“C’è un certo margine in termini di gestione della liquidità” nell’uso dei fondi del Pnrr: “non è uno strumento basato sui costi, ma sui risultati”. Lo ha detto il commissario Ue all’Economia Valdis Dombrovskis, interpellato a Dublino, sull’ipotesi che la spesa per il taglio del bollo auto sia coperta con risparmi del Pnrr. “Gli Stati concordano i Pnrr con una serie di investimenti e riforme e noi valutiamo se siano stati effettivamente realizzati”. Se raggiunti “vengono erogati”. “Il flusso dei pagamenti può quindi non essere perfettamente allineato con il flusso dei costi o della spesa nello Stato membro”, ha spiegato.
Al commissario europeo era stato chiesto esplicitamente un chiarimento sulle parole ieri del ministro Giancarlo Giorgetti, secondo il quale l’esenzione dal bollo per auto e moto per il 2027 sarà finanziata, almeno in parte, con i risparmi realizzati dal Paese sui prestiti del dispositivo per la ripresa e la resilienza, il Pnrr, sottolineando che non sono più fondi Ue ma fondi italiani di cui lo Stato può disporre come crede.
“E’ tecnicamente corretto?” gli è stato chiesto. Dopo aver confermato che ci puo’ essere un disallineamento tra il flusso delle erogazioni e quello dei costi effettivamente sostenuti, Dombrovskis ha anche aggiunto: “Forse dovrei esaminare più attentamente le esatte dichiarazioni del ministro Giorgetti – ha affermato -. Ma esiste un certo margine in termini di gestione della liquidità a questo riguardo, perché non si tratta di uno strumento basato sui costi, bensì di uno strumento basato sui risultati”.
Dombrovskis: ‘Sale il fabbisogno 2027 di Kiev ma c’è poco spazio per nuovi prestiti’
Il fabbisogno finanziario dell’Ucraina per il 2027 sarà più alto del previsto e Bruxelles conta di quantificarlo “in tempi relativamente brevi”, presentando anche nuove proposte per farvi fronte. Ma Kiev ha ormai “un margine limitato” per ricevere nuovi prestiti, a causa dei problemi di sostenibilità del debito. Lo ha detto il commissario Ue all’Economia Valdis Dombrovskis a margine dell’Ecofin informale di Dublino.
“È chiaro che l’Ucraina deve far fronte a esigenze di finanziamento maggiori”, ha spiegato Dombrovskis, interpellato sui colloqui avuti ieri con il ministro delle Finanze ucraino Sergii Marchenko, a sua volta presente a Dublino. Tra le ragioni, ha indicato l’aumento dell’intensità dell’aggressione russa e il blocco del Mar Nero, che sta pesando sull’economia del Paese.
Il commissario non ha però quantificato il nuovo fabbisogno: “Abbiamo bisogno anche di alcuni elementi da parte del Fondo monetario internazionale e i nostri team stanno lavorando molto strettamente”, ha spiegato. “Credo che in tempi relativamente brevi saremo in grado di quantificare il gap e anche di presentare proposte su come gestire la situazione relativa al 2027”. Dombrovskis ha sottolineato anche che le precedenti stime del Fmi per il 2027 assumevano che la guerra terminasse proprio l’anno prossimo. “Purtroppo, questo ora appare meno probabile”, ha osservato, indicando “molte ragioni oggettive” per un aumento delle necessità finanziarie, pur in una situazione di “estrema incertezza”.
Sul modo di coprirle, ha avvertito che “l’Ucraina deve affrontare problemi di sostenibilità del debito” e che esiste quindi “un margine limitato per fornire semplicemente altro debito”, cioè nuovi prestiti. Già il sostegno all’Ucraina varato dall’Ue, ha sottolineato, ha “caratteristiche molto marcate assimilabili a una sovvenzione” e lo stesso principio resta valido nella discussione sul nuovo fabbisogno. Nel precedente schema europeo, ha ricordato, l’obiettivo era coprire circa due terzi delle necessità finanziarie di Kiev, lasciando il restante terzo agli altri partner internazionali. Bruxelles continua ora a lavorare con questi ultimi perché “aumentino il loro impegno” e forniscano la propria quota di finanziamento.
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