IL PUNTO
Il Pentagono si sta preparando alla possibilità di operazioni a terra in Iran per settimane nel caso in cui Donald Trump decidesse per una escalation. Lo riporta il Washington Post, spiegando che non sarebbero un’invasione su larga scala, ma una serie di incursioni condotte da operazioni speciali e truppe di fanteria. Teheran minaccia di colpire la portaerei Lincoln se entrerà nel raggio d’azione delle sue armi, e avverte gli Usa sull’invio di truppe: ‘Diventerebbero cibo per gli squali’.
Intanto prosegue il conflitto: due potenti esplosioni hanno scosso il nord di Teheran, nei pressi di un edificio delle delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, mentre le difese aeree di Kuwait e Emirati Arabi hanno risposto a missili e droni lanciati dall’Iran. Colpita la sede della tv qatarina Al Araby
14:25
Tv Al Araby: ’10 feriti in attacco alla sede di Teheran, è inaccettabile’
Il canale di notizie qatariano Al Araby ha condannato l’attacco che ha colpito “un edificio commerciale e civile” che ospita la sua redazione di Teheran, dopo aver precedentemente riferito che l’attacco aveva danneggiato l’edificio e interrotto le trasmissioni in diretta. In una dichiarazione inviata all’Afp, il canale ha aggiunto che “mettere in pericolo i giornalisti o prenderli di mira è contrario al diritto internazionale e alle Convenzioni di Ginevra”. “La Mezzaluna Rossa iraniana ha riferito di 10 feriti nell’attacco”, si legge nella dichiarazione, specificando che l’attacco è stato “effettuato utilizzando un missile lanciato da un drone”.
13:52
Aspides: ‘Tornano gli Houthi, massima cautela nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden’
“Sembra essere giunto il momento in cui gli Houthi si impegnino attivamente nel conflitto. I lanci di missili contro Israele rappresentano il primo passo. Il secondo potrebbe consistere nella ripresa degli attacchi contro le navi mercantili che transitano nel raggio d’azione delle armi degli Houthi, in particolare nel Mar Rosso e nella parte orientale del Golfo di Aden. Si raccomanda a tutte le imbarcazioni che navigano nelle suddette aree di procedere con cautela”. Lo fa sapere la missione navale Ue Aspides, in un bollettino di aggiornamento diffuso su X.
“In questa fase, riteniamo che le capacità militari degli Houthi rimangano intatte e consistenti”. Si legge. “Raccomandiamo alle navi mercantili legate a Israele o agli Stati Uniti di evitare di attraversare il Mar Rosso e il Golfo di Aden finché la minaccia non si sarà attenuata: le altre navi dovrebbero continuare a inviare le loro richieste di assistenza”, continua la nota.
In generale, le raccomandazioni rivolte alla comunità marittima rimangono invariate: “Evitare in ogni momento di entrare nelle acque territoriali yemenite” e, ove possibile, “navigare più vicino alla costa africana per ridurre l’esposizione a potenziali minacce”.
A seguito del “significativo aumento del livello di minaccia, sono state rafforzate le misure di protezione per le navi assistite da Aspides”. La conseguenza diretta di questa misura è “un maggiore impiego di risorse militari”. Poiché tali risorse non sono ancora state potenziate, ciò comporterà “tempi di attesa più lunghi per le navi che richiedono protezione ravvicinata”.
13:48
Iran avverte gli Usa sull’invio di truppe: ‘Diventerebbero preda per gli squali’
L’Iran minaccia di colpire la portaerei USS Abraham Lincoln se si avvicina al suo raggio d’azione. Il comandante della marina iraniana ha avvertito gli Stati Uniti che la Lincoln sarà bersagliata da missili terra-mare se entra in quella che ha definito la gittata d’attacco dell’Iran. Lo riferisce Iran International.
