ANSA Incontra – In collaborazione con
Fs
“Addirittura 20 miliardi di extracosti? Debiti fuori bilancio. Cose fantasmagoriche”. L’amministratore delegato di Fs, Stefano Antonio Donnarumma, punta a fare chiarezza dopo indiscrezioni di stampa su eventuali aumenti dei costi per le grandi opere, sottolineando che si tratta di “richieste” avanzate dalle aziende.
“Ci spiegano che un’opera è costata 110, invece di 100, che una cosa è stata realizzata in altro modo, generando una variante”, spiega l’ad a ANSA Incontra, dove traccia un quadro generale su conti, investimenti, Olimpiadi Milano Cortina, occupazione e progetti futuri dell’azienda. “Se si andasse a chiedere a coloro i quali hanno sollevato queste riserve dei 20 miliardi quanto si aspettano, loro probabilmente hanno messo nelle loro previsioni 1,8-1,9 miliardi, comunque dentro i 2 miliardi” e pertanto “si tratterebbe al più di due miliardi per un’azienda che ne investe 20 all’anno”, dice Donnarumma, ribadendo che “l’azienda è sana, solida e che ce la fa con le sue gambe”. Snocciola, poi, una serie di numeri: “Il gruppo Fs fattura dai 17 ai 18 miliardi, il risultato operativo (Ebitda) oscilla intorno ai 2,5 miliardi, in arco piano, da qui al 2029, supereremo i 20 miliardi di fatturato e supereremo i 3,5 miliardi di ebitda”, illustra.
“Con un ebitda di 2,5 miliardi ci dovremmo indebitare al massimo di 4 volte, quindi una decina di miliardi. Oggi il nostro debito netto è di 14 miliardi, un po’ oltre, ma questo perché noi facciamo da cassa per lo Stato”, spiega l’ad, facendo presente che Fs “ha un patrimonio che vale dai 50 ai 70 miliardi”. Sui sabotaggi che in questi giorni di Olimpiadi hanno colpito la rete ferroviaria, Donnarumma denuncia che sono “particolarmente impattanti” e che “denotano un expertise” da parte di chi li commette. “Abbiamo messo in campo una forza molto importante: al di là dei treni, abbiamo messo in piedi una flotta di 500 autobus per spostare 100mila persone e poi vediamo questi sforzi vanificati in determinati momenti a causa di questo disturbo”. Sul fronte investimenti Donnarumma esprime soddisfazione per “un 2025 da record per Fs”, con investimenti complessivi per 18,5 miliardi di cui 11,5 miliardi sulla rete ferroviaria. “In media prima l’investimento di manutenzione straordinaria per la sicurezza e la funzionalità oscillava intorno ai 4 miliardi, quindi significa che noi già nel 2025 abbiamo speso 7 miliardi in più almeno della media degli ultimi 10-15 anni”, spiega.
Video Ferrovie, Donnarumma: ‘Gente esperta dietro i sabotaggi di questi giorni’
E “questo perché le ferrovie sono state impegnate nello sviluppo del Pnrr” e “7 miliardi sono anche la spesa di quest’anno per arrivare all’estate, con il completamente di quelle attività previste dal piano”, aggiunge. E questo sforzo è possibile anche grazie ad un “potenziamento” di Fs, che “in questi mesi sta arrivando a 100mila dipendenti”, dice. Un numero che “verrà superato perché noi, nonostante subiamo l’uscita di almeno 5mila persone all’anno per pensionamenti, ne assumiamo più che altrettanti. L’anno scorso abbiamo assunto 8mila persone”. Per cui “le ferrovie continuano ad essere un grande generatore di ricchezza per il Paese”, precisa Donnarumma, ricordando che “i nostri investimenti di 18,5 miliardi generano circa 50 miliardi di impatto sul Pil, quindi qualche punto percentuale”. Volgendo lo sguardo all’estero, il manager ricorda che Fs è presente in Spagna, Inghilterra, Francia, Germania, Olanda e Grecia, dove ha registrato nel complesso 250 milioni di passeggeri. Il prossimo obiettivo è portare il Frecciarossa in Inghilterra, passando sotto la Manica. “In Francia stiamo cercando di finalizzare un accordo con un importante fondo di investimenti, Certares, per comprare insieme, ma mantenendo sempre noi il controllo, la flotta di treni che servirà per compiere il viaggio nei Frecciarossa da Parigi a Londra, quindi passare nel tunnel”, racconta. “E confidiamo di riuscirci”, conclude Donnarumma.
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