Il figliastro-dipendente dei Moretti: ‘Mai fatto formazione sulle emergenze’ – Notizie – Ansa.it

Il figliastro-dipendente dei Moretti: ‘Mai fatto formazione sulle emergenze’ – Notizie – Ansa.it


Mentre Jessica e Jacques Moretti in una lettera ai loro dipendenti ribadiscono che su di loro “sono state dette tante bugie, una delle più ignobili è stata la nostra presunta fuga immediata con la cassa sotto il braccio”, oggi è stato il giorno di Jean-Marc Gabrielli, il figliastro della coppia indagata con l’attuale responsabile comunale per la sicurezza pubblica Christophe Balet e il suo predecessore Ken Jacquemoud, nell’indagine per far luce sulla tragedia di Crans-Montana in cui sono morti 41 giovani e 115 sono rimasti feriti. Il giovane, che gestiva uno dei tre locali dei Moretti, il Vieux Chalet, è stato convocato dalla polizia di Sion.

Arrivato di prima mattina da una porta secondaria, è stato ascoltato non solo sull’esistenza o meno di misure di sicurezza – specie sul tema della formazione dei dipendenti – adottate dai due imprenditori francesi, ma anche per una ricostruzione della notte di Capodanno, poiché alcuni testimoni hanno riferito che era in servizio, per fare la selezione dei clienti, davanti all’ingresso de Le Constellation. Notte in cui ha perso la vita anche la sua fidanzata, Cyane Panine, la cameriera con il casco, indicata dai Moretti come colei che inavvertitamente avrebbe appiccato l’incendio al soffitto del seminterrato del locale mentre, sulle spalle di un collega, reggeva le bottiglie con i bengala. Il trentenne, che ha sempre difeso i Moretti, ha raccontato di essere arrivato al locale prima delle fiamme per vedere la sua fidanzata. E poi, di aver “cercato di aiutare qualche ferito, più che altro lei”, Cyane.

Rispondendo alle domande ha detto: “non lavoravo lì” e quindi ben poco sapeva sulla questione sicurezza. Anzi, a questo proposito ha sottolineato: “non sono mai stato formato o addestrato” per affrontare le situazioni di emergenza. Affermazione che in un qualche modo va contestualizzata in quanto lui stesso gestiva per conto della coppia la baita sopra Lens. Intanto, mentre i pm di Roma stanno attendendo le carte dai colleghi svizzeri (con cui si incontreranno a Berna il prossimo 19 febbraio) per poi cominciare a sentire, non appena possibile, alcuni dei ragazzi che si sono salvati da una tragedia che per gli inquirenti poteva essere evitata, Jessica Moretti, che ha partecipato all’interrogatorio reso dal ‘figliastro’ come persona informata sui fatti, durante una pausa si è ancora difesa.

A proposito della lettera scritta ieri ai suoi dipendenti per assicurare che non sono stati “abbandonati” e che avranno lo stipendio, ora bloccato per via dei conti congelati dalle indagini, ha detto ai giornalisti: “Siamo del tutti isolati per via dell’inchiesta e credo che questo abbia creato molti malintesi e molte bugie”, come quella per cui “io sarei scappata con la cassa. E’ falso. Non sono mai scappata e non lo faccio nemmeno ora, perché voglio la verità”. La donna ha ripetuto di non aver “mai immaginato, nemmeno nel nostro peggior incubo, che potesse succedere una cosa del genere”. Ma scrivere quella missiva è stato “importante, per mettere le cose in chiaro. E’ stato l’unico mezzo per esprimerci e proteggerci da tutto quello che è stato detto”.

“Questo drammatico evento ha sollevato interrogativi sulla sicurezza nei luoghi pubblici e, in particolare, nei locali di intrattenimento frequentati anche dai giovanissimi. È compito della giustizia dare risposte puntuali, nel rispetto delle regole e della dignità delle vittime”, ha dichiarato l’avvocato Fabrizio Ventimiglia, che assiste Sofia Donadio, una delle giovani ferite, e i suoi famigliari, affiancato dai colleghi Davide Zaninetta e Pierluca Degni. Infine, il Comune di Crans, ha reso noto di aver chiuso un hotel per mancato rispetto delle norme antincendio.

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