Il giorno dopo l’aggressione fisica ai Moretti, oggi è il sindaco di Crans-Montana a tornare sotto i riflettori. Due avvocati svizzeri hanno denunciato Nicolas Féraud, oltre che i due gestori del Constellation, alla procura vallesana. Lesioni personali colpose, messa in pericolo della vita altrui tramite dolo diretto e incendio colposo sono le accuse principali che gli vengono rivolte.
Ma le contestazioni riguardano anche una serie di violazioni delle responsabilità e dei doveri imposti dalla legge sui comuni, in particolare quella sulla protezione contro gli incendi e gli elementi naturali. I legali Alain e Anne-Sophie Viscolo rappresentano una persona rimasta gravemente ustionata nel rogo di Capodanno, oltre che i suoi genitori. Féraud ha fatto sapere di non essere a conoscenza di questa denuncia, che risale alla fine del gennaio scorso. Ha scelto di non rilasciare dichiarazioni, reduce ancora dalle critiche per le mancate scuse durante la conferenza stampa del 6 gennaio scorso. Quando di fronte a giornalisti arrivati da mezza Europa ammise che dal 2020, nel locale andato a fuoco, non erano stati fatti i controlli periodici previsti. Proprio l’Unione europea viene ora essere interessata direttamente dalla tragedia costata 41 morti, molti dei quali giovanissimi, e 115 feriti. L’eurodeputata della Lega Isabella Tovaglieri ha chiesto infatti con un’interrogazione presentata oggi alla Commissione europea di “valutare se costituirsi parte civile nel processo e di prendere una posizione ufficiale in merito a questa terribile vicenda, che ha scosso l’opinione pubblica di tutto il continente”.
L’incendio, ricorda Tovaglieri, “ha coinvolto tutta l’Europa, non solo perché ha portato alla morte ragazze e ragazzi di cinque diverse nazioni dell’Ue, tra cui sei italiani, ma anche perché ha coinvolto 21 Paesi nell’assistenza agli oltre cento feriti tramite il Meccanismo di protezione civile europeo”. Intanto non si è ancora fermata l’eco del parapiglia di ieri mattina a Sion. Quando alcuni familiari delle vittime del rogo si sono avventati contro i coniugi Moretti accompagnati dai propri avvocati e dalla polizia, fuori dall’aula dove Jessica è stata poi interrogata per otto ore. Un’aggressione che i presidenti degli ordini degli avvocati di Vaud, Vallese e Ginevra “condannano con la più grande fermezza”. I legali “non devono essere assimilati alla causa dei loro clienti e devono essere protetti quando sono minacciati nell’esercizio del loro mandato”. Una posizione ineccepibile, che forse non tutte le famiglie straziate dal dolore sono ancora riuscite a far propria.
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