Allo Stadio di San Siro per tifare Norvegia, la sua Nazionale, una 24enne è stata molestata da un addetto alle pulizie, che è stato denunciato dalla polizia. “Si stava sentendo male e stavo soltanto cercando di soccorrerla”, si è difeso l’uomo, un 20enne di origini egiziane che deve ora rispondere dell’accusa di violenza sessuale. È accaduto nel secondo tempo della partita vinta dalla Norvegia, che si è qualificata ai Mondiali a 27 anni dall’ultima volta.
La ragazza non ha fatto in tempo a vedere la rimonta della sua squadra perché, forse a causa di una bibita bevuta in una serata fredda e piovosa, ha iniziato a sentirsi male. Accompagnata da un’amica, la giovane norvegese, ha attraversato a fatica gli spalti gremiti di tifosi scandinavi fino a raggiungere i bagni del settore ospiti dello stadio Meazza, proprio quando Nusa aveva appena pareggiato il gol di Esposito del primo tempo. Dopo qualche minuto, la ragazza, che in Italia studia, è corsa fuori spaventata, raccontando all’amica rimasta fuori che, mentre stava male, l’uomo delle pulizie l’ha molestata. Quest’ultimo, incensurato, è stato avvicinato dagli steward, che l’hanno trattenuto fino all’arrivo della polizia. L’uomo, che lavora regolarmente nell’impianto sportivo, ha raccontato che, nel bagno, aveva cercato solamente di soccorrere la ragazza che gli era sembrata in una situazione critica ed evitare conseguenze peggiori.
Nessun approccio sessuale, secondo la sua versione dei fatti. Gli agenti della squadra Mobile della Questura di Milano stanno ora cercando dei riscontri al racconto della 24enne, anche attraverso l’ausilio delle immagini delle telecamere presenti nei pressi del bagno. Gli investigatori stanno inoltre cercando eventuali testimoni che possano essere utili a ricostruire l’accaduto per completare la relazione da depositare al pm. Allo stato, il magistrato ha optato soltanto per la denuncia ma, qualora dovessero emergere elementi più consistenti, potrebbe chiedere l’arresto del 20enne. Nonostante lo choc, la ragazza norvegese è già ripartita per la città in cui studia, accompagnata dagli stessi amici con cui era arrivata a Milano per vedere giocare, e poi vincere, la sua Norvegia. Una serata di sport e divertimento, come era nei piani della giovane, che per lei si è invece trasformata in un incubo.
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