“Folla assalta il sito di aiuti a Rafah. Operatori Usa in fuga”. Lo dicono i media di Gaza, vicini ad Hamas – Notizie – Ansa.it

“Folla assalta il sito di aiuti a Rafah. Operatori Usa in fuga”. Lo dicono i media di Gaza, vicini ad Hamas – Notizie – Ansa.it


Secondo i media di Gaza, vicini a Hamas, una folla di persone ha fatto irruzione nel complesso di aiuti umanitari nella zona di Rafah e gli operatori americani sarebbero fuggiti. Il sito sarebbe stato distrutto e la recinzione spostata, mentre un elicottero da combattimento israeliano avrebbe aperto il fuoco in aria per disperdere la folla. La notizia non viene confermata da altre fonti nella Striscia né finora l’Idf ha fatto dichiarazioni. Un filmato postato online sembra mostrare migliaia di palestinesi che invadono il sito di distribuzione a Rafah, nella parte meridionale di Gaza, poco fa.

Migliaia di residenti della Striscia stanno ritirando pacchi alimentari nel sito di distribuzione di aiuti umanitari a ovest di Rafah, nella piazza Al-Alam, aperto dalla Gaza Humanitarian Foundation (Ghf). Alcuni cittadini hanno caricato sui social filmati che mostrano i pacchi, che includono prodotti come pasta, olio, farina, riso, cibo in scatola e fagioli. La Ghf ieri sera ha annunciato di aver iniziato a operare nella Striscia di Gaza. 

Dopo il primo centro di distribuzione di aiuti umanitari aperto dalla Gaza Foundation a ovest di Rafah, un altro sito ha avviato le consegne nella zona di Morag, tra Khan Yunis e Rafah. Alcuni sfollati, riferiscono dal sito, hanno gridato: “Grazie America”. Il sistema di distribuzione concepito dalla Ghf intende impedire ad Hamas di saccheggiare gli aiuti umanitari. I residenti sono arrivati per la prima volta al centro di assistenza e nei pacchi distribuiti hanno trovato pasta, farina, tahina, riso, salsa di pomodoro, fave, tè, biscotti e altri prodotti alimentari. Il centro, secondo Ghf, dovrebbe operare fino alle 19,00.
Fino alle 14,40, 400 capifamiglia hanno raccolto pacchi destinati a 2.500 persone, mentre migliaia di altri si stanno affollando fuori dal centro di distribuzione. 

“Sappiamo cosa serve, sappiamo cosa manca e siamo molto, molto lontani da questo obiettivo quotidiano. Il fabbisogno è di almeno 500-600 camion da inviare a Gaza, carichi di rifornimenti. Non solo cibo, ma anche medicine, materiale sanitario, vaccini per bambini, carburante, acqua e altri beni di prima necessità per la sopravvivenza della popolazione”. E’ la valutazione della portavoce dell’Unrwa, Juliette Touma, in conferenza stampa da Ginevra che sull’attività della Gaza Humanitarian Foundation (GHF) afferma che “non abbiamo alcuna informazione”. 

Il ministero degli Interni di Hamas a Gaza in una nota condanna la distribuzione degli aiuti secondo il nuovo meccanismo della Gaza Foundation e afferma che “il tentativo dell’ingresso degli aiuti attraverso un nuovo meccanismo fallirà. Invitiamo il nostro popolo ad agire responsabilmente in queste difficili circostanze”.
L’organizzazione islamista intanto, secondo testimoni, ha iniziato a distribuire cibo gratis nella zona umanitaria di Al-Mawasi, come riferisce anche Channel 12. Il canale Inner Front di Hamas ha minacciato che chiunque riceva cibo dalla Ghf sarà “accolto con cura”.
   

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