Forze yemenite colpiscono gli Houthi a ovest – Medio Oriente – Ansa.it


Le forze governative yemenite, sostenute dall’Arabia Saudita, hanno dichiarato oggi di aver colpito i combattenti Houthi sulla costa occidentale del Paese, il giorno dopo che il movimento filo-iraniano ha preso il controllo della regione.

“Le forze armate hanno distrutto veicoli e armi oggi ed eliminato membri della milizia terroristica Houthi, sostenuta dall’Iran, vicino al porto di Mocha”, ha riferito l’agenzia di stampa ufficiale Saba. Le forze hanno anche preso di mira la periferia della città sul Mar Rosso e la strada che porta a Dhubab, ancora più a sud, ha aggiunto l’agenzia, citando il portavoce delle forze armate Majid al-Nazili. Gli Houthi, che fino ad ora controllavano gran parte dello Yemen settentrionale, comprese la capitale Sana’a e Hodeida a ovest, sono avanzati verso sud in pochi giorni, conquistando Mocha giovedì. Quindi hanno preso il controllo della costa e delle isole del Mar Rosso, consolidando la loro presa sullo strategico Stretto di Bab el-Mandeb.

Il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato che i combattenti Houthi yemeniti, alleati dell’Iran – che hanno conquistato uno strategico punto di passaggio tra il Mar Rosso e il Golfo di Aden in Yemen – hanno chiesto a Washington di non intervenire. “Gli Houthi ci hanno chiamato e non vogliono combattere con noi”, ha detto Trump ai giornalisti durante una visita a Dublino. “Non vogliono che li attacchiamo”, ha aggiunto.

Trump, parlando durante il suo incontro con il premier irlandese Micheál Martin, ha anche affermato di aver parlato con il principe ereditario e sovrano de facto dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman, che ha definito un “amico”. Secondo il sito di notizie online Axios, bin Salman ha chiamato il presidente Usa due volte giovedì per chiedergli di colpire i combattenti yemeniti, ma la richiesta è stata respinta.

“Andrà tutto per il verso giusto”, ha detto ancora Trump, rispondendo a una domanda sulla situazione nello Stretto di Hormuz, secondo quanto riportano i media locali. Tali dichiarazioni giungono in un momento di rinnovata preoccupazione per l’Arabia Saudita, a seguito delle rapide avanzate dei ribelli Houthi in Yemen e degli attacchi contro un importante oleodotto nel Regno. 

Pezeshkian: ‘Non ci piegheremo alle prepotenze degli Usa’

“Oggi l’Iran resta saldo di fronte agli Stati Uniti e al regime sionista e non cederà alle loro prepotenze”. Lo afferma il presidente, Masoud Pezeshkian, incontrando esponenti religiosi e del mondo degli affari indiani nella tarda serata di ieri, a margine del Forum Brics a Nuova Delhi.

“Questi sedicenti paladini dei diritti umani sono, in realtà, attori malevoli che ci etichettano come terroristi”, ha aggiunto, citato dall’agenzia Irna, sottolineando: “Stiamo pagando il prezzo di questa posizione, eppure, finché vivremo, perseguiremo la verità e la giustizia e non ci piegheremo all’oppressione, alla tirannia o alle prepotenze”.

Rinviati a ottobre i colloqui tra Israele e Libano previsti a Roma

Il nuovo round di colloqui tra Israele e Libano a Roma, previsto per la settimana prossima a Roma, è stato rinviato a ottobre. Lo ha dichiarato un funzionario degli Stati Uniti. Gli ambasciatori libanese e israeliano si incontreranno comunque la prossima settimana presso il Dipartimento di Stato a Washington “per discutere degli sviluppi in corso e dell’ulteriore attuazione” di un accordo quadro concordato a giugno, ha affermato il funzionario, che ha chiesto di mantenere l’anonimato.  Il presidente libanese, Joseph Aoun, ha confermato che “al momento non ci sono nuovi colloqui con Israele”. Lo riferiscono i media locali. Le dichiarazioni, effettuate durante la visita a sorpresa a Nabatieh, nel sud del Libano, insieme al comandante delle forze armate libanesi, sono arrivate dopo le dichiarazioni del funzionario del Dipartimento di Stato americano.

Baghaei attacca Hegseth per le dichiarazioni sull’Iran durante anniversario 11/9

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha affermato su X che “la narrazione sostenuta dal segretario statunitense alla Difesa, Pete Hegseth è costellata di contraddizioni fondamentali: non si può compiere un’aggressione, eseguire vili assassinii e causare vittime civili, pretendendo al contempo di avere l’autorità esclusiva per definire il terrorismo e stabilire di chi sia la violenza legittima”.

Baghaei ha accusato Washington di tentare di giustificare “una guerra sconsiderata e illegale contro l’Iran” invocando il 25esimo anniversario degli attentati dell’11 settembre al World Trade Center. Reagendo alle osservazioni fatte dal segretario alla Difesa Usa, Pete Hegseth, durante la cerimonia commemorativa, ha denunciato quelle che ha definito “contraddizioni fondamentali nella politica estera americana”.

L’affermazione è giunta dopo che Hegseth, nell’anniversario dell’11 settembre, ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno ancora “mandando i terroristi dove meritano di stare: all’inferno” nel corso della guerra contro l’Iran. “Gli autori dell’11 settembre non erano iraniani, erano proprio quelle stesse persone che gli Usa avevano armato, organizzato o comunque sostenuto nei decenni precedenti”, ha aggiunto Baghaei.

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