I carabinieri del Nas di Napoli, su delega della Procura, hanno sequestrato il contenitore utilizzato per trasportare il cuore – poi risultato danneggiato – trapiantato al bimbo di due anni e quattro mesi che ora si trova in coma farmacologico nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Monaldi. Sul box, un vero e proprio sistema di conservazione e trasporto organi, progettato per mantenere l’organo a temperature controllate, è prevista una perizia da parte di consulenti che verranno appositamente nominati dagli inquirenti.
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I magistrati della VI sezione (“Lavoro e colpe professionali”, sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante, procuratore aggiunto Antonio Ricci) dell’ufficio inquirente coordinato dal procuratore Nicola Gratteri hanno iscritto sei sanitari nel registro degli indagati componenti delle equipe del Monaldi che si sono occupati dell’espianto del cuore a Bolzano e il gruppo dello stesso ospedale che invece ha effettuato il trapianto dell’organo sul bimbo a Napoli. A tutti viene contestato il reato di lesioni colpose.
Insieme con il contenitore, i carabinieri del Nas di Napoli (coordinati dal tenente colonnello Alessandro Cisternino) hanno acquisito tutta la documentazione inerente la vicenda che gli inquirenti stanno ora passando al setaccio.
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