorni a Crans era felice, stava diventando un bell’uomo, in tutti i sensi”. “Riccardo aveva un cuore grande, tenero e gentile, dietro la sua ironia e l’irrequietezza nascondeva una profonda sensibilità – ha aggiunto in chiesa – ci ha fatto faticare, ma era buono”.
Domani a Genova i funerali di Galeppini
Il funerale di Emanuele Galeppini si terrà domani alle 11.30 nella chiesetta di Sant’Antonio, a Boccadasse, il piccolo borgo marinaro all’inizio di Corso Italia, a Genova. La notizia delle esequie è stata autorizzata dai genitori di Emanuele. Giornalisti, cineoperatori e fotografi, come richiesto dalla famiglia, non potranno accedere alla chiesa.
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