La prima fase del piano per la pace a Gaza, su cui nella notte è stato raggiunto l’accordo tra Israele e Hamas a Sharm el Sheik, prevede il cessate il fuoco immediato, con un ritiro graduale dell’Idf dalla Striscia, e il rilascio degli ostaggi in cambio della liberazione dei prigionieri palestinesi, oltre a un corridoio di aiuti umanitari. Gli altri punti chiave del piano Trump – dal disarmo di Hamas alla governance del dopo guerra – saranno invece affrontati nei prossimi round negoziali.
Ecco, in sintesi, i punti dell’intesa raggiunta e i nodi da sciogliere nel prossimo futuro:
* CESSATE IL FUOCO
– “Totale e immediato”, è atteso scattare appena il governo Netanyahu, che si riunirà nel pomeriggio, ratificherà l’intesa raggiunta in Egitto. “Entro 24 ore dalla riunione del Consiglio dei Ministri, entrerà in vigore un cessate il fuoco a Gaza”, ha spiegato la portavoce del governo israeliano.
* OSTAGGI
– Entro 72 ore dalla ratifica dell’accordo saranno rilasciati gli ostaggi ancora in vita (si stima siano 20) e liberati quasi 2mila prigionieri palestinesi (250 con condanna all’ergastolo). La lista di questi ultimi non è ancora nota e non è sciolto il nodo di personaggi di rango come Marwan Barghouti, anche se fonti palestinesi hanno riferito che Israele si sarebbe rifiutato di inserirlo tra coloro da liberare.
* RITIRO DELL’IDF
– Dovrebbe avvenire nelle 24 ore successive all’accordo. Le forze israeliane, secondo le mappe disegnate dal piano Trump, dovrebbe indietreggiare gradualmente dietro la ‘linea gialla’ (da 1,5 km a oltre 5 km dentro il confine della Striscia a seconda della profondità delle zone di Gaza). Previsto il ritiro da Gaza City e dalle altre città, fatta eccezione per Rafah che Israele ritiene punto di ingresso di armi per Hamas. L’esercito israeliano manterrà il controllo di circa il 53% del territorio di Gaza, ha detto la portavoce del governo.
* CORRIDOIO UMANITARIO
– Previsto l’ingresso di almeno 400 camion di aiuti al giorno nella fase iniziale.
* I NODI DEI PROSSIMI NEGOZIATI –
– I colloqui per la seconda fase dell’accordo dovranno sciogliere diversi punti cruciali. Oltre ad un ulteriore ritiro dell’Idf dietro la ‘linea rossa’ (più esterna di quella ‘gialla’) c’è l’istituzione di una “zona cuscinetto” lungo il confine tra la Striscia e Israele. Il piano Trump, presentato in venti punti, prevede poi nella seconda fase anche la creazione di un’amministrazione provvisoria internazionale a guida Usa, con la partecipazione di Paesi arabi e dell’ex premier Gb Tony Blair. E’ prevista inoltre l’istituzione di una Forza internazionale di stabilizzazione (Isf), con partner arabi e internazionali, da dispiegare “immediatamente” a Gaza.
* IL DOPO GUERRA
– L’obiettivo finale è stabilizzare la Striscia, in vista anche di un eventuale futuro Stato Palestinese su cui resta il secco ‘no’ di Israele. Hamas, che ha bocciato qualsiasi amministrazione straniera o occidentale, sarebbe invece aperto ad un governo tecnico palestinese “sotto l’egida dell’Anp”, garantito dai Paesi arabi e musulmani.
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