Fuggono a un posto di blocco e si schiantano, muore un 16enne – Notizie – Ansa.it

Fuggono a un posto di blocco e si schiantano, muore un 16enne – Notizie – Ansa.it


A 16 anni guidava un’auto alle 2 di notte. Minorenne come gli altri quattro ragazzini a bordo. All’improvviso si è imbattuto in un posto di controllo dei carabinieri. Il 16enne ha avuto paura, ma non ha avuto dubbi. Ha spinto il piede sull’acceleratore ed ha tentato una fuga disperata. Forse immaginava le conseguenze se i militari l’avessero fermato.

 

I carabinieri sono saliti sulla vettura di servizio e hanno cominciato l’inseguimento per circa tre chilometri, fino a quando l’auto con i ragazzini a bordo, ad una curva pericolosa all’uscita da Orta Nova (Foggia), ha sbandato, si è schiantata contro il guard-rail e si è ribaltata. Un altro 16enne che era sul sedile posteriore, Andrea Procaccino, è morto e gli altri quattro ragazzini sono rimasti feriti. Solo lesioni lievi. Tre di loro sono stati subito dimessi, un altro è ricoverato in osservazione. Dalle analisi è emersa la presenza oltre il limite di legge di alcol nel sangue e nelle urine di tutti e 5 i ragazzini, mentre è stato accertato che due di loro avevano fumato cannabis. 

 

 

Dalle indagine è emerso che non c’è stato alcun contatto tra le due vetture coinvolte nell’inseguimento. L’auto dei carabinieri ha mantenuto una distanza di circa 30 metri dalla Renault Megane station wagon in fuga. Proprio in prossimità della curva, l’auto dei militari avrebbe ulteriormente ridotto la velocità perché in quella zona, in passato, si sono verificati altri incidenti. La Megane ha una targa polacca, è intestata ad un cittadino polacco e non risulta rubata. Ha anche un’assicurazione valida. All’interno non sono stati trovati documenti di proprietà, per questo è in corso uno scambio d’informazioni con la Polonia per contattare il proprietario e ricostruire i fatti. Ora Orta Nova, quasi 16mila abitanti a 25 chilometri da Foggia, piange Andrea. Il sindaco Domenico Di Vito, parla di una comunità “ferita e addolorata”.

 

“Sentiamo il dovere – dice – di fermarci a riflettere. Questa vicenda richiama tutti noi, istituzioni, famiglie, scuola e società civile, a una responsabilità educativa ancora più forte nei confronti delle nuove generazioni. I nostri giovani hanno bisogno di esempi, di ascolto, di punti di riferimento e della consapevolezza che il valore della vita viene prima di tutto. Nessuna corsa, nessuna sfida, nessun momento di leggerezza vale il prezzo di una vita spezzata”. Emozionante il racconto di Alfredo Coppola, docente di informatica di Andrea all’Istituto per il commercio ‘Adriano Olivetti’. “Era un ragazzo pieno di vita, sorridente, allegro – confida Coppola -. Andrea frequentava il terzo anno. Lo conoscevo da anni. Aveva tanti sogni. Mi diceva sempre che, al termine della scuola, voleva restare nel suo paese e realizzare qualcosa qui. Un ragazzo come tanti della sua età, studioso quanto bastava ma volonteroso. Frequentava anche di pomeriggio e i suoi genitori erano partecipi alla vita scolastica del figlio. Mi spiace per questi ragazzi”.

 

Il docente rivolge poi un appello ai compagni di classe di Andrea: “Lo so che ora vedete solo nero e provate un dolore immenso, ma vi prego, restate uniti. Stringetevi forte. Andrea non avrebbe mai voluto vedervi tristi o arresi”. Per tutta la giornata nella casa funeraria dove è stata composta la salma c’è stato un via vai di ragazzi che hanno voluto portare l’ultimo saluto a Andrea. Inconsolabili la mamma Michelina, il papà Antonio e il fratello più grande, Vito. I funerali saranno celebrati il 1 giugno nella chiesa Madonna di Lourdes ad Orta Nova.

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