IL PUNTO
Il Pentagono si sta preparando alla possibilità di operazioni a terra in Iran per settimane nel caso in cui Donald Trump decidesse per una escalation. Lo riporta il Washington Post, spiegando che non sarebbero un’invasione su larga scala, ma una serie di incursioni condotte da operazioni speciali e truppe di fanteria. Teheran minaccia di colpire la portaerei Lincoln se entrerà nel raggio d’azione delle sue armi, e avverte gli Usa sull’invio di truppe: ‘Diventerebbero cibo per gli squali’.
Intanto prosegue il conflitto: due potenti esplosioni hanno scosso il nord di Teheran, nei pressi di un edificio delle delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, mentre le difese aeree di Kuwait e Emirati Arabi hanno risposto a missili e droni lanciati dall’Iran. Colpita la sede della tv qatarina Al Araby.
21:05
Nyt: ‘50.000 soldati Usa in Medio Oriente, 10.000 in più del normale’
In Medio Oriente ci sono al momento 50.000 soldati americani, 10.000 più del solito. Lo riporta il New York Times, ricordando come in situazione normali sono circa 40.000 le truppe americane nell’area sparse in vari Paesi, dall’Arabia Saudita al Bahrain passando per l’Iraq, la Siria, la Giordania, il Qatar, gli Emirati Arabi Uniti e il Kuwait. Da quando Donald Trump ha avviato la guerra – afferma un funzionario americano – il numero dei soldati è aumentato a 50.000, nel quale sono incluse le 4.500 truppe a bordo della Gerald Ford, che si è ritirata dalla regione il 23 marzo. Gli esperti hanno spiegato che 50.000 soldati, molti dei quali in mare, sono una cifra piccola per un’operazione di terra significativa.
20:59
L’Iran è da 30 giorni senza internet, isolate milioni di persone
Il blackout internet a livello nazionale in Iran ha raggiunto il 30° giorno consecutivo, lasciando milioni di persone isolate da informazioni e comunicazioni dall’inizio della guerra con gli Stati Uniti e Israele. “Il blackout internet in Iran è entrato nel 30° giorno, mentre la misura di censura a livello nazionale continua per la quinta settimana, dopo 696 ore”, ha dichiarato oggi il gruppo di monitoraggio internet NetBlocks a X. Mentre la rete intranet nazionale rimane operativa, supportando app di messaggistica locali, piattaforme bancarie e altri servizi, l’accesso a internet a livello globale è stato severamente limitato. Molti iraniani non hanno avuto altra scelta che affidarsi a piattaforme controllate dallo Stato e ad alternative costose per rimanere in contatto con i propri cari.
20:30
Il Pakistan: ‘Pronti a ospitare colloqui tra Usa e Iran nei prossimi giorni’
“Il Pakistan sarebbe onorato di ospitare e facilitare nei prossimi giorni colloqui significativi tra le due parti per una soluzione globale e duratura del conflitto in corso”: lo ha dichiarato il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar in una dichiarazione video, ripresa da Anadolu. Dar non ha rivelato se i colloqui sarebbero stati diretti o indiretti e non ci sono state dichiarazioni immediate da nessuna delle due parti. I ministri degli esteri di Turchia, Pakistan, Egitto e Arabia Saudita hanno oggi “discusso dei possibili modi per porre fine in modo rapido e definitivo alla guerra nella regione”, ha aggiunto Dar.
20:04
I media: ‘Serie di esplosioni nel nord di Teheran, blackout in alcune zone’
Una serie di esplosioni, tra cui una molto potente, sono state udite oggi nel nord della capitale iraniana, Teheran, secondo un giornalista dell’Afp, mentre la guerra scatenata dai raid aerei israelo-americani entra nel suo secondo mese. Del fumo si leva da una delle zone colpite, rendendo impossibile determinare immediatamente il bersaglio. I media iraniani riferiscono che alcune zone di Teheran stanno subendo interruzioni di corrente. “A seguito degli attacchi a Teheran, alcune zone della città stanno attualmente subendo interruzioni di corrente”, riferisce l’agenzia di stampa Fars. Non ci sono stati commenti immediati da parte delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) o dell’esercito statunitense in merito agli ultimi attacchi nella capitale iraniana.