Il contrammiraglio Shahram Irani ha affermato che l’Iran stava monitorando attentamente i movimenti e ha aggiunto che lo Stretto di Hormuz orientale e il Mar d’Oman, da lui descritto come la porta d’accesso allo Stretto di Hormuz e al Golfo Persico, sono sotto il pieno controllo della marina iraniana.
Il portavoce del Comando Centrale di Khatamolanbia (il comando operativo dell’Iran), Ebrahim Zolfaghari, ha messo inoltre in guardia gli Stati Uniti dall’idea di inviare truppe per occupare le isole iraniane. “I comandanti e i soldati americani diventerebbero una facile preda per gli squali del Golfo Persico se venissero inviati”, ha sottolineato in una dichiarazione.
“A causa del suo operato nel caso Epstein, il presidente degli Stati Uniti, che è sotto pressione da parte del Mossad, è diventato uno strumento nelle mani del Primo Ministro israeliano per la guerra e l’aggressione contro l’Iran”, si legge nella dichiarazione, citata da Mehr, che aggiunge che le forze armate iraniane stanno contando i momenti per annientare l’esercito statunitense “qualora la minaccia del presidente degli Stati Uniti, incarnazione di deliri e menzogne, dovesse essere messa in atto”.
13:25
Teheran: ‘Oltre 2.000 vittime della guerra, 216 i bambini’
Il ministero della Salute iraniano ha affermato che le vittime del conflitto sono 2.076, tra cui 216 bambini, i feriti sono 26.500, di cui 1.767 bambini. I centri sanitari e di pronto soccorso danneggiati sono 336, afferma Teheran. Lo riporta Al Jazeera.
12:36
L’Idf: ‘Missili dall’Iran, sirene a Tel Aviv e a Gerusalemme’
Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) affermano che un nuovo attacco missilistico balistico sta arrivando dall’Iran. Le sirene stanno suonando a Tel Aviv, nell’area di Gerusalemme e in Cisgiordania. Lo riportano i media israeliani.
10:44
Ghalibaf: ‘Aspettiamo le truppe Usa, puniremo i loro partner regionali’
Il Presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, avverte che le forze armate iraniane sono in attesa di un’invasione di terra statunitense per punire i loro partner regionali, secondo quanto riportato dai media statali citati da Sky News. Ghalibaf afferma inoltre che gli Stati Uniti parlano pubblicamente di negoziati, ma in realtà stanno preparando un attacco di terra in segreto.
“Il nemico lancia apertamente un messaggio di negoziazione e segretamente pianifica un attacco di terra” ha scritto Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano dal 2020, nel suo messaggio diffuso dall’agenzia di stampa Tasnim. “Gli Stati Uniti esprimono le proprie richieste con un elenco di 15 punti e perseguono ciò che non sono riusciti a ottenere in guerra”. “Siamo nel bel mezzo di una guerra mondiale di vasta portata e dobbiamo prepararci al tortuoso e difficile cammino che ci attende fino al raggiungimento della vetta”, ha aggiunto.
Ghalibaf è stato in precedenza comandante del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, capo della polizia e sindaco di Teheran. Secondo alcune fonti, Washington lo considera un potenziale partner ed è indicato come il candidato preferito di Donald Trump per la leadership.
09:25
Al Araby riferisce che la sua sede a Teheran è stata colpita in un raid
L’emittente televisiva qatarina Al Araby ha riferito che un missile israeliano ha colpito l’edificio che ospita la sua sede a Teheran, causando danni. “Un missile israeliano ha preso di mira l’edificio dell’emittente televisiva Al Araby nella capitale, Teheran… danni ingenti e sospensione delle trasmissioni in diretta”, ha dichiarato l’emittente in un post su X.
Le immagini dall’interno dell’ufficio mostrano finestre rotte, vetri in frantumi e detriti. All’esterno dell’edificio, le strade coperte di detriti e danni agli edifici circostanti.
08:57
L’Idf: ‘Completata nuova ondata di raid a Teheran, prese di mira infrastrutture’
L’aeronautica israeliana ha completato un’altra ondata di attacchi a Teheran e in altre zone dell’Iran e ha affermato di aver preso di mira infrastrutture del regime iraniano, secondo quanto dichiarato dalle forze armate citate da Times of Israel.
