Sono tutti negativi e senza sintomi, ma continua l’isolamento per i quattro casi sospetti di hantavirus presenti in Italia. Mentre alcune Regioni mettono a punto piani di risposta, iniziano a esser distribuiti i test negli ospedali di riferimento. Lockdown finito, invece, a bordo della nave da crociera Ambition, dove l’allarme era scattato dopo la morte di un anziano passeggero.
Sono scesi dalla nave i 1.700 passeggeri arrivati mercoledì mattina a Bordeaux, nel sud-ovest della Francia: le analisi hanno confermato che si tratta soltanto di un semplice “episodio di gastroenterite” anche se i malati dovranno restare “in isolamento” fino alla fine dei sintomi. Il virus che imperversava a bordo non ha nulla a che vedere con l’hantavirus. Su quest’ultimo invece, e in particolare sull’Andes virus, unico ceppo noto per la trasmissione interumana, continua a concentrarsi l’attenzione internazionale, con l’Oms che aggiorna al 13 maggio i numeri. Secondo il report i casi totali sono saliti a 11, di cui otto confermati (e tutti riguardano passeggeri della nave da crociera Mv Hondius) due probabili e un caso in attesa di accertamenti.
Tre i decessi registrati, il tasso di letalità è del 27%, ma il rischio per la popolazione generale continua a essere valutato come “basso o molto basso”. Continuano intanto i test. Tutti i 26 contatti francesi di una persona risultata positiva all’hantavirus sono risultati negativi ma saranno ancora monitorati. Il passeggero greco che era a bordo della nave è risultato negativo ed è in quarantena ad Atene. Quanto all’Italia, i casi sospetti sono quattro ed erano tutti sul volo Klm diretto a Roma, dove si trovava anche una passeggera poi deceduta. Nessuno è ricoverato e sono tutti al momento negativi, ma considerato il tempo di incubazione della malattia di circa 40 giorni, saranno ritestati prima della fine dell’isolamento. Il ministero nel frattempo si è mosso coordinandosi con le autorità internazionali. Con un’informativa ha messo in allerta gli uffici di frontiera, mentre con la circolare dell’11 maggio ha definito le caratteristiche di caso sospetto e caso confermato, con i relativi protocolli da seguire. Le Regioni, invece, si muovono in modo diverso. La Calabria ha istituito una cabina di regia che avrà la funzione di coordinamento delle attività di prevenzione, sorveglianza e gestione dei casi, nonché di indirizzo agli enti del servizio sanitario regionale, mediante l’adozione di indicazioni operative uniformi di tutela della salute pubblica.
Il Lazio, chiarisce il presidente Francesco Rocca, ha un piano emergenziale chiaro per l’hantavirus, “però non c’è una situazione emergenziale tale da richiedere un impegno più di quanto fatto nei giorni scorsi attraverso tutta una serie di azioni che sono già state messe in campo”, ha aggiunto. Gli fa eco il presidente della Regione Lombardia. “Se dovesse succedere un peggioramento della situazione – spiega Attilio Fontana – abbiamo predisposto tutto senza dubbi interpretativi con un piano emergenziale assolutamente chiaro e già predisposto”. La rete degli ospedali, intanto, inizia a munirsi di tamponi e test sierologici. “Al momento non abbiamo fatto ordini di tamponi, perché abbiamo una scorta sufficiente in magazzino, immagino che altri ospedali si stiano attrezzando”, chiarisce la direttrice generale dell’Istituto per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani, Cristina Matranga. Lo Spallanzani è il laboratorio di riferimento regionale e nazionale, ma sulla base della circolare del ministero della Salute, ha aggiunto, “le Regioni si stanno attrezzando per individuare ciascuna il proprio laboratorio di riferimento”.
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