(di Antonio Fatiguso)
I fratelli Andrew e Tristan
Tate restano in custodia cautelare dopo l’arresto di sabato a
Miami, ma puntano anche sull’intervento del presidente Donald
Trump per sfuggire alla richiesta di estradizione avanzata alle
autorità americane dalla Gran Bretagna. I loro avvocati hanno
esplicitamente invocato l’intervento del tycoon in nome della
tutela delle libertà, inclusa quella di espressione, e contro
“una persecuzione politica” in corso ai danni dei loro
assistiti.
I due fratelli, influencer da milioni di follower sui social
media, sono molto vicini al movimento Maga ed eroi della
cosiddetta ‘manosfera’, movimento maschilista e misogino che
teorizza l’inferiorità delle donne: devono rispondere di accuse
tra cui stupro, traffico a scopo sessuale e pornografia, inclusi
reati legati a immagini oscene di minori. Secondo gli atti
giudiziari resi pubblici lunedì, le autorità del Regno Unito
addebitano ai due fratelli anche di aver strangolato donne,
talvolta fino a far loro perdere i sensi, per violentarle
secondo riti da Arancia Meccanica.
Andrew e Tristan, 39 e 38 anni, con doppia cittadinanza
americana e britannica, sono molti vicini ai figli del tycoon.
Il loro avvocato, Joseph McBride, ha respinto ogni addebito:
“Sono innocenti”, ha detto, definendo “spazzatura” le accuse a
loro carico. Secondo le informazioni fornite alle autorità Usa
da Londra, le accuse più recenti riguardano episodi che hanno
coinvolto quattro donne tra luglio 2010 e agosto 2017, portando
il totale dei capi d’accusa a quota 59.
Un trattato di estradizione Usa-Gb è entrato in vigore nel
2007 e, da allora, il Dipartimento di Stato americano ha accolto
quasi tutte le richieste britanniche. La procedura prevede
un’udienza davanti a un giudice americano sulla sussistenza dei
requisiti previsti dal trattato, ma la decisione finale è del
segretario di Stato Marco Rubio, che ha la discrezionalità di
concederla o negarla.
Il Dipartimento di Giustizia ha confermato che i loro arresti
“sono stati effettuati in conformità con trattati e accordi di
cooperazione”. Ma McBride ha notato che la richiesta britannica
interferisce con i procedimenti che coinvolgono i fratelli in
Florida e in Romania, dopo furono arrestati per gli stessi tipi
di reato nel 2022, per essere liberati con la condizionale su
pressioni della Casa Bianca. “Credo che Rubio e il resto
dell’amministrazione Trump non amino il comunismo. Non vedono di
buon occhio il perseguimento penale delle persone per la loro
libertà di espressione che vadano contro le questioni di
principio e in base ai motivi per cui sono stati eletti”, ha
attaccato McBride.
Ancora più duro Andrew Tate: “Se fossi davvero un predatore
sessuale come le bande di adescatori, il Principe Andrea, i
conduttori della Bbc o Lord Mandelson (il miglior amico di
Epstein)…la polizia britannica non mi darebbe la caccia in
tutto il mondo. Mi proteggerebbe”, ha scritto su X, a dispetto
della custodia cautelare.
Rubio, allo stato, non ha “alcuna intenzione di intervenire”
sul caso, secondo un alto funzionario del Dipartimento stesso,
ha riferito la Cnn. Stesso discorso per Trump, in base a due
fonti informate sui fatti, a dispetto dei contatti avuti da
intermediari con persone vicine al tycoon.
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