Il governo è deciso a proseguire la battaglia al fianco dei familiari delle vittime della tragedia di Crans-Montana, con alcune mosse significative annunciate nelle ultime ore: l’ambasciatore italiano, Gian Lorenzo Cornado, è stato fatto rientrare in Svizzera “per verificare da vicino l’effettività della collaborazione avviata” sul fronte delle indagini e degli sviluppi giudiziari, che puntano a far luce sulle responsabilità dell’incendio divampato la notte di Capodanno all’interno del locale Le Constellation, che ha causato la morte di 41 persone, soprattutto giovani ragazzi, tra cui sei italiani.
Il governo chiederà di costituirsi parte civile al processo a seguito dell’inchiesta della procura del cantone Vallese, che per il momento vede tra gli indagati – per omicidio colposo e incendio colposo – i gestori del locale, Jacques Moretti con sua moglie, e il sindaco di Crans-Montana. Le decisioni dell’Esecutivo sono state condivise a Palazzo Chigi con i familiari delle vittime, dove ad accoglierli è stato innanzitutto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano per un incontro “voluto” dalla premier Giorgia Meloni e “in coerenza con l’indirizzo espresso dal Parlamento”. Sul fronte delle indagini, in Svizzera si registra intanto uno slittamento dell’interrogatorio di Jacques Moretti, che era inizialmente previsto martedì prossimo. I legali del gestore del Constellation hanno trasmesso due certificati sanitari agli inquirenti. Nel primo, del 18 marzo, il medico scrive che Moretti presenta “uno stato depressivo reattivo a seguito dello shock post-traumatico causato dall’incendio del primo gennaio e dalla sua carcerazione”.
Viene inoltre segnalato uno “stato confusionale con diversi episodi di amnesia”. Il secondo certificato, datato 31 marzo, precisa che Moretti dorme solo tre ore a notte e che gli risulta “difficile, allo stato attuale, sottoporsi a interrogatori”. Inoltre, in una lettera il legale di Moretti spiega che il suo cliente “subisce una pressione mediatica fuori dal comune”, che “alcuni giornalisti sono accampati davanti alla sua abitazione”, ma anche che ha ricevuto “minacce di morte”. In questi giorni è nata invece a Milano una fondazione intitolata a Chiara Costanzo, una delle giovani vittime della strage, istituita su iniziativa di Andrea Costanzo e Giovanna Lanella, i genitori della ragazza: si propone di sostenere ragazze e ragazzi che possiedono capacità, dedizione e ambizione, ma che spesso non dispongono delle risorse economiche necessarie per provare a realizzare i propri sogni.
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