08:46
Damasco, respinto un attacco di droni iracheni contro una base Usa
Il viceministro della Difesa siriano ha affermato oggi che le forze armate del suo Paese hanno respinto un attacco di droni provenienti dal vicino Iraq, diretto verso una delle ultime basi militari statunitensi in Siria. “Oggi, la base statunitense di Qasrak, situata sul nostro territorio, è stata attaccata da quattro droni lanciati dal territorio iracheno”, ha dichiarato Sipan Hamo su X, aggiungendo che “i droni sono stati abbattuti senza causare vittime”.
“Riteniamo l’Iraq responsabile e lo esortiamo a impedire il ripetersi di attacchi che minacciano la nostra stabilità”. L’attacco è avvenuto un giorno dopo che l’esercito siriano aveva dichiarato di aver respinto un altro attacco di droni iracheni diretto ad al-Tanf, una base nel sud-est che in passato ospitava forze statunitensi. All’inizio di questa settimana, l’esercito siriano aveva affermato che un’altra base nel nord-est era stata anch’essa presa di mira da un attacco missilistico iracheno, con un funzionario iracheno che aveva indicato un gruppo armato locale come responsabile. L’Iraq ha arrestato quattro persone in relazione a quell’attacco.
08:17
‘Cinque morti e quattro feriti in attacco a città portuale sul Golfo Persico’
Cinque persone sono rimaste uccise e altre quattro ferite nell’attacco israelo-americano alla città portuale di Bandar Pol, nella provincia di Hormozgan, sul Golfo Persico, avvenuto oggi, secondo quanto riferito dal governatore provinciale.
Secondo l’agenzia di stampa iraniana Irna, due imbarcazioni e un’automobile sono state danneggiate durante l’attacco al porto di Bandar Pol, situato a Bandar Khamir, vicino allo stretto di Hormuz.
08:03
Media Iran: ‘Colpito porto vicino allo Stretto di Hormuz’
Attacchi missilistici statunitensi e israeliani hanno colpito una città portuale iraniana vicina allo stretto di Hormuz. Lo riferiscono media statali iraniani.
07:48
Idf: ‘Colpiti centri di comando, produzione e stoccaggio armi a Teheran’
Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) affermano di aver colpito centri di comando temporanei e siti di produzione e stoccaggio di armi iraniani a Teheran, in una nuova ondata di attacchi. In un post su X, l’Idf ha dichiarato che i siti colpiti includevano “impianti di produzione e stoccaggio di missili balistici, sistemi di difesa aerea e posti di osservazione del regime iraniano”. Secondo l’Idf, l’Iran aveva trasferito alcuni centri di comando in siti temporanei. “Diversi centri di comando temporanei sono stati smantellati, compresi i comandanti che operavano all’interno del quartier generale”, ha affermato l’Idf nel post.
06:21
Teheran, due potenti esplosioni udite nel nord della città
Due potenti esplosioni hanno scosso il nord di Teheran nelle prime ore di domenica, secondo quanto riportato da un giornalista dell’AFP. Le esplosioni si sono verificate nella capitale iraniana mentre le difese aeree erano in funzione, vicino a una struttura appartenente al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche. Non sono ancora note informazioni sull’entità dei danni o su eventuali vittime dell’attacco.
01:36
Il Pentagono si sta preparando alla possibilità di operazioni a terra in Iran
Il Pentagono si sta preparando alla possibilità di operazioni a terra in Iran per settimane nel caso in cui Donald Trump decidesse per una escalation. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti, secondo le quali le operazioni a terra non sarebbero un’invasione su larga scala, ma piuttosto di incursioni condotte da operazioni speciali e truppe di fanteria. “E’ il lavoro del Pentagono quello di effettuare preparativi per offrire tutte le opzioni al commander-in-chief. Questo non significa che il presidente ha deciso”, ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt.
