“I familiari escludono che Celeste Pin si sia tolto la vita, perché aveva un grande amore per i figli e non li avrebbe esposti a un trauma così violento”. Lo ha detto l’avvocato Mattia Alfano che assiste il secondogenito dell’ex calciatore viola trovato morto nella sua casa sulle colline di Firenze il 22 luglio scorso. Il legale domani nominerà un consulente medico legale che affiancherà l’esperto incaricato dalla pm Silvia Zannini per eseguire l’autopsia in programma mercoledì prossimo all’istituto di medicina legale di Firenze.
“L’ex giocatore ha sempre gestito la depressione per quasi quaranta anni con rigore estremo – prosegue l’avvocato Alfano -, le modalità in cui è avvenuta la morte di Pin sono talmente strane da lasciare ipotizzare alla famiglia che sia successo qualcosa di molto grave o abbia subito un evento traumatico capace di mandarlo in default mentale.”
La Procura di Firenze conferirà domani o mercoledì l’incarico al medico legale per eseguire l’autopsia su Pin. L’accertamento è stato disposto a seguito dell’esposto per omicidio contro ignoti che era stato inviato per email dalla ex moglie, con la richiesta di svolgere ulteriori indagini, tra cui autopsia ed esami tossicologici, e l’analisi del contenuto del cellulare. A dare l’allarme, lo scorso 22 luglio, era stato un familiare di Pin. La Procura ha poi aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti, al fine di svolgere una serie di accertamenti. In base alle prime indagini, gli inquirenti avrebbero ipotizzato il gesto volontario anche se non sono stati trovati biglietti di addio. Poi la Procura ha dato il via libera alla restituzione della salma, bloccata dopo l’esposto della ex moglie, che non crede al suicidio.
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