Gli Stati Uniti sequestrano una petroliera ‘ombra’ legata al Venezuela. Navi russe in allerta – Notizie – Ansa.it

Gli Stati Uniti sequestrano una petroliera ‘ombra’ legata al Venezuela. Navi russe in allerta – Notizie – Ansa.it


Dall’oceano Atlantico al mar dei Caraibi, la battaglia navale degli Stati Uniti contro le petroliere ‘ombra’ legate al Venezuela e colpite da sanzioni continua e si rafforza, a pochi giorni dalla cattura di Nicolas Maduro.

Dopo due settimane di inseguimenti, la Guardia Costiera e le forze speciali militari americane hanno sequestrato la petroliera Bella 1/Marinera, che il mese scorso si era rifiutata di essere abbordata e aveva cambiato bandiera, passando a quella russa. L’operazione Usa è stata supportata dalla Royal Air Force britannica, come ha comunicato il ministro della Difesa John Healey, precisando che l’assistenza di Londra è consistita nella messa a disposizione di basi della Raf e in attività di sorveglianza e spionaggio aereo.

L’azione di Washington rischia di provocare un’escalation con la Russia che ha subito inviato, a supporto della petroliera, un sottomarino e diverse navi militari. L’emittente statale russa Rt ha mostrato l’immagine di un elicottero che sorvolava la Marinera mentre le forze Usa iniziavano l’abbordaggio. L’operazione potrebbe alzare la tensione anche con la Cina, il principale acquirente del petrolio venezuelano.

Video Caraibi, gli Usa sequestrano la petroliera ‘Sophia’: ‘Legata al Venezuela’

 

La Casa Bianca ha sminuito il pericolo di un ulteriore strappo con Mosca e Pechino sottolineando che Donald Trump “continua ad avere buoni rapporti personali sia con Vladimir Putin che con Xi Jinping”. Mentre il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, ha avvertito che “il blocco del petrolio venezuelano sanzionato e illecito rimane in vigore, ovunque nel mondo”.

L’inseguimento della Bella1/Marinera è iniziato due settimane fa nei Caraibi, quando gli Stati Uniti ritenevano che fosse diretta verso il Venezuela con a bordo petrolio iraniano. La nave, falsamente registrata sotto bandiera della Guyana, ha a quel punto cambiato rotta e nome passando alla Russia. Da allora è stata inseguita dalle autorità americane fino al nord Atlantico.

 

Il comando europeo degli Stati Uniti ha spiegato che la Bella 1/Marinera è stata sequestrata in queste ore in base al mandato emesso da un tribunale federale per violazione delle sanzioni americane contro Caracas. Mosca ha condannato l’operazione definendola “illegale” e accusando Washington di aver violato la Convenzione dell’Onu sulle leggi del mare del 1982.

“Il 24 dicembre 2025 – ha scritto il ministero dei Trasporti russo sul suo canale Telegram – la nave Marinera ha ricevuto un permesso temporaneo di navigazione sotto la bandiera russa, rilasciato in base alla nostra legislazione e alle norme del diritto internazionale. Oggi in alto mare, al di fuori delle acque territoriali di qualsiasi Stato, le forze navali statunitensi sono sbarcate sulla nave e la comunicazione con essa è stata interrotta”.

Mosca ha chiesto agli Usa di “non impedire il rapido ritorno” in patria del personale russo a bordo della nave ma la Casa Bianca ha dichiarato che l’equipaggio è soggetto a procedimenti penali e che per Washington la petroliera è “apolide”.

Nel frattempo, la segretaria per la Sicurezza Interna Kristi Noem ha rivelato che le forze Usa hanno preso il controllo anche della petroliera Sophia, nei Caraibi, che è stata scortata negli Stati Uniti.

 

 

 

In un post sui social media, Noem ha affermato che entrambe le navi “avevano attraccato di recente in Venezuela o erano dirette verso il Paese” e che fanno parte di una vasta “flotta fantasma” di imbarcazioni sanzionate che trasportano petrolio proveniente da Russia, Iran e Caracas. Rubio ha affermato che il governo ad interim venezuelano, guidato da Delcy Rordiguez, sta collaborando sulle due petroliere sequestrate e vuole che il carico di oro nero a bordo “faccia parte dell’accordo”, anche se la Marinera risulta essere vuota.

D’altra parte la Casa Bianca ha ribadito, senza mezzi termini, che le decisioni del governo ad interim “sono dettate dagli Stati Uniti”. Dopo un briefing a porte chiuse con i senatori a Capitol Hill, il segretario di Stato ha anche delineato il piano per il post-Maduro parlando di tre fasi per il Venezuela: stabilizzazione, ripresa e transizione. Mentre la Casa Bianca ha confermato la linea espressa da Trump sul voto: “è ancora troppo presto”. 

 

Gli Stati Uniti sequestrano due petroliere legate al Venezuela


 

 

 

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