La Marina israeliana si sta preparando per prendere il controllo in alto mare delle oltre 50 imbarcazioni della Flotilla che sono entrate nel raggio di intercettazione dell’esercito. All’azione prende parte anche l’unità speciale Shayetet 13, per la presa delle navi. Lo riferiscono fonti militari alla tv pubblica Kan.
La Marina prevede di trasferire gli attivisti su una grande nave militare e di rimorchiare le imbarcazioni verso il porto di Ashdod, con la possibilità che alcune vengano affondate in mare. Israele non intende permettere alla flottiglia di entrare nelle acque della Striscia di Gaza.
Nell’esercito e nei vertici della Difesa israeliani si temono però scontri e un possibile incidente durante l’operazione di presa che potrebbe provocare un’escalation. Lo riferiscono fonti militari.
Gli attivisti accusano il governo italiano: il ministro della Difesa italiano, affermano, “ci ha informato” che la fregata militare Alpino offre agli attivisti l’opportunità di abbandonare le imbarcazioni e rientrare prima di raggiungere la cosiddetta zona critica. “Siamo chiari: questa non è protezione. E’ sabotaggio. E’ un tentativo di demoralizzare e dividere una missione pacifica e umanitaria. Questa è codardia travestita da diplomazia”.
“Questa sera ci abbandonano le navi di protezione: Emergency è costretta a fermarsi per ragioni di sicurezza e così e da questo momento in avanti continueremo da soli, solo con la flottiglia umanitaria”, afferma l’europarlamentare del Pd Annalisa Corrado, a bordo di una delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla dirette verso Gaza, in un collegamento in diretta su Instagram con il sindaco di Bologna, Matteo Lepore.
“Restiamo in acque internazionali, ma siamo consapevoli che ci stiamo avvicinando al limite oltre il quale le missioni precedenti sono state illegittimamente fermate e sequestrate”, ha aggiunto. “Nonostante i rischi, continuiamo con lo stesso spirito: la nostra è una missione pacifica, pacifista, non violenta. Portiamo circa 45 tonnellate di aiuti umanitari e siamo determinati ad arrivare fino in fondo. L’Italia dovrebbe essere dalla parte della popolazione palestinese, invece continua a non voler riconoscere lo Stato di Palestina e a mantenere rapporti commerciali e militari con Israele. Questa missione, invece, è la testimonianza che un’altra Italia c’è”, ha concluso Corrado.
“Tenete gli occhi aperti perché sarà una notte impegnativa”, aggiunge il presidente dell’Unione delle Comunità islamiche italiane, Yassine Lafram, imbarcato anche lui sulla Flotilla. “Rischiamo di essere abbordati già durante la notte, speriamo davvero che tutti i partecipanti della Flotilla possano avere un trattamento che non sia lesivo nè della loro dignità nè della loro incolumità fisica”.
Per Lafram, inoltre, chi chiede alla Flotilla di fermarsi, “dovrebbe dirlo con altrettanta determinazione a Netanyahu, afferma il presidente dell’Ucoii, che sottolinea come il governo italiano non sia “inerte e silente, ma complice di quello che succede a Gaza perchè continuano a transitare le armi nei porti italiani”.
Alla Flotilla era arrivato l’ultimo messaggio del ministro della Difesa Guido Crosetto: Il compito dichiarato della Global Sumud Flotilla “era di far giungere aiuti e richiamare l’attenzione sulle difficoltà con cui arrivavano a chi ne ha bisogno. L’obiettivo che si proponevano verrebbe, dunque, raggiunto dall’accettazione” del piano Usa per la Palestina “che, in qualche modo, può aprire la strada alla pace e agli aiuti umanitari. Proprio per questo mi sento in dovere di fare loro un ultimo appello affinché prendano atto di ciò che sta accadendo e affinché utilizzino una delle soluzioni alternative prospettate da più parti, in primis il Patriarcato della Chiesa cattolica, negli ultimi giorni, per far arrivare gli aiuti”.
