Crans-Montana, nuovo interrogatorio per Moretti. I legali: ‘Ristabilire la verità’ – Notizie – Ansa.it

Crans-Montana, nuovo interrogatorio per Moretti. I legali: ‘Ristabilire la verità’ – Notizie – Ansa.it


   Denunciano pressioni politiche sull’inchiesta gli avvocati di Jessica e Jacques Moretti, i proprietari del locale Le Constellation di Crans-Montana dove la notte di Capodanno è scoppiato un incendio che ha ucciso 40 persone. Come riferito da diversi media, i legali hanno chiesto alla procura del Vallese la trascrizione del colloquio dello scorso 12 gennaio tra la procuratrice generale Béatrice Pilloud e l’ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado.

   “Un incontro informale – spiega interpellato dall’ANSA il diplomatico – per ribadire le aspettative dell’Italia tutta, che attende venga fatta chiarezza sui fatti accaduti, chiarita la responsabilità e proposte punizioni per i colpevoli”.

    Alla NZZ, il prestigioso quotidiano svizzero in lingua tedesca che ha anticipato la notizia, con la loro mossa i legali di Moretti intendono aumentare la pressione sulla procura vallesana prima dei nuovi interrogatori dei Moretti. Jacques, proprietario del Constellation, sarà sentito nuovamente dagli inquirenti domani, martedì 20 gennaio, alle 8,30 negli uffici della procura del Cantone Vallese, a Sion. Mercoledì sarà la volta di sua moglie Jessica.

   I due imprenditori francesi sono indagati per omicidio, lesioni e incendio colposi. “I Moretti si sentono responsabili perché erano i custodi di quel luogo, un luogo di luce, un luogo di festa. Sono in lutto”, hanno detto a diversi media, tra cui la Tribune de Geneve, gli avvocati Yaël Hayat, Nicola Meier e Patrick Michod, aggiungendo però che la coppia rifiuta l’idea di essere stata a conoscenza di qualsiasi pericolo e che per questo motivo i due desiderano “ripristinare verità distorte”.

 

 

   “Le scuse di Jessica Moretti sono scuse a nome della coppia”, ha aggiunto l’avvocato Patrick Michod, “ma la responsabilità penale non è sinonimo di sentimenti”. Alla domanda sulla schiuma nel soffitto, Michod ha affermato che “Jacques Moretti non voleva installare schiuma altamente infiammabile, voleva installare schiuma acustica”. Aggiungendo che, secondo lui, il fornitore non ha rivelato la natura infiammabile del materiale al momento dell’acquisto.

   Intanto il quotidiano tedesco Bild ricostruisce le ore della notte di Capodanno a Crans Montana tramite le relazioni delle forze dell’ordine e testimonianze dirette. Secondo la Bild la proprietaria del locale Jessica Moretti è entrata alle 22.15. Poche ore dopo, all’1.26 avrebbe dato il via al piccolo corteo con le bottiglie di champagne alle quali erano stati legate dei piccoli fuochi d’artificio. Una cameriera sale sulle spalle di un collega e inavvertitamente il fuoco lambisce il soffitto della sala, ricoperto da materiale estremamente infiammabile.

 

 

   Quanto alle presunte pressioni italiane sulla giustizia svizzera, per l’ambasciatore Cornado non ha dubbi. Si tratta della “loro linea difensiva, probabilmente per delegittimare la procura e forse anche per far credere che ci sia un’ingerenza di un paese straniero e quindi a quel punto cercando di favorire la posizione dei due indagati”.

   “È un mio dovere istituzionale veicolare il messaggio delle istituzioni italiane e questo io ho veicolato alla Procura, ma non c’è stata pressione – ribadisce il diplomatico italiano -, né sono entrato nel merito delle indagini, perché sarebbe stata ovviamente un’ingerenza nei confronti della magistratura, che io non mi sarei mai permesso di fare”. Nessuna ingerenza, dunque, “ma c’è un intero Paese, con tutte le istituzioni, dal Presidente della Repubblica, al Governo al Parlamento, che attende che venga fatta chiarezza sui fatti accaduti, chiarita la responsabilità e proposte punizioni per i colpevoli”. 
   

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