l Congresso Usa ha approvato il disegno di legge che obbliga il ministero della giustizia a divulgare tutti i file del caso Epstein entro 30 giorni dalla sua entrata in vigore. Donald Trump si e’ gia’ detto pronto a firmare il provvedimento, dopo uno dei suoi dietrofront in una vicenda che mostra la sua diminuita presa sul partito e sulla base Maga.
Video Le vittime di Epstein chiedono la pubblicazione di tutti i dossier
Intanto il ciclone Epstein fa un’altra vittima eccellente, la prima in Usa. Dopo il tonfo del principe Andrea, privato di titoli e privilegi reali, l’ex segretario al Tesoro americano, Larry Summers, ha deciso di farsi da parte, travolto dalla diffusione di nuove email imbarazzanti. “Mi vergogno profondamente delle mie azioni e riconosco il dolore che hanno causato”, ha spiegato Summers, assumendosi “la piena responsabilità della decisione mal guidata di continuare a comunicare con Epstein”. “Mi farò da parte dagli impegni pubblici come parte del mio più ampio sforzo per ricostruire la fiducia e riparare i rapporti con le persone a me più vicine”, ha annunciato l’ex ministro, precisando però che continuerà ad adempiere ai suoi obblighi accademici. Ossia a mantenere la cattedra all’Università di Harvard di cui è stato presidente dal 2001 al 2006 e dove tiene due corsi per studenti di college e uno per dottorandi. Una scelta controversa, quest’ultima, che ha suscitato malumore nel blasonato ateneo.
E a buttare altra benzina sul fuoco ci ha pensato lo stesso Trump. I media americani hanno diffuso la notizia che il presidente avrebbe insultato una reporter dicendole “Quiet, quiet piggy” (“Zitta, stai zitta cicciona”). Questo insulto sessista, bodyshaming e pure antianimalista se si considera il termine “piggy” (“grassa come un maiale”) il tycoon l’ha rivolto a una giornalista di Bloomberg che gli stava ponendo una domanda proprio sul caso Epstein. Secondo quanto riportato da diversi media a stelle e strisce, il presidente ha offeso la reporter qualche giorno fa, a bordo dell’Air Force One
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