Francia, verso una legge integrale contro le violenze sessuali – News – Ansa.it


Una svolta storica, una legge “integrale” che non soltanto comprenda tutti i casi di violenza sessuale e sessista – dalle molestie agli stupri, dallo stalking al revenge porn – ma che li indirizzi verso una “catena giudiziaria specializzata” che assicuri ai reati a sfondo sessuale di essere seguiti dai giudici “dall’inizio alla fine” dando a tutte le vittime la possibilità di essere “ascoltate”.

Se la relatrice è la socialista Céline Thiébault-Martinez, a spingere la Francia verso la svolta di una legge ambiziosa è stata senz’altro l’onda lunga del #metoo e dell’eco straordinaria di questa rivolta generalizzata in tutti gli ambienti e categorie. Ma a far esplodere con fragore l’esigenza inderogabile di non ricadere più negli antichi errori è stato il caso di Lyhanna, la bambina di 11 anni rapita, stuprata e assassinata a fine maggio da un uomo, un maniaco plurirecidivo. Il quale – ed è l’ennesimo caso del genere – non avrebbe dovuto trovarsi in libertà.

Di fronte all’emozione del Paese e alla spinta dell’opinione pubblica, il governo ha deciso di appoggiare l’iniziativa della deputata socialista verso una legge che il Parlamento potrebbe adottare a inizio 2027. Oggi l’iter è cominciato: a parole ci sono tante, ovvie convergenze, ma nel concreto degli emendamenti, delle votazioni, molto meno.

Primo dei 69 articoli, votato già oggi in Commissione, è stato proprio quello della “catena unica specializzata”, tribunali e giudici che si occupano del caso dall’inizio alla fine. Sullo sfondo, l’esigenza sempre insoddisfatta di rendere più efficaci i tribunali così da accorciare i tempi delle sentenze. Ma in primo piano, c’è un grande progresso: per i reati gravi, come lo stupro o le violenze in famiglia, la riforma prevede che ogni tribunale sia dotato di due giudici e di un procuratore specializzati in questo tipo di crimini, mentre speciali Corti d’assise saranno create per i delitti più gravi. Allo stesso modo, saranno create unità specializzate nella polizia giudiziaria, in grado di affrontare con conoscenza ed esperienza le violenze sessuali, sessiste e all’interno delle famiglie.

Si prevede un percorso non facile sul piano dei mezzi da mettere a disposizione delle nuove strutture: il premier, Sébastien Lecornu, ha fissato nel progetto di finanziaria 2027 una “base di partenza” di 1,5 miliardi di euro contro le violenze sessuali e sessiste, ai quali si si aggiungerebbero 2,6 miliardi per la protezione dell’infanzia.

Ma il governo ha successivamente precisato che non si tratta di denaro “in più” ma di una conferma di quanto impegnato nel 2026. Forti le proteste dell’opposizione e delle associazioni femministe. Si prevede battaglia anche su uno degli articoli più controversi, quello che vieta di pronunciare un’espulsione (obbligo di lasciare il territorio francese) contro uno straniero che abbia presentato una denuncia per violenze sessuali.

Molti gli emendamenti contrari già presentati, mentre il ministro dell’Interno, Laurent Nuñez, ha affermato che “le denunce per violenze sessuali rischieranno di diventare un modo per aggirare facilmente l’espulsione e ottenere un titolo di soggiorno”. Interrogativi in vista anche per l’articolo che prevede il divieto di matrimonio fra cugini di primo grado.

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