Dopo una serie di fitti colloqui per tutta la giornata di domenica tra “le due sponde dell’Atlantico”, la Casa Bianca e Buckingham Palace hanno concordato che la visita di re Carlo e della regina Camilla a Washington, New York e Virginia, in occasione del 250 anni degli Stati Uniti, dovesse svolgersi come previsto. L’attacco di sabato sera alla cena dei corrispondenti aveva fatto temere per un annullamento dell’atteso viaggio, il primo da sovrano del figlio di Elisabetta II, ma la posta in gioco è troppo alta con i rapporti tra gli Stati Uniti e la Gran Bretagna ai minimi storici. ‘The show must go on’ ma le misure di sicurezza saranno altamente rafforzate. Più nel dettaglio, la collaborazione tra il Secret Service e gli agenti della Royal Protection sarà ancora più stretta, i controlli perimetrali intensificati e, anche se il programma è rimasto sostanzialmente invariato, alcuni momenti di esposizione al pubblico sono stati eliminati.
Gli occhi degli osservatori sono puntati sul colloquio bilaterale tra il presidente americano e il sovrano martedì nello Studio Ovale. Carlo si sta preparando da giorni a quel momento, studiando tutti i principali dossier nei minimi dettagli. Tuttavia il fattore ‘T’, l’imprevedibilità di The Donald può essere imparabile. Trump ha una passione per i reali britannici e per questo sovrano in particolare ma con la ‘Rolls Royce’ degli alleati, come il tycoon ama chiamare Londra, in questo momento non corre buon sangue. La decisione del governo laburista di Keir Starmer di sfilarsi dalla guerra contro l’Iran ha provocato l’ira del tycoon che in più di un’occasione ha liquidato il primo ministro accusandolo di non essere all’altezza di Winston Churchill. Il presidente americano ha anche sminuito il coinvolgimento delle forze armate britanniche in Afghanistan, un attacco che ha provocato un intervento personale, seppur dietro le quinte, da parte del re. Poi c’è stato un nuovo motivo di scontro, che ha fatto infuriare Downing Street, la mail del Pentagono che ipotizzerebbe un cambio di postura degli Stati Uniti sul dossier delle Isole Falkland, togliendo il sostegno a Londra e favorendo le rivendicazioni dell’amico di Trump Milei. Oltre alla politica estera, sul viaggio di Carlo III incombe l’ombra del caso Epstein, uno scandalo che tocca il sovrano a livello personale visto il coinvolgimento diretto del fratello Andrew. Il re e la regina Camilla hanno deciso di non incontrare le vittime del finanziere pedofilo ed è probabile che in questi giorni alcune di loro si faranno avanti in interviste con i media. Al centro della visita ci sarà anche l’attacco di sabato, l’ennesimo episodio di violenza negli Stati Uniti. Starmer ha parlato con il presidente Usa domenica e il re e la regina hanno contattato privatamente i Trump per esprimere la loro vicinanza dopo l’attentato.
Gli analisti d’oltre Manica sono ottimisti sul viaggio di Carlo III in America, a quasi 20 anni da quella della regina Elisabetta nel 2007. Sono convinti che se c’è un leader al mondo che può influenzare il tycoon è proprio il sovrano britannico.
Solo qualche ore fa il presidente americano ha ribadito quanto non veda l’ora di incontrarlo. “E’ una persona fantastica e sarà assolutamente al sicuro qui. Il complesso della Casa Bianca è davvero sicuro”, ha assicurato il commander-in-chief in un’intervista domenica. Per Trump la visita sarà un’occasione preziosa per apparire sulla scena mondiale al fianco di un re e potrebbe rappresentare una gradita distrazione dalle sue battaglie politiche interne. Per la Gran Bretagna è un’offensiva di charme. La parte più difficile, per il sovrano britannico, sarà mantenere l’equilibrio tra i propri valori, gli interessi del governo britannico e appianare le tensioni con gli Stati Uniti.
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