Paolo Mereghetti, il noto critico cinematografico chiamato a far parte della Commissione cinema selettivi del Mic, ha rassegnato le proprie dimissioni “con effetto immediato” nei giorni della polemica per il mancato finanziamento al documentario su Giulio Regeni diretto da Simone Manetti. Il critico ha inviato questa mattina la propria lettera alla struttura ministeriale senza citare i motivi delle dimissioni. Contattato dall’ANSA ha tuttavia spiegato che, pur non facendo parte della Commissione che aveva esaminato il film su Regeni, ha ritenuto “per coerenza” con i suoi giudizi espressi sul valore meritevole della pellicola, necessario prendere le distanze dall’organo anche se, “non ho precisato per iscritto le ragioni delle mie dimissioni”.
Insieme a lui si è dimesso dalla Commissione anche Massimo Galimberti, docente di cinema in varie università e programmatore. All’ANSA Galimberti ha detto: “Sono anni che lavoro con il Ministero, ho fatto parte di varie commissioni, però in questa fase, ho sentito una sorta di incompatibilità ambientale legata a vari fattori, nell’approccio alle procedure, nell’analisi e nella valutazione degli elementi dei progetti. Ci sono modalità che non condivido. C’è da parte mia il pieno rispetto della professionalità dei miei colleghi, ma nelle modalità di valutazione siamo a volte molto distanti – ha aggiunto Galimberti -. E per quanto le decisioni di cui si parla siano venute da una sottocommissione e siano legate ai soggetti che le hanno prese, ne emerge una valutazione della cultura in cui non mi ritrovo. Essendo parte di un gruppo ho sentito di non potermi riconoscere in queste modalità” sottolinea, spiegando i motivi delle dimissioni.
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