E’ il peggiore carcere federale degli Stati Uniti, conosciuto anche come la ‘Guantanamo di New York’. E ha ospitato negli anni alcuni detenuti vip, dall’ex complice di Jeffrey Epstein a Sean ‘Diddy’ Combs passando per Luigi Mangione, il killer dell’amministratore delegato di UnitedHealthCare. Il Metropolitan Detention Center di Brooklyn, dove è rinchiuso Nicolas Maduro, è rinomato per le sue condizioni disumane: dai topi che circolano in libertà al cibo infestato di vermi, passando per i maltrattamenti medici e un regime carceraio durissimo.
Pur essendo collocato fra un’autostrada e il porto di New York, una delle aree con la maggiore concentrazione al mondo di avvocati e difensori di diritti civili, il carcere è sfuggito finora a qualsiasi tentativo di controllo e verifica nonostante le lamentele e le denunce. Negli anni diversi giudici hanno ridotto le pene dei detenuti per compensare le condizioni sopportate nella struttura prima del processo. Nel penitenziario, l’unico gestito a livello federale di New York, i detenuti passano infatti in via transitoria e dopo il processo vengono solitamente trasferiti in altre prigioni, come accaduto a El Chapo.
L’ex re droga era al Metropolitan Correctional Center di Manhattan – dove si è suicidato Epstein prima che venisse chiuso per ristrutturazione – e poi è stato spostato per scontare la pena in carcere di massima sicurezza in Colorado. Maduro è atteso probabilmente il 5 gennaio in tribunale per la sua prima apparizione. I capi di accusa mossi nei suoi confronti, contenuti nelle 25 pagine di incriminazione, sono cospirazione per narcotraffico e terrorismo, cospirazione per l’importazione di cocaina e possesso di armi. Non è ancora chiaro da chi sarà legalmente rappresentato Maduro e se l’ex leader del Venezuela si dichiarerà colpevole o meno. O, ancora, se accettare il patteggiamento.
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