Giappone, piogge torrenziali su Tokyo, la metropoli finisce sott’acqua – Notizie – Ansa.it


Il cambiamento climatico torna a mostrare il suo volto più violento in Giappone: almeno otto persone sono morte e una risulta dispersa dopo che piogge torrenziali “senza precedenti” si sono abbattute nell’arco di due giorni su Tokyo, in particolare sulla prefettura a est di Chiba, paralizzando l’intera regione nel pieno delle vacanze per la tradizionale festa di Obon.

I numeri raccontano l’anomalia estrema di quanto accaduto: nel solo quartiere centrale di Chuo sono caduti 367 millimetri di pioggia in 24 ore, oltre tre volte la media di agosto, con un picco impressionante di 348 millimetri in appena 12 ore. Non era mai successo prima. Secondo l’Agenzia meteorologica giapponese (Jma), il mese di agosto è già il più piovoso mai registrato dalla stazione di Chiba in 60 anni di rilevazioni, e anche i comuni di Sakura, Mobara e Tateyama hanno infranto i loro record storici. Per la prima volta, da quando a maggio, sono entrati in vigore i nuovi sistemi di allerta, è scattato il Livello 5, il massimo della scala, per rischio di piogge torrenziali e frane in oltre un terzo dei centri urbani della prefettura. Le vittime, tra i 40 e i 70 anni, sono state travolte in auto sommerse, trascinate via da fiumi in piena o colte da malori dopo essere state estratte da veicoli allagati. Il caos si è esteso a macchia d’olio, con treni bloccati, autostrade chiuse per frane, e oltre 26mila case senza elettricità. All’aeroporto internazionale di Narita, circa 7mila passeggeri hanno passato la notte tra sacchi a pelo distribuiti dal personale e voli cancellati, mentre migliaia di pendolari hanno trovato rifugio negli uffici della prefettura e nei municipi.

“Una situazione senza precedenti anche per gli standard meteorologici storici del Giappone”, ha dichiarato il governatore di Chiba, Toshihito Kumagai, ammettendo di non aver mai affrontato prima d’ora, in tutta la sua esperienza, un disastro di questa portata. Il nubifragio si è abbattuto con un tempismo crudele, stravolgendo i piani di migliaia di persone proprio durante l’Obon, la festività buddista che ogni anno riporta i giapponesi nelle città natale per onorare gli antenati e riunirsi in famiglia per i riti commemorativi. Un totale di oltre 400mila persone hanno ricevuto ordini di evacuazione, e i soccorritori sono stati mobilitati per aiutare chi era rimasto isolato in numerose aree del versante sud orientale dell’arcipelago.

La straordinarietà dell’evento di metà agosto si inserisce in una sequenza impressionante di tifoni – Dolphin, Chan-Hom e Peilou – che negli ultimi giorni hanno colpito a raffica Giappone, Filippine e Cina, dove oltre un milione di persone sono state evacuate. Gli scienziati concordano: il riscaldamento globale di origine antropica sta rendendo gli eventi meteo estremi sempre più frequenti, intensi e prolungati. Lo scontro tra aria calda e umida e masse fredde in quota che ha scatenato il disastro di Chiba è esattamente il tipo di instabilità atmosferica che gli esperti prevedono in un pianeta sempre più caldo. Un campanello d’allarme che il Giappone, e il mondo intero, non possono più permettersi di ignorare.

 

 

 

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