La tregua “porta una necessaria de-escalation”. “Ma le prospettive di lungo periodo restano oscurate da una profonda incertezza. L’economia europea rimane quindi esposta al rischio di uno shock stagflazionistico: una situazione in cui una crescita più lenta coincide con un’inflazione più elevata.
L’analisi condotta dalla Commissione ha rilevato che la crescita dell’Ue quest’anno potrebbe essere inferiore dello 0,2-0,4%” “nello scenario di una perturbazione di breve durata”. Lo ha detto il commissario Ue per l’Economia Valdis Dombrovskis al Pe. Con una crisi più lunga “la crescita potrebbe quindi essere inferiore dello 0,4-0,6%”.
Sul fronte dei prezzi, nello scenario di una perturbazione di breve durata, “l’inflazione potrebbe essere fino a un punto percentuale più alta”, mentre in caso di crisi più prolungata “potrebbe aumentare fino all’1,1-1,5% sia nel 2026 sia nel 2027”, ha sottolineato Dombrovskis al Parlamento europeo. Il commissario ha però precisato che “le cifre citate non rappresentano una previsione economica”, ma “un’analisi di scenario”, sottolineando che la Commissione presenterà le sue previsioni aggiornate a metà maggio, sulla base di ulteriori ipotesi di fondo. Dombrovskis ha inoltre avvertito che si tratta di una valutazione complessiva a livello aggregato, osservando che “altri canali potrebbero amplificare ulteriormente l’impatto economico negativo”, mentre un’analisi dettagliata per singoli Stati membri sarà inclusa nelle prossime previsioni economiche.
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