Per l’incidente probatorio, che ha avuto inizio negli uffici della Polizia scientifica della Questura di Milano sono presenti fuori dall’edificio di via Fatebenefratelli decine di giornalisti e cameramen. E’ giunta anche l’avvocata di Andrea Sempio, Angela Taccia e il legale della famiglia di Andrea Stasi, Gianluigi Tizzoni. Da oggi, infatti, e saranno necessari almeno 90 giorni, gli esperti delle parti cominceranno a lavorare sui reperti dell’inchiesta, vecchi e nuovi, nell’ambito di quell’incidente probatorio i cui risultati varranno come prova nel processo. Negli uffici della Scientifica della Questura probabilmente il primo atto dell’accertamento irripetibile riguarderà la verifica dei verbali di custodia dei reperti ritirati giovedì scorso. Gli incaricati del gip di Pavia, Daniela Garlaschelli sonio Denise Albani e Domenico Marchigiani, appunto della Scienfifica della Questura, i consulenti dei pm, Carlo Previderè e Pierangela Grignani, e della difesa, Luciano Garofano, che fu il comandante dei Ris di Parma i quali si occuparono in prima battuta del caso, e Luigi Bisogno, ex ispettore superiore di Ps in pensione dal 2010 e con una notevole esperienza nel campo della dattiloscopia. Per i genitori e il fratello di Chiara ci saranno Marzio Capra, Dario Redaelli e Calogero Biondi e per Alberto Stasi, Ugo Ricci e Oscar Ghizzoni. Assieme a loro i legali, uno per la difesa, la parte civile e uno per Stasi.
La questura
“Non c’è intonaco su impronta 33′ – Come già preannunciato nelle scorse settimane, tra i reperti raccolti nella nuova indagine sull’omicidio di Chiara Poggi e con la quale la procura di Pavia ha acceso i riflettori su Andra Sempio, non c’è l’intonaco grattato dalla parete delle scale vicino a dove, il 13 agosto 2007, è stato trovato il corpo senza vita della ragazza e sul quale era stata isolata l’impronta 33 ora attribuita allo stesso Sempio. È quanto trapela dall’incidente probatorio che ha preso il via oggi a Milano. Il tentativo sarebbe stato di estrapolare il DNA da quel reperto, cercato senza successo nelle scorse settimane dai carabinieri, per approfondimenti su quella manata che inquirenti e investigatori ritengono importante. Sempre secondo quanto si apprende, con l’apertura delle buste è stato rilevato che le impronte raccolte sulla scena del crimine e ora oggetto dell’esame dei periti e dei consulenti non sono conservate su fascette paradesive ma su fogli di acetato.
Delitto Garlasco, 18 anni di battaglie giudiziarie
Consulente Poggi, dubbi oggettivi su conservazione dei reperti – Per il consulente della famiglia di Chiara Poggi, Dario Radaelli, è “oggettivo avere dei dubbi” sulla conservazione dei reperti al centro dell’incidente probatorio sul delitto di Garlasco. Questo perché, ha detto al suo arrivo in questura per l’atto istruttorio, “pare che questi reperti siano stati conservati a temperatura ambiente, però li vedremo”. L’ex poliziotto ha aggiunto: “Siamo molto curiosi. Al momento non ci aspettiamo nulla. Vedremo che cosa c’è dentro i plichi di cui tanto si parla. E poi vedremo cosa sarà l’impostazione che i periti vorranno dare al loro lavoro. Noi seguiremo la loro attività e cercheremo di dare il nostro contributo. Direi che le tecniche attuali hanno fatto ampi passi avanti e se da questi reperti verranno delle informazioni, le valuteremo con interesse”. “La famiglia Poggi – ha ribadito il consulente dei parenti dei familiari di Chiara – è ricaduta nel baratro che ha già affrontato 18 anni fa. Ci aspettiamo questa volta una soluzione definitiva”.
Potrebbero proseguire giovedì, sempre in questura a Milano, le operazioni sui reperti dell’inchiesta che vede indagato Andrea Sempio per il delitto di Chiara Poggi. È ormai escluso che questo lavoro “preliminare”, per poi procedere alle analisi vere e proprie da parte di periti e consulenti, possa esaurirsi oggi.
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