Dolore e proteste contro il governo, a tre anni dal massacro Israele spaccato – Notizie – Ansa.it


Il sangue si è asciugato. Le lacrime, no. E non si placa la rabbia contro il governo e l’apparato di sicurezza che, oltre a non prevedere la catastrofe che stava per abbattersi sul Paese il 7 ottobre 2023, non furono in grado di organizzare un contrattacco immediato contro i terroristi. Che entravano indisturbati in casa delle famiglie, sparando, sgozzando, stuprando, dando fuoco a tutto, cose e persone. Quelle atrocità sono un macigno sulla testa di ogni singolo ebreo israeliano e della diaspora, che continua a pesare nonostante il tempo che passa. 

 

Come mostrano i dati drammatici della linea telefonica di supporto per la salute mentale Eran: un milione di persone ha chiamato per chiedere aiuto dopo l’attacco di Hamas che ha causato la morte di 1.200 persone e il rapimento di altre 251. Le richieste di informazioni sui pensieri suicidari sono aumentate vertiginosamente: “I tre anni di guerra ci hanno messo di fronte a una dura e persistente realtà”, ha affermato David Koren, ceo di Eran,”dietro ogni richiesta di aiuto c’è una persona che lotta contro il dolore, la perdita, l’ansia, la solitudine, il burnout.

 

Gli indicatori segnalano un persistente disagio emotivo e una crescente solitudine tra la popolazione”. I suicidi sono diventati una realtà, tra i soccorritori, gli scampati del rave, soldati, agenti di polizia. Anche se i numeri reali non si conoscono. Il primo ministro Benjamin Netanyahu, in una dichiarazione ufficiale, ha ricordato “tutte le vittime uccise dai mostri di Hamas. Il popolo si unisce in questo giorno nel ricordo e nella nostalgia per i nostri cari”. “Porteremo a termine la missione: faremo i conti con tutti gli assassini”, ha minacciato. Lunedì l’Idf ha reso noto che dei 6mila individui che hanno attraversato il confine dalla Striscia e si sono infiltrati in Israele il 7 ottobre, 4mila sono stati uccisi: “Ne rimangono 2mila, arriveremo a ognuno di loro fino all’ultimo”.

 

Per il terzo anniversario della strage sono stati organizzati eventi e manifestazioni in più di 400 località di Israele. A cominciare dalle 6:29, ora in cui Hamas cominciò a lanciare migliaia di razzi dalla Striscia, nel pomeriggio a Re’em, dove si teneva il Festival Nova, fino alla sera con una cerimonia nazionale al Parco Hayarkon di Tel Aviv. La maggior parte delle commemorazioni è stata organizzata dai familiari di vittime e ostaggi dell’October Council. Al ricordo si è unita la protesta contro il governo, con gruppi che si sono riuniti davanti alla Knesset a Gerusalemme, in Piazza degli ostaggi a Tel Aviv, lungo le strade, in diverse città. 

 

Video 7 ottobre, Israele commemora il terzo anniversario dell’attacco di Hamas

 

“Stanno cercando di farci dimenticare quello che è successo il 7 ottobre”, ha dichiarato alla radio dell’esercito Einav Zangauker, leader delle manifestazioni dopo il rapimento del figlio Matan che fu portato a Gaza. “Non dimenticheremo, esigeremo la verità perché questa è la nostra eredità. La paura è impressa nel mio cuore, le lacrime non si fermano, il cuore soffre e sanguina ed è a pezzi”, ha detto. Parole che segnano anche il rancore e la divisione per tutta la sofferenza che la società israeliana attribuisce all’arroganza, perlomeno, del premier nel credere che le valige di dollari del Qatar potessero tenere a freno gli islamisti della Striscia. 

 

Nel giorno della terribile ricorrenza, il presidente della commissione Costituzione, Legge e Giustizia della Knesset, Simcha Rothman, ha dichiarato di volere che i primi atti d’accusa contro i palestinesi sospettati di aver partecipato all’invasione e ai massacri vengano emessi nella prima metà del 2027. “E’ necessario accelerare i tempi del processo preparatorio perché l’opinione pubblica israeliana attende, esige e ha il diritto” di vedere l’inizio dei processi. La legge che istituisce un tribunale militare speciale per processare i palestinesi sospettati di atrocità è stata approvata solo a maggio scorso, il numero di quanti siano è un’informazione coperta da top secret, ma si ritiene circa 300. 

 

Commemorazione delle vittime del 7 ottobre


 

 

 

 

   

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