Il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (Cipess) ha approvato il riparto tra Regioni e Province autonome delle risorse destinate al Servizio sanitario nazionale per l’anno 2025, per un totale pari a 136,5 miliardi di euro. Ad illustrare i dati in conferenza stampa, al termine della riunione del Cipess svoltasi a Palazzo Chigi, il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato e il Sottosegretario di Stato con delega al Cipess Alessandro Morelli.
“Il 2025 conferma il significativo aumento delle risorse per il Servizio sanitario nazionale avviato dal Governo Meloni, con un finanziamento complessivo di oltre 136,5 miliardi di euro. Lo scorso anno avevamo parlato dell’incremento più alto di sempre, ma in effetti con la Legge di Bilancio 2026 ci siamo ulteriormente superati, perché arriveremo a 143 miliardi di euro”, ha dichiarato Gemmato, secondo il quale “è la conferma della volontà politica di consolidare e rilanciare la sanità pubblica come pilastro di coesione sociale e di tutela del diritto alla salute ed è anche la dimostrazione che un Governo stabile e di mandato può programmare risorse e interventi con una visione di lungo periodo”.
Morelli, ‘136,5 miliardi di euro al Ssn, oltre 2 mld in più rispetto al 2024’
“Il Cipess ha dato il via libera al Riparto tra le Regioni delle risorse destinate al Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) per l’anno 2025 pari a 136 miliardi e mezzo di euro. Due miliardi e mezzo di euro in più rispetto all’anno precedente”. Lo afferma in una nota il Sottosegretario di Stato Alessandro Morelli. Va sottolineata, si legge, “un’importante novità con la quale le Regioni hanno introdotto, grazie all’accordo politico di novembre scorso, un nuovo criterio di riparto per la quota premiale (parte delle risorse complessive del fondo, cioè lo 0,25% del finanziamento complessivo per l’anno 2025, pari a circa 340 milioni di euro), che tiene conto dell’indice di densità abitativa e di estensione territoriale, e attribuisce maggiori risorse ai territori che meritano attenzione come Abruzzo, Basilicata, Molise e Calabria”.
“Con l’adozione di tale sistema si dimostra una grande attenzione verso i nostri concittadini – spiega il Sottosegretario – poiché si cerca di convogliare maggiori risorse verso le aree con più criticità, riequilibrandone l’assegnazione in base alle esigenze dei territori stessi”. Il Sottosegretario, infine, nel ricordare alcuni degli altri punti più importanti oggetto di deliberazione da parte del Comitato, ha citato l’aumento del limite di spesa per le prestazioni accreditate private e la possibilità di inserire alcune patologie, come ad esempio il Parkinson e la demenza, nel percorso nazionale di assistenza.
Fondo sanitario 2023-25, al Mezzogiorno 680 milioni di euro
Sono pari a 680 milioni di euro nel triennio 2023-2025 le risorse del Fondo sanitario nazionale destinate alle Regioni del Mezzogiorno, con un aumento pari a 229 milioni. Lo ha evidenziato il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, alla conferenza stampa dopo la riunione a Palazzo Chigi del Cipess, che ha ha approvato il riparto tra Regioni e Province autonome delle risorse destinate al Servizio sanitario nazionale per l’anno 2025.
Per il terzo anno consecutivo vengono applicati i nuovi criteri di riparto del Fondo sanitario nazionale, approvati nel dicembre 2022 in seguito all’intesa con le Regioni, che ne chiedevano la revisione dal 2015. “I criteri aggiornati – ha spiegato Gemmato – prevedono una redistribuzione delle risorse sulla base del tasso di mortalità sotto i 75 anni e del cosiddetto coefficiente di deprivazione, che considera l’incidenza della povertà relativa individuale, i livelli di bassa scolarizzazione e il tasso di disoccupazione. Nel 2025 questi parametri determinano un aumento complessivo di risorse verso il Mezzogiorno di circa 229 milioni di euro, per un totale di 680 milioni nel triennio 2023-2025”.
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