I vicini di casa parlano di una tragedia annunciata. Da tempo sentivano oltre le mura le urla di quell’uomo capace di trasformarsi in una furia quando era in preda ad una crisi di astinenza, come è accaduto stamattina. Non immaginavano, tuttavia, che la rabbia compressa nel corpo di quel 35enne in cura presso un Sert esplodesse fino ad abbattersi contro il figlio 12enne, accoltellato due volte alla schiena (uno dei due fendenti ha raggiunto il polmone), e ridotto in prognosi riservata a combattere tra la vita e la morte.
Tutto è avvenuto nel giro di pochi minuti, nel cuore di Napoli, al rione Sanità. A lanciare l’allarme sono stati proprio i vicini di casa, terrorizzati dalle urla che provenivano dall’abitazione confinante.
Sono stati loro a chiamare il 118. In quel momento l’uomo aveva già accoltellato una prima volta il figlio. Successivamente, lo stesso si è ferito in modo non grave alla gola e al volto, probabilmente nel tentativo di togliersi la vita. Sia lui che il ragazzo sono stati ricoverati all’ospedale Pellegrini, ambedue in prognosi riservata, ma in condizioni stabili. Successivamente il ragazzino è stato trasferito all’ospedale pediatrico Santobono dove i medici lasciano trapelare un cauto ottimismo sulle probabilità di salvargli la vita.
Quando è arrivata l’ambulanza del 118 con l’autista e l’infermiera, i due si sono trovati davanti una scena dell’orrore: il 12enne in stato di incoscienza immerso in un lago di sangue, il padre sulla porta armato di coltello. “Ci ha detto: ‘entrate, ho ucciso mio figlio” racconta Martina, l’infermiera del 118. “Ho visto quel bimbo a terra – aggiunge – coperto di sangue come la sua mamma, che ci pregava di aiutarla, non ho potuto lasciarli lì e sono intervenuta: ho afferrato il bambino sotto lo sguardo del padre armato.
Arrivati in ambulanza l’ho sistemato sulla lettiga, e lui l’ha colpito di nuovo, alla schiena, prima che il coltello gli cadesse”. Ma la furia dell’aggressore non si è placata. L’uomo, si è barricato all’interno dell’ambulanza, dove ha preso possesso di alcuni aghi e ha iniziato a ferirsi, per poi colpire ancora il figlio e l’infermiera. Non solo. Pochi istanti dopo, mentre la donna stava cercando di dare un antidolorifico al ragazzino, ha tentato di strangolarla. E solo la prontezza di riflessi dell’operatrice, che è riuscita ad aprire il portellone e a spingere l’uomo fuori, ha evitato il peggio.
L’aggressore è stato poi bloccato definitivamente solo grazie all’intervento di alcuni passanti. Anche la mamma del ragazzino è rimasta lievemente ferita nel tentativo di disarmare il compagno, dal quale ha avuto anche le altre due figlie, di 10 e 16 anni, che erano in casa stamattina e purtroppo sono testimoni di quanto accaduto. L’uomo è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio e lesioni personali aggravate dall’uso di un’arma. Ha alle spalle piccoli precedenti penali che non sono tuttavia legati al mondo della droga, né alla fattispecie dei maltrattamenti in famiglia. Sull’episodio indagano i carabinieri. La vicenda di Napoli fa il paio con quanto accaduto ieri a Forio d’Ischia, dove una 37enne è stata ridotta in fin di vita dal padre, un 58 enne con alle spalle una vicenda di dipendenza da sostanze stupefacenti e, più recentemente, dall’alcol. Anche per lui sono scattate le manette con l’accusa di tentato omicidio. La donna è stata estubata, ma resta in gravi condizioni e serviranno giorni prima di poterla considerare ufficialmente fuori pericolo.
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