Torna lo spettro dei riot nel Regno Unito, a due anni dalla raffica di violenze contro la polizia e i migranti innescata – anche sull’onda di mezze fake news – dalla strage di bambine di Southport. A riproporlo è la reazione all’assurda quanto tragica vicenda del 18enne Henry Nowak, accoltellato a morte a dicembre a Southampton da un 23enne britannico di radici indiane sikh, Vickrum Digwa, e ammanettato agonizzante dai primi agenti intervenuti sul posto dopo essere stato additato falsamente dall’assassino come un aggressore razzista. Un intollerabile rovesciamento dei fatti cavalcato anche questa volta in prima fila dall’estrema destra.
E da figure come Nigel Farage, leader trumpiano di un partito, Reform Uk, da mesi in testa ai sondaggi, pronto a far leva sullo sdegno generale per denunciare l’accaduto come frutto di un presunto nuovo “pregiudizio razzista contro i bianchi”. Dietro le parole, si è già messa in moto la piazza, seppure per ora in dimensioni più limitate e circoscritte rispetto ai tumulti dilagati su scala nazionale nell’estate del 2024. Con una protesta animata martedì sera da alcune centinaia di persone dinanzi a un commissariato di Southampton durante la quale i più facinorosi hanno scagliato mattoni, bottiglie e cassonetti contro un cordone di poliziotti. Il bilancio è stato di una dozzina di agenti feriti o contusi, senza contare un cane poliziotto; e di qualche arresto fra i dimostranti. Nel corteo – organizzato dopo la condanna processuale di Digwa e la pubblicazione di un video shock con le immagini del 18enne ammanettato mentre ripeteva invano (9 volte) “non posso respirare” e “sono stato accoltellato” – non sono mancati personaggi del calibro di Tommy Robinson: estremista della destra extraparlamentare islamofoba e ultranazionalista inglese condannato in passato per crimini d’incitamento all’odio, resistenza alla forza pubblica e reati comuni. Un contesto che Keir Starmer ha definito in Parlamento “vergognoso e inaccettabile”. In un rovente question time del mercoledì alla Camera dei Comuni, il premier laburista ha reso omaggio alla famiglia di Henry per la sua “straordinaria dignità” e ha ribadito che la polizia ha “serie questioni a cui rispondere” per quanto successo a dicembre.
Per poi confermare la volontà del suo governo – comunicata dalla ministra dell’Interno, Shabana Mahmood, agli organi di coordinamento delle forze dell’ordine – di rivedere le linee guida date agli agenti sulle priorità da seguire in casi di accuse di razzismo. Ma ha aggiunto che “nulla può giustificare” gli attacchi alla polizia, destinati a essere puniti “con tutto il rigore della legge”. Ne è seguito un durissimo botta e risposta diretto con Farage, intervenuto in aula per puntare il diti sul “doppio standard investigativo” (“two tier policing”) introdotto a suo dire di fatto negli ultimi anni sull’isola a favore delle minoranze etniche e a danno dei bianchi. Prima di richiamare “la rabbia” delle gente e di citare le violenze di Southampton senza condannarle. Parole a cui sir Keir ha replicato negando l’esistenza di doppi standard strutturali e soprattutto accusando il tribuno di Reform di “strumentalizzare un omicidio” a fini politici, in modo “imperdonabile”, contro la stessa volontà del padre di Henry: il quale aveva pubblicamente chiesto di non “usare” la morte di suo figlio per istigare “divisioni, odio e tensioni” nella società. Un atteggiamento, quello di Farage, da cui a prendere le distanze sono del resto ora i portabandiera di tutti gli altri partiti; inclusa, dai banchi della destra, la leader Tory, Kemi Badenoch. Gli umori del Regno restano d’altronde accesi, con sacche di sfiducia nelle autorità che potrebbero riportare la situazione fuori controllo. Fino all’allarme di potenziali scontri razziali veri e propri in un Paese ormai profondamente multietnico. Uno dei due agenti coinvolti nell’ammanettamento di Henry Nowak ha intanto lasciato i ranghi della Hampshire Police, scrivono i tabloid. Mentre – a conferma del clima avvelenato – un altro poliziotto, individuato erroneamente sul web fra i partecipanti all’operazione, ha già denunciato minacce di morte.
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Video Inghilterra, 18enne ucciso da un sikh: le immagini dell’arresto sbagliato
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