In Algeria, in occasione del 63° anniversario dell’Indipendenza, il presidente Abdelmadjid Tebbouneha ha firmato un decreto di grazia che prevede la liberazione o la riduzione della pena per 6.500 detenuti. Lo scrittore algerino, naturalizzato francese, Boualem Sansal, condannato il 1 luglio in appello a cinque anni di carcere, potrebbe tuttavia non beneficiare del provvedimento, in quanto alcuni reati per cui è stato giudicato colpevole, la sicurezza dello Stato, l’unità nazionale e l’ordine pubblico, figurano tra quelli esplicitamente esclusi dal decreto.
Secondo quanto riferito dalla presidenza sui propri social, la misura di clemenza non si applica alle persone condannate in via definitiva per crimini gravi, tra cui terrorismo, omicidio, stupro, traffico di droga, corruzione, e soprattutto reati contro la sicurezza dello Stato, l’unità nazionale e l’ordine pubblico, che figurano tra i capi d’imputazione per cui Boualem Sansal è stato condannato.
“Il decreto esclude anche gli attentati e i complotti contro l’autorità dello Stato e l’integrità e l’unità del territorio nazionale, nonché i reati di tradimento e spionaggio”, si legge ancora nella nota.
Subito dopo la condanna, la Francia aveva espresso la speranza in “misure di grazia” presidenziali a favore dello scrittore, detenuto dalla metà di novembre.
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