19:56
Conclusa la riunione a Islamabad: ‘Sostegno alla mediazione del Pakistan’
Si sono concluse in serata a Islamabad le consultazioni tra i ministri degli Esteri di Pakistan, Arabia Saudita, Turchia ed Egitto per discutere “possibili modalità per porre fine in modo rapido e definitivo alla guerra”. L’incontro, convocato dal vice primo ministro e ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar, si è concentrato sull’evoluzione della situazione regionale e su questioni di interesse comune, hanno fatto sapere fonti locali. All’incontro hanno partecipato il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan Al Saud, il turco Hakan Fidan e l’egiziano Badr Abdelatty. In una dichiarazione videoregistrata, il ministro Dar ha affermato che tutte le parti hanno espresso fiducia nel ruolo di mediazione del Pakistan e che la Cina “sostiene pienamente” l’iniziativa di ospitare a Islamabad i potenziali colloqui tra Stati Uniti e Iran. Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha avuto anche un bilaterale con il ministro degli Esteri saudita ed ha sottolineato l’impegno diplomatico di Islamabad, compresi gli sforzi per allentare le tensioni e incoraggiare il dialogo tra Stati Uniti e Iran. Ed ha inoltre evidenziato l’importanza dell’unità tra i paesi musulmani.
18:44
Libano: ‘Oltre 1.200 morti nei raid israeliani dall’inizio della guerra’
I raid israeliani sul Libano hanno ucciso 1.238 persone dall’inizio della guerra tra Israele e Hezbollah, il gruppo filo-iraniano, il 2 marzo scorso, tra cui 124 bambini. Lo ha annunciato oggi il ministero della Salute. Solo tra ieri e oggi sono morte 49 persone, secondo il ministero. Tra queste, dieci soccorritori e tre giornalisti. Oltre un milione di persone sono state sfollate a causa dei bombardamenti e degli ordini di espulsione emessi dall’esercito israeliano.
18:21
Teheran: ‘Aspettiamo l’arrivo delle truppe Usa per dar loro fuoco’
Le forze iraniane “stanno aspettando l’arrivo delle truppe americane sul territorio per dar loro fuoco e punire per sempre i loro partner regionali”: lo afferma il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf in un messaggio in occasione del 30° giorno dall’inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. “Continuiamo a sparare. I nostri missili sono in posizione. La nostra determinazione e la nostra fiducia sono aumentate”, aggiunge.
17:29
Università iraniana di Isfahan, ‘colpiti di nuovo da raid Usa-Israele’
Un’università nella città di Isfahan, nell’Iran centrale, ha dichiarato di essere stata colpita da attacchi aerei statunitensi-israeliani per la seconda volta dall’inizio della guerra tra i due Paesi. “Intorno alle 14:00 di oggi, l’Università di Tecnologia di Isfahan è stata presa di mira per la seconda volta (durante la guerra) da un brutale attacco aereo degli aggressori sionisti-americani”, ha dichiarato l’università in un comunicato diffuso dall’agenzia di stampa Fars. “Secondo le prime informazioni, l’attacco a uno degli istituti di ricerca dell’università ha causato danni anche a diversi altri edifici e ha provocato lievi ferite a quattro membri del personale universitario”, ha aggiunto.
