Gedi: trattativa esclusiva con il gruppo Sae per cedere La Stampa – Aziende – Ansa.it

Gedi: trattativa esclusiva con il gruppo Sae per cedere La Stampa – Aziende – Ansa.it


Gedi ha informato oggi il direttore e il cdr del quotidiano La Stampa di aver avviato una trattativa in esclusiva con il gruppo Sae spa: la trattativa – spiega in una nota – riguarda la testata La Stampa, inclusi gli asset collegati e le attività di printing (rotative).

“E’ una buona notizia che la storica testata de La Stampa sia oggetto di interesse da parte di vari gruppi editoriali come ho più volte rimarcato. L’apertura di una trattativa in esclusiva per la cessione del quotidiano torinese al Gruppo Sae, che ha già tra i suoi soci soggetti istituzionali locali, rappresenta una iniziativa strategica orientata a promuovere l’identità di un giornale ancorato al territorio”, dichiara in una nota il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria, Alberto Barachini.

“La scelta da parte di Gedi di privilegiare l’offerta del Gruppo Sae appare connessa ad una proposta da parte del potenziale acquirente di puntare a un piano di sviluppo concreto e ambizioso. Sae si impegni a tutelare gli asset e dia garanzie occupazionali”. 

Cdr gruppo Gedi, ‘garanzie sull’identità delle testate e sull’occupazione’

Garanzie sull’identità delle testate e sull’occupazione sono state chieste dai membri dei comitati di redazione del Gruppo Gedi in audizione in commissione Cultura della Camera.

I rappresentanti sindacali sono stati convocati per fornire informazioni sulle procedure di vendita delle testate: in particolare La Repubblica è finita nel mirino del gruppo greco Antenna dell’editore Theodore Kyriakou, mentre per La Stampa si sono fatti avanti i gruppi Nem e Sae, già attivi nel campo dell’editoria locale.

“Abbiamo chiesto garanzie per l’identità della testata e per l’occupazione – hanno ricordato i rappresentanti del cdr de La Repubblica -. I vertici di Gedi ci hanno detto che non era possibile introdurre garanzie nella procedura di vendita, come se noi facessimo un altro mestiere e non conoscessimo l’esistenza di clausole di salvaguardia. Poi, dopo gli interventi del governo e della politica, nell’ultimo contatto avuto con Gedi ci è stato detto che la richiesta di garanzia sarebbe sul tavolo della trattativa, ma per noi sono solo parole. Non abbiamo alcun tipo di documento che lo dimostri”.

“Abbiamo anche provato un contatto con i rappresentanti di Kyriakou che, anche comprensibilmente, non hanno voluto interloquire – hanno proseguito i membri del cdr -. Ci preoccupa il fatto che dalle ricerche fatte si tratta di un gruppo senza esperienze sulla carta. È un gruppo che in Grecia ha posizioni di destra e siamo quindi preoccupati per la difesa della nostra identità. Soprattutto ci preoccupa il fatto di non conoscere il progetto sul futuro di un gruppo che chiuderà l’anno con un passivo consistente”.

Il cdr ha anche parlato dell’idea di una fondazione, lanciata oggi con un comunicato, che possa controllare l’operato societario. “È un’idea già vagliata nel 2021 senza seguito – hanno sottolineato ancora -. Andremo da un notaio nei prossimi giorni per dar vita a questo strumento”. In merito alla presenza del principe saudita Bin Salman quale socio in una delle società del gruppo Kyriakou, il cdr ha spiegato di aver avuto rassicurazioni sul fatto che sarà un’altra società del gruppo a procedere con l’acquisto, aggiungendo però che questo non li rassicura.

“Il sottosegretario Barachini – hanno ricordato – ha comunque fatto sapere che, se entreranno capitali extraeuropei, il governo potrebbe valutare di applicare il golden power”. “C’è poca trasparenza e tanta confusione”, hanno aggiunto i rappresentanti del cdr de La Stampa, sottolineando che “l’attività del gruppo Kyriakou è fumosa, non c’è una struttura societaria definita e non conosciamo i fatturati aziendali nei vari paesi”.

“Poco sappiamo anche di altri compratori per La Stampa – hanno proseguito -. Le trattative potrebbero andare in parallelo, ma al momento la situazione non è definita. Sono state presentate due offerte da parte del Gruppo Nem e del Gruppo Sae che in passato hanno già rilevato quotidiani dismessi. Sono però realtà molto più piccole del nostro gruppo e abbiamo dubbi sulla loro capacità di gestire un quotidiano come il nostro”. 

Riproduzione riservata © Copyright ANSA



Source link