I parlamentari Pd sulla Flotilla: ‘Al primo alt di Israele ci fermeremo’. Crosetto: ‘Rischio di incidenti per il numero di navi’ – Notizie – Ansa.it

I parlamentari Pd sulla Flotilla: ‘Al primo alt di Israele ci fermeremo’. Crosetto: ‘Rischio di incidenti per il numero di navi’ – Notizie – Ansa.it


Non vogliamo forzare blocchi ma portare aiuti, chi è nell’illegalità è Israele quando attacca in acque internazionali. Ma all’alt di Israele ci fermeremo. Credo che nessuna delle imbarcazioni voglia forzare il blocco, perché si tratta di una missione pacifica e non violenta: queste sono le regole di ingaggio fin dall’inizio. Il blocco è illegale chiedo al governo di attivarsi affinché il blocco venga rimosso”. Lo ha detto  Arturo Scotto, deputato del Pd, parlando a nome dell’equipaggio della nave Karma, che fa parte della Sumud Flotilla, e su cui naviga anche l’eurodeputata dem Annalisa Corrado, la quale ha aggiunto: “Proseguiremo nonostante l’alert della Marina militare italiana e, fin quando saremo in acque internazionali, non ci saranno segnali di stop da parte di altre nazioni come Israele andiamo avanti”. 

Sulla missione ha lanciato un nuovo allarme il ministro della Difesa Guido Crosetto: “Siamo preoccupati, visto anche l’incidente avvenuto anni fa in quella zona, in cui sono morti dieci turchi. Quello che sto dicendo dall’inizio alle persone sulle barche: non conta la volontà o il sentimento ma i rischi che si possono trovare davanti. Ho sempre auspicato che non ci fossero conseguenze letali. La cosa che mi preoccupa di più è che le imbarcazioni saranno intercettate e il grande numero di navi porta anche il rischio di incidenti“. 

“Do per scontato che, se non succede nulla di più, gli attivisti vengano arrestati: questo mi sembra il minimo – ha proseguito – Metterei la firma perché succedesse l’arresto senza alcun altro tipo di conseguenza. Auspico che stasera ci sia qualcosa di positivo nel dialogo tra Israele e la Palestina, grazie anche all’intervento di Trump e non solo. Che si possa conseguire la tregua e quindi cambiare quello che si proponeva di fare la Flotilla”.

Crosetto ha sottolineato che “la nave della Marina militare si fermerà”, visto che c’è “una zona che viene considerata un zona di guerra. La presenza di navi militari italiane, turche o spagnole non sarebbe auspicabile in quella zona, sarebbe più dannosa che utile. A me interessa solo che “e persone sulle imbarcazioni non abbiano problemi da un punto di vista fisico. Sono giorni che le seguiamo non soltanto con la nave Alpino, ma cerchiamo di prevenire qualunque tipo di possibilità di incidente ci possa essere”.

Tra le cento e le centoventi miglia nautiche di distanza dalle coste della Striscia di Gaza, la nave Alpino della Marina militare italiana – che al momento segue a distanza le imbarcazioni per eventuali soccorsi – invierà una comunicazione alla Global Sumud Flotilla in cui sarà specificato, in sintesi, che la nave militare ferma in quella zona la propria navigazione e per loro proseguire sarà pericoloso. Questo avviso, visto l’andamento della Flotilla, potrebbe avvenire prevedibilmente mercoledì. 

“Ci troviamo a 300 miglia dalla Striscia, tra 2 giorni saremo nella zona di intercettazione e fra 3 a Gaza”. A spiegarlo Tony Lapiccirella, uno degli italiani a bordo della Global Sumud Flotilla. “La missione è diretta a Gaza: è l’unico modo per aprire un canale umanitario permanente – sottolinea -. Non è mai stato preso in considerazione di fermarci a Cipro o altri cambiamenti della rotta”.

Quanto ai rischi di arrivare nella zona di intercettazione dice: “Per la legge internazionale non ci sono rischi. Qualsiasi pericolo è legato alla violenza israeliana a cui i governi permettono ancora di andare oltre la legge internazionale”.

“Al momento sono 530 le persone che stanno partecipando alla missione” dice l’attivista spiegando: “Gli italiani a bordo sono meno del 10%, una quarantina. Tutti gli equipaggi delle varie imbarcazioni sono misti. La Sumud Global Flotilla è diretta a Gaza. Ognuno, ovviamente, è libero di sbarcare”. Poi racconta che la missione ha avuto una nottata “movimentata”. “Ci hanno disturbato un canale di comunicazione – spiega – e due barche hanno avuto problemi tecnici”. 

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