Alle 16.30 circa, ora italiana, Nave Alpino della Marina Militare, ‘raggiunta una distanza di circa 180 miglia nautiche dalle coste di Gaza’, diramerà un avviso ufficiale a tutte le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, rende noto lo Stato Maggiore della Difesa. Sarà comunicato che, in assenza di variazioni di rotta e velocità, ‘alle ore 02:00 AM circa in Italia di domani 1 ottobre, la Flotilla raggiungerà verosimilmente il limite delle 150 miglia nautiche dalle coste di Gaza’. Nave Alpino, come comunicato più volte nei giorni scorsi, ‘non oltrepasserà tale limite’, per non pregiudicare in alcun modo le garanzie di sicurezza delle persone imbarcate.
La Fregata Alpino sarà disponibile ad accogliere ogni persona che manifesti la volontà di trasferirsi a bordo, nel rispetto delle procedure di sicurezza e delle normative internazionali. L’ultimo avviso, e dunque l’ultima occasione di salire sulla fregata sarà dunque al raggiungimento delle 150 miglia nautiche dalle coste di Gaza, dove la nave militare si fermerà e rimarla a disposizione per eventuali interventi di assistenza e soccorso.
“Ci troviamo adesso a circa 200 miglia dalle coste di Gaza. Stasera (martedì sera, ndr) la nave Alpino della Marina si fermerà e tornerà indietro” ha annunciato in mattinata Tony La Piccirella, uno degli italiani a bordo della Flotilla.
“Noi entreremo nella zona di intercettazione e andremo avanti” aggiunge l’attivista spiegando che “non c’è un limite stabilito per il blocco navale, ma è grande quanto gli altri stati consentono a Israele di farlo”. Poi assicura: “Non ci fermeremo. La proposta di pace è solo una messinscena, una proposta di resa totale. Una svendita del territorio palestinese a Israele e Usa”
La Turchia intanto afferma che sta monitorando “la sicurezza” della Flotilla e che “se necessario” le forze armate turche sono pronte a fornire attività di soccorso e assistenza umanitaria, in coordinamento con partner internazionali. “La Turchia sta monitorando attentamente la sicurezza delle attività di aiuto umanitario svolte dalle navi civili attualmente in navigazione, in conformità con il diritto internazionale e i valori umanitari”, si legge in un comunicato del ministero della Difesa. “In questo contesto, le nostre navi contribuiranno alle missioni di aiuto umanitario in coordinamento con le istituzioni competenti”.
La delegazione italiana del Gobal movement to Gaza sottolinea che “durante il viaggio la flottiglia ha subito attacchi da parte di droni che hanno causato danni ad alcune imbarcazioni. Nonostante ciò, la missione continua con determinazione verso le acque palestinesi” viene spiegato.
“Non abbiamo nessuna prova ma i sospetti di sabotaggi ci sono”. Lo dice la portavoce italiana del Global Movement to Gaza, Maria Elena Delia. “Sospettiamo sabotaggi alle barche, che peraltro ci sono stati anche nella storia delle precedenti flottiglie – spiega – Ad esempio il caso della Famiglia, una delle imbarcazioni più grandi, che ha avuto quel problema al motore che l’ha bloccata e non ha mai più ripreso il largo è stato sicuramente un evento sospetto”
Per quanto riguarda la Flotilla “sono preoccupato, perché cercare di violare il blocco navale comporta delle conseguenze. Noi abbiamo chiesto alla flottiglia, a cominciare dal presidente della Repubblica per passare al presidente del Consiglio, il ministro degli Esteri, il ministro della Difesa, e anche i leader dell’opposizione, di lasciare i beni a Cipro, perché poi possono essere – attraverso il Patriarcato latino di Gerusalemme – consegnati con l’accordo di Israele alla popolazione civile palestinese. Se l’obiettivo è quello di aiutare la popolazione civile palestinese, questo lo si può fare senza incorrere in incidenti”. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo all’evento “The Young Hope”. “Certamente non possiamo mettere a repentaglio la sicurezza e la vita dei nostri marinai per una iniziativa politica che noi abbiamo sconsigliato di portare a termine, perché dobbiamo tenere conto anche della sicurezza dei nostri marinai. Non ci sarà mai un conflitto a fuoco tra la nostra Marina e la Marina di Israele, perché non siamo in guerra con Israele. Io capisco tutte le ragioni della flottiglia, però noi non possiamo andare a creare uno scontro militare”, ha sottolineato.
