Hamas ha chiesto ai mediatori di apportare alcune modifiche al piano del presidente Trump per porre fine alla guerra a Gaza. Lo riferisce il canale saudita Al-Sharq, citando fonti informate. Le richieste riguardano le clausole relative al disarmo, l’esilio della leadership, e la necessità di ottenere garanzie per un ritiro completo dell’Idf. Una fonte ha detto all’emittente che ieri si sono tenuti a Doha incontri con rappresentanti di Qatar, Egitto e Turchia, che “hanno incoraggiato Hamas ad accettare la proposta. Hamas ha chiarito che sono necessarie garanzie internazionali. Servono 2-3 giorni per definire la sua posizione”.
Hamas sta esaminando per il terzo giorno il piano di Donald Trump per Gaza: lo ha riferito a Reuters una fonte vicina al gruppo militante. “Accettare il piano è un disastro, rifiutarlo è un altro; qui ci sono solo scelte amare, ma il piano è un piano di Netanyahu articolato da Trump”, ha detto un funzionario a conoscenza delle deliberazioni di Hamas con altre fazioni. “Hamas è desideroso di porre fine alla guerra e al genocidio e risponderà nel modo che meglio tutela gli interessi superiori del popolo palestinese”, ha affermato.
Il portavoce dell’Idf rende noto che è stato raggiunto il controllo operativo sul Corridoio Netzarim nel nord della Striscia di Gaza, e che adesso l’asse è stato chiuso all’ingresso da sud. Questo impedisce ai cittadini di fare rientro a Gaza city. “Le truppe hanno agito per interrompere le capacità operative di Hamas nella zona”, aggiunge l’esercito. Gli spostamenti verso sud da Gaza City sono ancora consentiti.
In vista dell’intensificarsi dei combattimenti a Gaza city in quelli che potrebbero essere gli ultimi giorni di guerra se Hamas accetterà il piano Trump, l’Idf ha avvisato la popolazione che la strada costiera Rashid sarà chiusa in direzione nord verso la città a partire da mezzogiorno (le 11 in Italia). Mentre gli spostamenti verso sud saranno consentiti e continueranno senza l’ispezione dell’esercito. L’esercito si aspetta che in questi giorni Hamas aumenti gli attacchi alle truppe. Secondo le stime israeliane, oltre 800mila persone hanno già lasciato Gaza city dopo i numerosi avvisi di evacuazione.
“Questa è l’ultima occasione per i residenti di Gaza city che lo desiderano di muoversi verso sud e lasciare i terroristi di Hamas isolati nella città, di fronte all’operazione dell’Idf che continua con piena intensità”. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa Israel Katz. “L’esercito sta completando in queste ore la presa del corridoio di Netzarim fino alla costa del mare di Gaza, e sta sezionando la Striscia tra nord e sud. In questo modo verrà stretto l’accerchiamento intorno a Gaza city, e chi uscirà verso sud sarà obbligato a passare attraverso i punti di controllo dell’esercito israeliano”, ha aggiunto.
La Croce Rossa ha dichiarato che l’intensificarsi delle operazioni militari a Gaza City la costringono a sospendere temporaneamente le sue attività, avvertendo che “decine di migliaia di persone affrontano condizioni umanitarie strazianti”. “L’intensificazione delle operazioni militari a Gaza City ha costretto il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) a sospendere temporaneamente le operazioni presso il suo ufficio di Gaza City e a trasferire il personale negli uffici del CICR nel sud di Gaza per garantire la sicurezza del personale e la continuità operativa”, ha affermato in una nota.
Il ministero della Salute palestinese a Gaza ha dichiarato che almeno 51 persone sono state uccise a Gaza nelle ultime 24 ore e 180 feriti sono arrivati negli ospedali per chiedere cure.
Il presidente americano Donald Trump ha firmato lunedì un ordine esecutivo che considera qualsiasi attacco al territorio o alla sovranità del Qatar una minaccia alla sicurezza degli Stati Uniti: lo riferisce la tv del Qatar Al Jazeera con una scritta in sovrimpressione. Anche Axios riporta che si tratta di una garanzia di sicurezza “simile all’Articolo 5” ed è un accordo di sicurezza senza precedenti tra gli Usa e un paese arabo.
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