17:15
Nuovo messaggio di Khamenei: ‘Grazie al popolo iracheno e alla leadership religiosa’
Il leader supremo iraniano, l’ayatollah Mojtaba Khamenei, si rifà vivo con un messaggio in cui ringrazia il popolo iracheno e la leadership religiosa per il loro sostegno all’Iran “di fronte all’aggressione”: lo riferiscono media statali iraniani. Secondo West Asia News Agency, il messaggio e’ stato consegnato in un incontro da Mohammad Ale Sadegh, ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran a Baghdad, allo sceicco Hammam Hamoudi, capo del Consiglio Supremo Islamico dell’Iraq. L’ambasciatore iraniano ha inoltre espresso apprezzamento per la sincera posizione e il ruolo di spicco dello sceicco Hamoudi, lodando al contempo la posizione coraggiosa e chiara dell’autorità religiosa di Najaf in merito all’aggressione israelo-americana. Infine, Ale Sadegh ha ringraziato il popolo iracheno per la sua significativa solidarietà nei confronti dell’Iran, manifestata attraverso campagne di aiuti finanziari e manifestazioni di sostegno, che hanno avuto un profondo impatto sull’opinione pubblica iraniana
16:35
Media: ‘I mediatori vagliano proposte per la di riapertura Hormuz’
Nei colloqui oggi a Islamabad, tra Pakistan con Turchia, Egitto e Arabia Saudita le discussioni iniziali si sarebbero concentrate sulle proposte per riaprire lo Stretto di Hormuz. Lo scrive Reuters sul sito. I paesi avrebbero discusso di proposte legate al traffico marittimo, che prima dell’incontro il Pakistan aveva inoltrato alla Casa Bianca. Tra le proposte, una proveniente dall’Egitto, che prevede tariffe simili a quelle del Canale di Suez. Turchia, Egitto e Arabia Saudita potrebbero formare un consorzio per gestire il passaggio del flussi di petrolio attraverso Hormuz, proposta che sarebbe stata discussa con Usa e Iran.
15:40
Iniziato a Islamabad l’incontro quadrilaterale
Sono iniziate a Islamabad le consultazioni tra i ministri degli Esteri di Pakistan, Arabia Saudita, Turchia ed Egitto. Lo scrive il Ministero degli Esteri di Islamabad in un post su X. “Su invito del Vice primo ministro e ministro degli Esteri, senatore Mohammad Ishaq Dar, i Ministri degli Esteri esamineranno l’evoluzione della situazione regionale e discuteranno questioni di interesse comune”, afferma il ministero. Al post sono allegate le foto di alcuni momenti dell’incontro.
14:25
Tv Al Araby: ’10 feriti in attacco alla sede di Teheran, è inaccettabile’
Il canale di notizie qatariano Al Araby ha condannato l’attacco che ha colpito “un edificio commerciale e civile” che ospita la sua redazione di Teheran, dopo aver precedentemente riferito che l’attacco aveva danneggiato l’edificio e interrotto le trasmissioni in diretta. In una dichiarazione inviata all’Afp, il canale ha aggiunto che “mettere in pericolo i giornalisti o prenderli di mira è contrario al diritto internazionale e alle Convenzioni di Ginevra”. “La Mezzaluna Rossa iraniana ha riferito di 10 feriti nell’attacco”, si legge nella dichiarazione, specificando che l’attacco è stato “effettuato utilizzando un missile lanciato da un drone”.
13:52
Aspides: ‘Tornano gli Houthi, massima cautela nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden’
“Sembra essere giunto il momento in cui gli Houthi si impegnino attivamente nel conflitto. I lanci di missili contro Israele rappresentano il primo passo. Il secondo potrebbe consistere nella ripresa degli attacchi contro le navi mercantili che transitano nel raggio d’azione delle armi degli Houthi, in particolare nel Mar Rosso e nella parte orientale del Golfo di Aden. Si raccomanda a tutte le imbarcazioni che navigano nelle suddette aree di procedere con cautela”. Lo fa sapere la missione navale Ue Aspides, in un bollettino di aggiornamento diffuso su X.
“In questa fase, riteniamo che le capacità militari degli Houthi rimangano intatte e consistenti”. Si legge. “Raccomandiamo alle navi mercantili legate a Israele o agli Stati Uniti di evitare di attraversare il Mar Rosso e il Golfo di Aden finché la minaccia non si sarà attenuata: le altre navi dovrebbero continuare a inviare le loro richieste di assistenza”, continua la nota.
In generale, le raccomandazioni rivolte alla comunità marittima rimangono invariate: “Evitare in ogni momento di entrare nelle acque territoriali yemenite” e, ove possibile, “navigare più vicino alla costa africana per ridurre l’esposizione a potenziali minacce”.
A seguito del “significativo aumento del livello di minaccia, sono state rafforzate le misure di protezione per le navi assistite da Aspides”. La conseguenza diretta di questa misura è “un maggiore impiego di risorse militari”. Poiché tali risorse non sono ancora state potenziate, ciò comporterà “tempi di attesa più lunghi per le navi che richiedono protezione ravvicinata”.