Sulla Flotilla “spero che prevalga il buonsenso da parte di tutti. Ho chiesto al ministro israeliano degli Esteri che non si usi la violenza. Mi è stato risposto che non ci saranno atteggiamenti violenti. E’ ovvio che Israele non permetterà di violare il blocco navale. Abbiamo sconsigliato alla Flotilla di andare a un tentativo di forzatura del blocco. Non sappiamo che cosa può succedere. Anche la nostra Marina militare è escluso che possa accompagnare la Flotilla nel forzare il blocco, perché non c’è alcuna possibilità di un conflitto a fuoco. Dobbiamo garantire la sicurezza anche dei marinai” ha aggiunto Tajani.
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“Ho ribadito in tutti i modi, anche alla portavoce della Flotilla – ha aggiunto -, che è rischioso tentare di forzare il blocco navale”.
L’esercito israeliano rivela carte trovate a Gaza: ‘Ecco i legami con Flotilla’
L’Idf sostiene di aver trovato a Gaza e rivela solo oggi documenti documenti ufficiali secondo cui Hamas è coinvolto “direttamente nel finanziamento della flottiglia Sumud”. Compare una lista di operatori del Pcpa (Conferenza per i Palestinesi all’Estero), tra cui alti funzionari di Hamas: ci sono Zaher Birawi, capo del settore Hamas del Pcpa nel Regno Unito, noto come leader delle flottiglie negli ultimi 15 anni e Saif Abu Kashk. Quest’ultimo è il Ceo di Cyber Neptune, una società in Spagna che possiede dozzine di navi che partecipano alla flottiglia. “Queste navi sono segretamente di Hamas”, scrive l’Idf pubblicando i documenti.
Giuristi, non è Flotilla a violare norme internazionali
“L’azione della Global Sumud Flottilla è perfettamente conforme al diritto internazionale e non sta violando alcuna norma. E ciò né con riferimento all’attuale navigazione in acque internazionali, né nel prosieguo della propria rotta fino alle coste di Gaza”. Lo sottolineano le Associazioni Asgi, Giuristi democratici e Comma 2-Lavoro è Dignità ,”soprattutto alla luce di una serie di affermazioni contrarie al diritto internazionale espresse anche da esponenti del Governo italiano”. Costituiscono invece “palese violazione del diritto internazionale l’attacco armato alle imbarcazioni della Sumud Flotilla, il blocco navale israeliano al largo di Gaza con l’isolamento della striscia e la conseguente carestia che ha colpito la popolazione civile, il considerare come israeliane le acque antistanti la costa di Gaza”. Con riferimento alla qualificazione giuridica delle acque antistanti Gaza “va infatti ribadito – affermano le associazioni di giuristi – che i limiti di quelle acque non segnano i confini di Israele né acque territoriali israeliane, bensì palestinesi, e ciò indipendentemente dalla scelta politica di riconoscere o meno lo Stato di Palestina. Il diritto internazionale impone, infatti, che non si possano riconoscere effetti giuridici ad annessioni territoriali illecite, di conseguenza è illecito qualsiasi riconoscimento di sovranità territoriale israeliana sul mare antistante Gaza. L’occupazione e l’annessione di territori palestinesi da parte di Israele è illecita, come da ultimo affermato dalla Corte internazionale di giustizia “. Quanto all’intenzione dichiarata dalla Global Sumud Flotilla di portare gli aiuti fino a Gaza nonostante il blocco navale istituito da Israele sin dal 2009, “va precisato che anche in questo caso l’azione della Flotilla risulta conforme al diritto internazionale, e quindi perfettamente lecita, mentre costituisce violazione del diritto internazionale e illecito uso della forza ogni attacco alle navi della Flotilla messo in atto dallo Stato di Israele”.
Flotilla: “Legami con Hamas? Solo propaganda”
“I fogli mostrati da Israele non provano né il finanziamento né il controllo di Hamas sulla Global Sumud Flotilla. Ripetono, piuttosto, un preoccupante schema già visto nel 2010 con la Mavi Marmara. Siamo una missione civile e umanitaria, sotto gli occhi dell’Europa e del mondo”. Così la portavoce italiana della Global Sumud Flotilla, Maria Elena Delia, in merito all’annuncio dell’Idf di aver trovato documenti che dimostrerebbero il coinvolgimento di Hamas nella missione.
“Chiediamo che gli atti vengano consegnati integralmente a organismi indipendenti: finché non accade, è propaganda, non prova”, sottolinea.
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