Esplosione a Monaco, scatta allarme per l’Oktoberfest  – Europa – Ansa.it

Esplosione a Monaco, scatta allarme per l’Oktoberfest  – Europa – Ansa.it


È ancora buio a Monaco quando pompieri e polizia vengono raggiunti da una richiesta di intervento: una casa sarebbe in fiamme, ci sarebbero state anche delle esplosioni. E in effetti le forze dell’ordine si trovano di fronte a due feriti e due morti. Le forze dell’ordine si rendono conto che sono stati utilizzati esplosivi, alcuni sono ancora nella casa, devono essere disinnescati. La zona viene evacuata. Ma la preoccupazione sale quando viene rinvenuta una lettera nella quale il presunto colpevole accenna alla possibilità di colpire l’Oktoberfest, la popolare festa di Monaco. La polizia non perde tempo, si consulta con il comune e decide di posticiparne l’apertura. Anche in questo caso l’intera area viene evacuata, quando ancora i primi lavoratori stavano cominciando ad aprire gli stand. Vengono impiegati i cani per assicurarsi che non ci siano esplosivi. Dopo alcune ore di tensione, viene scongiurato l’allarme terrorismo e la manifestazione può riprendere. Nel caos delle prime comunicazioni, qualcuno recupera una presunta rivendicazione su Indymedia, il portale dei gruppi di sinistra più radicali: alcuni Antifa avrebbero dato fuoco nella notte ad alcune automobili di lusso. C’è forse una connessione con le esplosioni e con le minacce? In fondo, per Trump sono terroristi. Ma la polizia non ci crede: ha letto il testo pubblicato, nel frattempo rimosso, e parla di “sciacallaggio”. Anche perché, con il passare delle ore, gli inquirenti cominciano a credere che la verità sia più elementare e, allo stesso tempo, scioccante.

Il terrorismo, questa volta, non c’entra. Si è trattato di una lite familiare, finita tragicamente: due feriti, la mamma, di ottantun anni, e la figlia di ventuno del colpevole, Martin P., un tedesco di 57 anni, senza precedenti. Che ha ucciso suo padre novantenne, ha piazzato gli esplosivi, avrebbe lasciato un messaggio con minacce per l’Oktoberfest, prima di togliersi la vita. Gli inquirenti hanno temuto soprattutto per una frase, con la quale si invitava a non recarsi alla festa perché poteva “succedere qualcosa di eccezionale”. Nel pomeriggio il ministro dell’Interno bavarese Joachim Hermann ha difeso la scelta della polizia di una chiusura preventiva: le minacce sembravano autentiche, era importante assicurarsi che non ci fosse pericolo. Del resto, nelle prime operazioni per spegnere l’incendio, i circa cento pompieri “hanno corso un pericolo grave ed acuto per la presenza degli esplosivi”, hanno affermato le autorità in conferenza stampa. Come pure sono stati realmente esplosi dei colpi di arma da fuoco. Successivamente tuttavia i rappresentanti delle forze dell’ordine si sono detti “ottimisti” che l’emergenza sarebbe potuta rientrare. Poco dopo il borgomastro di Monaco, il socialdemocratico Dieter Reiter, ha comunicato la ripresa delle attività all’Oktoberfest alle 17.30. E la folla ha iniziato a radunarsi all’ingresso.

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