Gli Usa abbattono un drone iraniano. ‘Si era avvicinato a una nostra portaerei’ – Notizie – Ansa.it

Gli Usa abbattono un drone iraniano. ‘Si era avvicinato a una nostra portaerei’ – Notizie – Ansa.it


   Gli Stati Uniti hanno reso noto di aver abbattuto un drone iraniano che si era avvicinato a una portaerei nel Medio Oriente.  

   La notizia arriva mentre, secondo fonti qualificate riferite da Axios, l’Iran vuole che i negoziati in programma con gli Stati Uniti si tengano in Oman e non a Istanbul in Turchia. In aggiunta, scrive ancora Axios, Teheran chiede che i colloqui siano in formato bilaterale e non con il coinvolgimento di rappresentanze di altri Paesi. 

   Intanto a Gerusalemme va in scena l’incontro tra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e l’inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff. Il premier è affiancato dai responsabili dei servizi di sicurezza israeliani, riferisce Times of Israel aggiungendo: “Si prevede che Netanyahu farà pressioni sulla Casa Bianca per adottare una linea dura nei negoziati tra Usa e Iran”. 

   Secondo diverse fonti e indiscrezioni dei media israeliani, l’incontro è incentrato sui colloqui dell’amministrazione Trump con l’Iran. Israele infatti chiede che qualsiasi accordo con Teheran includa la cessazione dell’arricchimento, la rimozione dell’uranio arricchito dal Paese, limiti alla produzione di missili balistici e la fine del sostegno a Hezbollah, Houthi, Hamas e Jihad islamica a Gaza, ha dichiarato una fonte a Haaretz. Se le richieste non saranno incluse in un accordo tra Stati Uniti e Iran, si prevede che Israele sosterrà un attacco all’Iran con l’obiettivo di rovesciare il regime della Repubblica islamica. 

 L’Iran non intende negoziare sul proprio programma missilistico durante i colloqui con gli Stati Uniti previsti per venerdì a Istanbul, secondo quanto ha affermato una fonte diplomatica iraniana, come riferisce Reuters sul proprio sito, aggiungendo che le capacità difensive della Repubblica Islamica non sono negoziabili e che il Paese è pronto a qualsiasi scenario.

 “Resta da vedere se anche gli Stati Uniti intendono condurre negoziati seri e orientati ai risultati o meno”, ha detto la fonte, dichiarando che per il momento la Repubblica islamica non guarda ai colloqui in modo ottimista ma nemmeno pessimista.

L’Iran: ‘Disponibili al dialogo con Usa nell’ambito degli interessi nazionali’

  Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato in un post su X di aver incaricato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi di valutare la possibilità di avviare colloqui con gli Stati Uniti, a condizione che questi si svolgano in un clima privo di minacce e basato sull’equità e sugli interessi nazionali.

  “Alla luce delle richieste dei governi amici della regione di rispondere alla proposta di negoziati avanzata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ho incaricato il ministro degli Esteri di perseguire negoziati equi e imparziali, guidati dai principi di dignità, prudenza e opportunità, a condizione che sussista un ambiente adeguato, libero da minacce e aspettative irragionevoli”, ha affermato Pezeshkian su X, aggiungendo: “Tali negoziati saranno condotti nel quadro dei nostri interessi nazionali”. 

Celebrità sotto accusa per avere sostenuto le proteste

  La magistratura iraniana ha messo sotto accusa alcune celebrità che hanno sostenuto le recenti proteste anti governative, dove sono morti migliaia di manifestanti. Lo ha annunciato il portavoce della magistratura Asghar Jahangir aggiungendo che le celebrità sotto accusa “saranno punite e anche i loro beni saranno confiscati”, riferisce Irna.

  Moltissime personalità legate al cinema e atleti iraniani hanno fortemente sostenuto le proteste di gennaio. “Reprimere e sparare contro manifestanti a mani nude sono crimini contro la vita e sono ingiustificabili. Siamo al fianco delle persone”, si legge in una delle ultime dichiarazioni delle personalità legate al cinema iraniano, firmata tra gli altri dalla nota attrice Katayoun Riahi e dai registi Jafar Panahi, Tahmineh Milani e Asghar Farhadi.

  Numerose personalità legate al cinema hanno rifiutato di partecipare al Festival Internazionale del Cinema di Fajr, che si tiene ogni anno in occasione dell’anniversario della vittoria della Rivoluzione Islamica del 1979 (1-11 febbraio). Inoltre, la famosa attrice Elnaz Shakerdoust, in un post su Instagram, ha dichiarato che non reciterà più “in questa terra, dove c’è odore di sangue ovunque, per un crimine storico così orribile”.

  Anche un gruppo di famosi atleti, membri di squadre nazionali, tra cui le calciatrici Zahra Alizadeh e Kosar Kamali, la campionessa di atletica leggera Mahla Mahroughi, e i cestisti Mohammad Amini e Behnam Yakhchali, si sono ritirati dalle squadre nazionali, a sostegno delle proteste. 

Emirati Arabi: ‘L’Iran oggi deve raggiungere un accordo con gli Usa’

L’Iran deve raggiungere un accordo con gli Stati Uniti, ha affermato un alto funzionario degli Emirati Arabi Uniti, in vista dei colloqui tra le due parti dopo le ripetute minacce di un intervento militare americano. “L’Iran oggi deve raggiungere un accordo”, ha affermato il consigliere presidenziale Anwar Gargash durante il World Governments Summit a Dubai, aggiungendo che l’Iran deve “ricostruire le proprie relazioni con gli Stati Uniti”. “Mi piacerebbe vedere negoziati diretti tra Iran e Stati Uniti che portino a un’intesa, in modo da non avere questi problemi ogni due giorni”, ha affermato, in riferimento alle recenti tensioni.

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