13:48
Iran avverte gli Usa sull’invio di truppe: ‘Diventerebbero preda per gli squali’
L’Iran minaccia di colpire la portaerei USS Abraham Lincoln se si avvicina al suo raggio d’azione. Il comandante della marina iraniana ha avvertito gli Stati Uniti che la Lincoln sarà bersagliata da missili terra-mare se entra in quella che ha definito la gittata d’attacco dell’Iran. Lo riferisce Iran International.
Il contrammiraglio Shahram Irani ha affermato che l’Iran stava monitorando attentamente i movimenti e ha aggiunto che lo Stretto di Hormuz orientale e il Mar d’Oman, da lui descritto come la porta d’accesso allo Stretto di Hormuz e al Golfo Persico, sono sotto il pieno controllo della marina iraniana.
Il portavoce del Comando Centrale di Khatamolanbia (il comando operativo dell’Iran), Ebrahim Zolfaghari, ha messo inoltre in guardia gli Stati Uniti dall’idea di inviare truppe per occupare le isole iraniane. “I comandanti e i soldati americani diventerebbero una facile preda per gli squali del Golfo Persico se venissero inviati”, ha sottolineato in una dichiarazione.
“A causa del suo operato nel caso Epstein, il presidente degli Stati Uniti, che è sotto pressione da parte del Mossad, è diventato uno strumento nelle mani del Primo Ministro israeliano per la guerra e l’aggressione contro l’Iran”, si legge nella dichiarazione, citata da Mehr, che aggiunge che le forze armate iraniane stanno contando i momenti per annientare l’esercito statunitense “qualora la minaccia del presidente degli Stati Uniti, incarnazione di deliri e menzogne, dovesse essere messa in atto”.
13:25
Teheran: ‘Oltre 2.000 vittime della guerra, 216 i bambini’
Il ministero della Salute iraniano ha affermato che le vittime del conflitto sono 2.076, tra cui 216 bambini, i feriti sono 26.500, di cui 1.767 bambini. I centri sanitari e di pronto soccorso danneggiati sono 336, afferma Teheran. Lo riporta Al Jazeera.
12:36
L’Idf: ‘Missili dall’Iran, sirene a Tel Aviv e a Gerusalemme’
Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) affermano che un nuovo attacco missilistico balistico sta arrivando dall’Iran. Le sirene stanno suonando a Tel Aviv, nell’area di Gerusalemme e in Cisgiordania. Lo riportano i media israeliani.
10:44
Ghalibaf: ‘Aspettiamo le truppe Usa, puniremo i loro partner regionali’
Il Presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, avverte che le forze armate iraniane sono in attesa di un’invasione di terra statunitense per punire i loro partner regionali, secondo quanto riportato dai media statali citati da Sky News. Ghalibaf afferma inoltre che gli Stati Uniti parlano pubblicamente di negoziati, ma in realtà stanno preparando un attacco di terra in segreto.
“Il nemico lancia apertamente un messaggio di negoziazione e segretamente pianifica un attacco di terra” ha scritto Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano dal 2020, nel suo messaggio diffuso dall’agenzia di stampa Tasnim. “Gli Stati Uniti esprimono le proprie richieste con un elenco di 15 punti e perseguono ciò che non sono riusciti a ottenere in guerra”. “Siamo nel bel mezzo di una guerra mondiale di vasta portata e dobbiamo prepararci al tortuoso e difficile cammino che ci attende fino al raggiungimento della vetta”, ha aggiunto.
Ghalibaf è stato in precedenza comandante del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, capo della polizia e sindaco di Teheran. Secondo alcune fonti, Washington lo considera un potenziale partner ed è indicato come il candidato preferito di Donald Trump per la leadership.
09:25
Al Araby riferisce che la sua sede a Teheran è stata colpita in un raid
L’emittente televisiva qatarina Al Araby ha riferito che un missile israeliano ha colpito l’edificio che ospita la sua sede a Teheran, causando danni. “Un missile israeliano ha preso di mira l’edificio dell’emittente televisiva Al Araby nella capitale, Teheran… danni ingenti e sospensione delle trasmissioni in diretta”, ha dichiarato l’emittente in un post su X.
Le immagini dall’interno dell’ufficio mostrano finestre rotte, vetri in frantumi e detriti. All’esterno dell’edificio, le strade coperte di detriti e danni agli edifici circostanti.
