Dai tarocchi alla fiabe, tra arte, simbolo e utopia – Arte – Ansa.it

Dai tarocchi alla fiabe, tra arte, simbolo e utopia – Arte – Ansa.it


  Percorrere il sentiero del simbolo e dell’utopia attraverso i linguaggi dell’arte, per aprire le porte al sogno, perdersi nei propri sentimenti e provare a capirsi, o magari per azzardare uno sguardo sul futuro cercando di scoprire cosa accadrà, dentro e fuori di sé.

    Sono due le mostre che tra febbraio e marzo, la prima a Bergamo, la seconda a Torino, porteranno i visitatori a esplorare affascinanti mondi sospesi tra incanto e immaginazione, magia e meraviglia.

    Il 27 febbraio aprirà all’Accademia Carrara di Bergamo la mostra “Tarocchi. Le origini, le carte, la fortuna”, allestita fino al 2 giugno e a cura di Paolo Plebani. Il progetto, a lungo atteso, nasce dall’eccezionale riunione delle 74 carte del mazzo Colleoni (1455 -1490 circa), il più completo al mondo, conservate tra Accademia Carrara di Bergamo, The Morgan Library di NYC e una collezione privata. In un viaggio lungo sette secoli, dal Quattrocento al Novecento e oltre, il percorso svela e approfondisce la storia, la committenza, gli artisti, le tecniche – anche alla luce delle recenti indagini scientifiche -, la fortuna, le ispirazioni legate all’intrigante mondo dei tarocchi. Molte le opere provenienti da tutto il mondo che raccontano l’affascinante vicenda di queste carte: dal Quattrocento con Bonifacio Bembo e Antonio Cicognara, autori delle carte del Mazzo Colleoni, fino al Surrealismo con artisti come Victor Brauner, dalle miniature ispirate ai Trionfi petrarcheschi alle testimonianze contemporanee di Irving Penn, Niki de Saint Phalle e Leonora Carrington.

La mostra è realizzata in collaborazione con The Morgan Library di New York, che la ospiterà dopo la sede bergamasca. Al Castello di Miradolo, dal 21 marzo al 21 giugno, la Fondazione Cosso presenta il nuovo progetto espositivo “C’era una fiaba”, curato da Roberto Galimberti con il coordinamento generale di Paola Eynard e la consulenza iconografica di Enrica Melossi. Dedicata al ruolo della fiaba, alle sue funzioni e alle sue caratteristiche nel mondo contemporaneo, la mostra delinea per il pubblico un percorso fatto di storie e sguardi, tra luoghi simbolici, personaggi metaforici e oggetti “pensanti” in cui le opere d’arte diventano strumento di lettura e interpretazione di un mondo immaginifico eppure radicato nella realtà e nei sentimenti umani. A partire dalla celebre riflessione di Gianni Rodari – “le fiabe sono alleate dell’utopia, non della conservazione” – i lavori di Bagetti, Sofia Cacherano di Bricherasio, De Dominicis, Gallizio, Gilardi, Jorn, Kosuth, Licini, Melotti, Mondino, Blinky Palermo, Pistoletto, Schütte, Kiki Smith, Sturani, Veronesi, provenienti da istituzioni torinesi (GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Museo della Frutta, Musei Reali – Museo di Antichità, Teatro Regio), importanti collezioni private e gallerie internazionali, offrono l’opportunità di “entrare” dentro le storie, riscoprendo il potere trasformativo della favola, non solo quando si è bambini ma anche da adulti.

    Completa l’itinerario espositivo una selezione di rare edizioni di fiabe e un’installazione sonora inedita curata da Avant-dernière pensée che si ispira a Ma mère l’oye (Mamma oca), una suite di Maurice Ravel, originariamente composta per pianoforte a quattro mani nel 1910, che si articola in cinque brani ispirati ai racconti di Charles Perrault, di Madame d’Aulnoy e Madame Leprince de Beaumont, libri di fiabe per l’infanzia.
   

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