Gli Usa colpiscono due petroliere iraniane, l’ira di Teheran – Notizie – Ansa.it

Gli Usa colpiscono due petroliere iraniane, l’ira di Teheran – Notizie – Ansa.it


 Le forze militari Usa “neutralizzano”, colpendole, due petroliere iraniane e scatenano l’ira di Teheran che, a stretto giro, accusa Washington di “avventurismo capriccioso” e di “comportamento sconsiderato”. Il negoziato per la chiusura del conflitto tra le parti continua a navigare in acque incerte, con il rischio che salti una tregua molto precaria sotto la rinnovata minaccia del presidente Donald Trump di dar vita a un’azione militare “con molta più forza”, in caso di mancata intesa sulla sua proposta di pace.

 

L’accordo con l’Iran “potrebbe non accadere, ma potrebbe accadere da un giorno all’altro. Vogliono un accordo più di quanto lo voglia io”, ha rincarato il tycoon in uno dei suoi commenti rilasciati nelle ultime ore, segnalando la sua crescente frustrazione per lo stallo delle trattative. Ha assicurato, ancora una volta, che Teheran “avrà molti problemi” se non firma alla chiusura delle trattative che, a suo dire, “stanno andando bene”. Da Roma, invece, il segretario di Stato Marco Rubio ha ostentato prudenza e lanciato un avvertimento. “Vedremo cosa succederà, ci sarà uno sviluppo nelle prossime ore, in Iran sono frammentati ma spero davvero in una proposta seria da parte loro”, ha osservato Rubio, incontrando i giornalisti dopo le riunioni con il governo italiano. Avvertendo poi che, “se qualcuno lancia i missili, non può non attendersi una risposta. Ogni nazione si deve chiedere ‘vogliamo normalizzare che una nazione controlli una via d’acqua?”, è stata poi la domanda retorica di Rubio. “E se la risposta è no”, bisogna essere pronti “a qualcosa di più che parole forti”, ha notato, mentre si consolida l’ipotesi di un’iniziativa a trazione Francia e Regno Unito sulla riapertura a fine conflitto di Hormuz, braccio di mare strategico dove transita il 20% del greggio mondiale.

Video Trump: ‘Il cessate il fuoco con l’Iran resta in vigore’

 

Quello che è certo è che gli sforzi negoziali proseguono a tutto tondo, così come i colpi sotto la cintola che rischiano di far saltare il precario cessate il fuoco. Il vicepresidentte americano JD Vance ha incontrato alla Casa Bianca il premier del Qatar, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, avendo in agenda la discussione dei negoziati in corso con l’Iran. I qatarini, come ha ricordato Axios, rappresentano un canale di comunicazione riservato fondamentale tra Stati Uniti e Iran, nel complesso dialogo per porre fine alla guerra.

 

Sotto il profilo delle schermaglie, invece, la Marina iraniana ha sequestrato con “un’operazione speciale” una petroliera, identificata come la Ocean Koi, accusata dalle autorità di aver tentato di ostacolare le esportazioni di petrolio e gli interessi nazionali dell’Iran, secondo l’agenzia di stampa Tasnim, affiliata ai pasdaran. La notizia è stata seguita poco dopo dall’annuncio del Centcom sulle due petroliere senza carico neutralizzate nel Golfo di Oman e dirette verso i porti iraniani, nel tentativo di scardinare il blocco Usa. Il Comando militare centrale americano, quello che copre il Medio Oriente, ha riferito inoltre che “attualmente vi sono oltre 70 petroliere a cui le forze statunitensi impediscono di entrare nei porti iraniani o di uscirne”. Si tratta di navi commerciali che “hanno la capacità di trasportare oltre 166 milioni di barili di petrolio iraniano, per un valore stimato superiore ai 13 miliardi di dollari”, ha riferito il Centcom su X.

 

Secondo i dati di S&P Global Intelligence, nessuna nave commerciale gestita da compagnie di navigazione registrate ha attraversato da martedì lo Stretto di Hormuz. “In assenza di una chiara risoluzione, è più probabile che un eventuale aumento dei transiti inizi come un lento flusso piuttosto che come un esodo di massa, poiché rimarrebbero ancora da affrontare questioni operative e di sicurezza fondamentali prima che la fiducia sia pienamente ristabilita”, ha ammonito Jeremy Domballe, di S&P Global Intelligence. In altri termini, la strada verso la pace duratura e il ritorno alla normalità è ancora lunga.
   

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