Sono stati sorpresi nel sonno Nicolas Maduro e sua moglie Cilia, nella camera da letto della loro “fortezza” a Caracas. E non hanno potuto nulla di fronte all’irruzione condotta dagli uomini della micidiale divisione di elite Delta Force e da quelli del 160mo Reggimento Aviazione, quei ‘Night Stalkers’ famosi per la missione ad Abbottabad che portò all’uccisione di Osama bin Laden. Fuori dal palazzo, nel cuore della notte e favoriti da un blackout tattico, in azione 150 velivoli fra aerei ed elicotteri Chinook, Black Hawk e Little Bird modificati.
Così gli Stati Uniti di Donald Trump hanno catturato il leader del Venezuela, chiudendo il suo regno decennale. I preparativi per il blitz sono andati avanti per mesi e tutto era pronto già quattro giorni fa, ma alla fine l’operazione ‘Absolute Resolve’ era stata posticipata a causa di condizioni meteo non congeniali. Poi nella notte fra venerdì e sabato c’è stata la svolta.
* IL VIA LIBERA DI TRUMP. Alle 22.46 di venerdì il presidente ha dato il via libera all’operazione da Mar-a-Lago e ha seguito in tempo reale quanto accaduto sul campo. L’intelligence americana ha studiato Maduro e i suoi movimenti per mesi – “dove viveva, come si spostava e cosa mangiava”, ha riferito il capo dello stato maggiore, il generale Dan Caine – grazie anche a una fonte della Cia all’interno del governo di Caracas.
* IL BLITZ. Dopo aver causato un blackout a Caracas, le forze americane sono arrivate nel compound di Maduro alle 2.01 di sabato mattina e hanno lanciato l’attacco. Alcuni video prima deL raid – uno diffuso dal presidente americano – mostrano l’arrivo degli elicotteri e i bombardamenti che hanno preceduto l’intervento di precisione nella capitale ma anche i raid negli Stati di Miranda, Aragua e La Guaira. Gli Usa non hanno subito perdite: tutti i velivoli e tutti gli uomini coinvolti nel blitz sono rientrati alla base. Un elicottero è stato però colpito e due militari sono rimasti feriti.
* L’IRRUZIONE NELLA CAMERA DA LETTO. Maduro e sua moglie Cilia sono stati sorpresi nel sonno. Il leader del Venezuela ha cercato di sfuggire dalle truppe americane, riparandosi in una camera blindata. Non è però riuscito a chiudere la porta “molto spessa e molto pesante”, ha racconto Trump, ed è stato catturato.
* LA COPPIA SULLA IWO JIMA. Il leader venezuelano e sua moglie sono sopravvissuti al blitz – “avrebbero potuto morire”, ha ammesso Trump – e sono stati trasferiti sulla nave Iwo Jima. Maduro – secondo la foto pubblicata da Trump sul suo social Truth – indossava una tuta grigia. Nello scatto era ammanettato, indossava un grosso paio di occhiali che gli coprivano buona parte del viso e teneva in mano una bottiglietta d’acqua.
* PRIMA TAPPA A GUANTANAMO, POI NEW YORK. Maduro e sua moglie sono stati quindi trasportati prima a Guantanamo, messi sotto la custodia dell’Fbi, e poi imbarcati su un aereo per New York, dove, insieme al figlio, sono stati incriminati per narcoterrorismo dal procuratore del Southern District nominato da Trump. Maduro potrebbe apparire in tribunale già lunedì ed essere trattenuto al Metropolitan Correctional Center, una delle peggiori prigioni federali in cui è stato a lungo incarcerato anche El Chapo.
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