Stavano rientrando a casa, in provincia di Foggia, dopo una giornata di lavoro nelle campagne del Molise, ai confini con la Puglia, quando il loro furgone è uscito fuori strada ribaltandosi: per uno di loro non c’è stato nulla da fare, gli altri nove sono rimasti feriti. Le vittime sono dieci braccianti stranieri di origine marocchina tra i 21 e i 49 anni, tutti residenti a Torremaggiore.
L’incidente è avvenuto poco dopo le 13 lungo la Provinciale 45, in località Montesecco, nelle campagne di Serracapriola, in una delle giornate più calde di questa torrida estate, con temperature che nel Foggiano sfiorano i 40 gradi. Il gruppo, che stando alle prime verifiche era composto da lavoratori con regolare contratto, viaggiava a bordo di un furgone Ford Transit che, per cause in corso di accertamento, è uscito fuori strada autonomamente ribaltandosi. Nell’impatto un bracciante è morto sul colpo, mentre gli altri, che non sarebbero in pericolo di vita, sono stati trasportati negli ospedali di Foggia, San Severo e Termoli, in Molise. Sul posto hanno operato i carabinieri, a cui sono delegate le indagini della Procura di Foggia, e i vigili del fuoco. “Erano lavoratori che stavano facendo ritorno a casa dopo una faticosa giornata trascorsa nei campi della nostra Capitanata. Donne e uomini che, con sacrificio e dignità, contribuiscono ogni giorno al lavoro agricolo e all’economia del nostro territorio” il commendo del sindaco di Torremaggiore Emilio di Pumpo.
La vicenda riporta inevitabilmente la memoria alla doppia tragedia del 2018, quando sulle strade della provincia di Foggia persero la vita 16 braccianti agricoli stranieri. “Il 4 e 6 agosto di otto anni fa in due distinti incidenti nelle stesse zone della provincia di Foggia, persero la vita 16 braccianti stranieri. Passano gli anni e siamo qui a commentare ancora tragici eventi” dichiarano i segretari generali di Cgil e Flai Cgil Foggia, Gianni Palma e Giovanni Tarantella. E rilanciano “alle istituzioni e alla politica, ad ogni livello, la forte denuncia sulle condizioni di lavoro e di trasporto nel settore primario specie in questo periodo dell’anno, che reclama azioni di contrasto e prevenzione maggiori”. I sindacati, inoltre, denunciano “un totale disimpegno del Governo nelle politiche di contrasto al caporalato, come dimostrano i milioni persi per il superamento degli insediamenti informali. Va dato atto al lavoro delle forze dell’ordine e magistratura, ma servirebbe una assunzione di responsabilità generale, ad ogni livello”.
“Una tragedia di questa gravità – dichiarano gli assessori pugliesi alle Politiche migratorie, Silvia Miglietta, e all’Agricoltura e Sviluppo rurale, Francesco Paolicelli, – impone una riflessione sulle condizioni nelle quali si svolge il lavoro agricolo e sulle circostanze che accompagnano ogni giornata di lavoro, compresi gli spostamenti dei lavoratori. La sicurezza non può essere un elemento accessorio: deve essere garantita in ogni fase e per ogni lavoratore. L’impegno di Regione Puglia per la tutela della dignità e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori migranti è quotidiano e non arretra di un millimetro”.
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