Docente taglia i capelli a due alunne in classe per ‘spiegare’ un riassunto – Notizie – Ansa.it

Docente taglia i capelli a due alunne in classe per ‘spiegare’ un riassunto – Notizie – Ansa.it


Due studentesse di una scuola media di Mestre (Venezia) si sono vista tagliare una ciocca di capelli con la forbice da una professoressa, in aula, dopo aver chiesto spiegazioni su come svolgere un riassunto. L’episodio, riferito oggi da Il Gazzettino, è avvenuto in una classe terza della scuola “Bellini”.

L’insegnante era arrivata in quella classe una ventina di giorni fa, con incarico di supplenza fino alla fine dell’anno scolastico. I genitori degli alunni hanno protestato e la scuola ha avviato un’indagine interna sull’accaduto, per poi adottare i provvedimenti conseguenti.

L’episodio è avvenuto in orario di lezione, davanti a tutti gli studenti, come reazione ad una domanda sulla lunghezza del compito richiesto dalla docente. L’insegnante avrebbe confermato la dinamica dell’episodio affermando di aver semplicemente “esagerato”, ma di aver agito “per farsi comprendere meglio”.

Precedenti simili si sono verificati a Roma: uno nel 2022, quando un docente di un istituto superiore tagliò una ciocca di capelli a una studentessa durante una discussione sulle proteste in Iran, l’altro nel 2020, quando venne tagliato in classe il ciuffo di un alunno delle medie.    

“Penso che ogni docente debba avere grande rispetto per i ragazzi sia dal punto di visto fisico che morale: non va usato mai il sistema della disconferma ‘non sai nulla’ ecc ma bisogna motivare i ragazzi ricorrendo a sistemi validi e opportuni e che non vadano ad intaccare la dignità di ogni persona. Per questo chiediamo una maggiore formazione dei docenti e una valutazione del loro operato”. Così all’ANSA il presidente dei presidi di Roma, Mario Rusconi, commenta l’episodio.

Per il presidente nazionale Dirigentiscuola Attilio Fratta, episodi come quello avvenuto a Mestre “hanno dell’incredibile – spiega all’ANSA – ma sono sintomatici di una stanchezza, di un burnout professionale che, purtroppo, nel mondo della scuola è una realtà sempre più frequente. Senza voler giustificare un fatto che non dovrebbe mai accadere, soprattutto in ambiente scolastico, è giunto il momento di fare una profonda riflessione sullo stress che il personale della scuola vive ogni giorno, e che sfocia in reazioni scomposte come questa. Detto ciò, condanniamo il gesto senza se e senza ma: il lavoro di chi forma ed educa non deve mai travalicare i limiti del rispetto personale”. 

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