“Non possiamo continuare a introdurre nuove forme di flessibilità fiscale”. Lo ha detto il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis, nella conferenza stampa al termine dell’Eurogruppo. “Questo potrebbe infatti mettere in dubbio la nostra determinazione collettiva a rispettare il quadro di regole fiscali, in un momento in cui la credibilità del nostro impegno per la sostenibilità delle finanze pubbliche rappresenta una risorsa fondamentale. Non dovremmo quindi metterla a rischio”, ha avvertito Dombrovskis.
“Esamineremo più a fondo le richieste di Italia e Grecia. Oggi ho avuto colloqui sia con il ministro Pierrakakis sia con il ministro Giorgetti per discutere della situazione”, ha detto Dombrovskis. “Il quadro delle regole fiscali contiene già elementi che aiutano e tengono conto della questione dell’aumento dell’inflazione e dell’impatto di una maggiore inflazione sulla traiettoria di crescita della spesa netta”, ha spiegato.
Un “ampio dibattito sulle ricadute negative sui conti pubblici causate dall’inflazione” in cui la proposta italiana “ha ricevuto numerosi consensi, al netto delle tradizionali perplessità dei Paesi ‘frugali'”. Lo dice il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, dopo l’Eurogruppo. “Alla commissione – dice Giorgetti – abbiamo chiesto un’ulteriore riflessione sulla questione al fine di una corretta interpretazione dei fattori rilevanti per il rispetto dell’attuale patto di stabilità. Siamo fiduciosi che le buone ragioni tecniche potranno, con gli opportuni approfondimenti e le adeguate forme, trovare la corretta interpretazione delle regole anche all’interno della clausola energia già approvata con decisioni coerenti con la sostenibilità della finanza pubblica”.
L’Ue: ‘Valutazione positiva su clausola di salvaguardia per l’Italia, nessun rischio’
“Abbiamo ricevuto una richiesta di attivazione dall’Italia l’11 settembre e la nostra valutazione ha concluso che, nel caso dell’Italia, l’attivazione della clausola non mette effettivamente a rischio la sostenibilità fiscale nel medio termine. La nostra valutazione è positiva”. Lo ha detto un portavoce della Commissione europea nel quotidiano briefing con la stampa a proposito della richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale (Nec) da parte dell’Italia.
“Ora il fascicolo passa al Consiglio, che avrà un mese di tempo per dare il via libera definitivo, solo allora la clausola potrà essere ufficialmente attivata per l’Italia”, ha aggiunto.
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