L’aneddoto della discordia. È quello raccontato da Brunello Cucinelli il giorno dei funerali di Valentino: “Vestiva molte nostre cose e quando era in boutique mi chiamava” e chiedeva “Mi puoi fare lo sconto?”. Una storiella narrata prima ai giornalisti che hanno seguito le esequie alla Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri e, poi, ai microfoni di ‘Un Giorno da Pecora’ (Rai Radio1). Ma che non è proprio andata giù a Giancarlo Giammetti.
Video Valentino, il ricordo degli amici e della moda
Lo storico socio ed ex compagno di Garavani – scomparso lo scorso 19 gennaio all’età di 93 anni – ha perciò scelto di replicare con una storia su Instagram. “Valentino non lo ha mai conosciuto né chiamato (Cucinelli, ndr) – ha scritto Giammetti – Io non l’ho neanche visto al funerale… Forse era troppo occupato a parlare con la stampa”.
Cucinelli, in effetti, alle esequie c’era e, prima di entrare in chiesa, aveva detto ai microfoni dei cronisti la storia sullo sconto. Poi, aveva descritto lo stilista come “una persona piacevolissima, elegantissima, perbene” aggiungendo “la cosa che mi ha sempre affascinato è che i suoi dipendenti erano molto contenti del suo comportamento: era gentile, educato, garbato. Questo, per me, dice tutto di un grande uomo”. In realtà, però, Cucinelli e Valentino non si conoscevano. Lo ha confermato lui stesso, parlando con l’ANSA. “Fisicamente no – spiega -. Lui era nostro cliente nei negozi insieme a Giammetti, e quando erano lì telefonavano”. Nel senso che Cucinelli veniva avvisato della visita dai suoi collaboratori. “Ma io la trovavo una cosa estremamente carina e nobile che loro indossassero le nostre cose – afferma Cucinelli -. Sono rimasto un po’ così (dopo le parole di Giammetti, ndr) perché l’ho considerato un grande maestro. Ho sempre pensato seriamente che fosse uno dei nostri geni del ventesimo secolo, l’ho scritto anche il giorno della sua scomparsa”.
Quella ai microfoni dei giornalisti, per lui, era “una battuta scherzosa”, dunque “mi spiace un pochino che ci siano rimasti male – ammette -, ma non volevo minimamente offendere nessuno”. Nel suo necrologio all’imperatore della moda, Cucinelli aveva scritto: “Alla memoria e all’onore del nostro straordinario Valentino, geniale artista che sempre ha amato il lavoro, la bellezza e la raffinatezza; simbolo prestigioso della moda italiana del ventesimo secolo, va il più alto pensiero della mente e il più commosso sentimento del cuore. Il creato lo accolga nel suo grande splendore”.
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