08:57
L’Idf: ‘Completata nuova ondata di raid a Teheran, prese di mira infrastrutture’
L’aeronautica israeliana ha completato un’altra ondata di attacchi a Teheran e in altre zone dell’Iran e ha affermato di aver preso di mira infrastrutture del regime iraniano, secondo quanto dichiarato dalle forze armate citate da Times of Israel.
08:46
Damasco, respinto un attacco di droni iracheni contro una base Usa
Il viceministro della Difesa siriano ha affermato oggi che le forze armate del suo Paese hanno respinto un attacco di droni provenienti dal vicino Iraq, diretto verso una delle ultime basi militari statunitensi in Siria. “Oggi, la base statunitense di Qasrak, situata sul nostro territorio, è stata attaccata da quattro droni lanciati dal territorio iracheno”, ha dichiarato Sipan Hamo su X, aggiungendo che “i droni sono stati abbattuti senza causare vittime”.
“Riteniamo l’Iraq responsabile e lo esortiamo a impedire il ripetersi di attacchi che minacciano la nostra stabilità”. L’attacco è avvenuto un giorno dopo che l’esercito siriano aveva dichiarato di aver respinto un altro attacco di droni iracheni diretto ad al-Tanf, una base nel sud-est che in passato ospitava forze statunitensi. All’inizio di questa settimana, l’esercito siriano aveva affermato che un’altra base nel nord-est era stata anch’essa presa di mira da un attacco missilistico iracheno, con un funzionario iracheno che aveva indicato un gruppo armato locale come responsabile. L’Iraq ha arrestato quattro persone in relazione a quell’attacco.
08:17
‘Cinque morti e quattro feriti in attacco a città portuale sul Golfo Persico’
Cinque persone sono rimaste uccise e altre quattro ferite nell’attacco israelo-americano alla città portuale di Bandar Pol, nella provincia di Hormozgan, sul Golfo Persico, avvenuto oggi, secondo quanto riferito dal governatore provinciale.
Secondo l’agenzia di stampa iraniana Irna, due imbarcazioni e un’automobile sono state danneggiate durante l’attacco al porto di Bandar Pol, situato a Bandar Khamir, vicino allo stretto di Hormuz.
08:03
Media Iran: ‘Colpito porto vicino allo Stretto di Hormuz’
Attacchi missilistici statunitensi e israeliani hanno colpito una città portuale iraniana vicina allo stretto di Hormuz. Lo riferiscono media statali iraniani.
07:48
Idf: ‘Colpiti centri di comando, produzione e stoccaggio armi a Teheran’
Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) affermano di aver colpito centri di comando temporanei e siti di produzione e stoccaggio di armi iraniani a Teheran, in una nuova ondata di attacchi. In un post su X, l’Idf ha dichiarato che i siti colpiti includevano “impianti di produzione e stoccaggio di missili balistici, sistemi di difesa aerea e posti di osservazione del regime iraniano”. Secondo l’Idf, l’Iran aveva trasferito alcuni centri di comando in siti temporanei. “Diversi centri di comando temporanei sono stati smantellati, compresi i comandanti che operavano all’interno del quartier generale”, ha affermato l’Idf nel post.
06:21
Teheran, due potenti esplosioni udite nel nord della città
Due potenti esplosioni hanno scosso il nord di Teheran nelle prime ore di domenica, secondo quanto riportato da un giornalista dell’AFP. Le esplosioni si sono verificate nella capitale iraniana mentre le difese aeree erano in funzione, vicino a una struttura appartenente al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche. Non sono ancora note informazioni sull’entità dei danni o su eventuali vittime dell’attacco.
01:36
Il Pentagono si sta preparando alla possibilità di operazioni a terra in Iran
Il Pentagono si sta preparando alla possibilità di operazioni a terra in Iran per settimane nel caso in cui Donald Trump decidesse per una escalation. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti, secondo le quali le operazioni a terra non sarebbero un’invasione su larga scala, ma piuttosto di incursioni condotte da operazioni speciali e truppe di fanteria. “E’ il lavoro del Pentagono quello di effettuare preparativi per offrire tutte le opzioni al commander-in-chief. Questo non significa che il presidente ha deciso”, ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt.
