Per tutto il 2025 un neo-laureato ha guidato, nell’ombra, la guerra di Donald Trump contro l’Europa: da quando il tycoon si è insediato per la seconda volta alla Casa Bianca, il 27enne del Texas, Samuel Samson, ha promosso tutti gli sforzi possibili dell’amministrazione per sovvertire la relazione che dal secondo dopoguerra gli Stati Uniti hanno intrattenuto con il Vecchio Continente.
Raccontata dal New York Times sulla base di interviste con una decina di fonti, la saga di Samson ricorda un poco quella dei ‘baby-nerd’ del Doge messi in campo un anno fa da Elon Musk per smantellare il governo. Filippino per parte di madre, mentre il padre é americano, cinque anni fa Samuel studiava ancora sul campus di Austin della Universita’ del Texas. Religiosissimo fin da piccolo, una volta a Washington era poi entrato nell’orbita di JD Vance grazie alla fede cattolica condivisa e quindi, una volta rieletto Trump alla Casa Bianca, era stato assunto al Dipartimento di Stato con il titolo altisonante di Senior Advisor dell’Ufficio per la Democrazia e i Diritti Umani.
In questa veste, per tutto il 2025, Samson ha viaggiato in Europa tessendo trame con Marine Le Pen in Francia, Nigel Farage in Gran Bretagna, i leader di Afd in Germania e Viktor Orban in Ungheria, capovolgendo tre generazioni di ortodossia diplomatica a stelle e strisce. Target del giovane erano i leader europei di centro, rei di aver fatto “degenerare” l’Europa in “un focolaio di censura digitale, immigrazione di massa, restrizioni alla libertà religiosa e numerosi altri attacchi all’autogoverno democratico”.
L’ultima missione di Samson in Europa é stata lo scorso dicembre con tappe in Austria, Repubblica Ceca, Ungheria e Slovacchia. A Budapest, parlando a un think tank fondato dal governo ungherese, il giovane era tornato ad attaccare l’Europa e promesso che il suo ufficio avrebbe intrapreso “azioni mirate per contrastare gli autoritarismi tradizionali e gli ideologi moderni che cercano di minare beni fondamentali della società come la liberta’ di parola e l’autogoverno”.
Le ultime elezioni in Ungheria non gli hanno dato ragione e nel frattempo gli equilibri interni alla squadra diplomatica Usa hanno iniziato a evolversi: in novembre il Senato ha confermato Sarah Rogers come responsabile della diplomazia pubblica del Dipartimento di Stato, una posizione governativa di livello più elevato rispetto a quella di Samson. Rogers ha ripreso i contatti con i leader della destra europea usando un messaggio lievemente piu’ diplomatico, seppure simile nei contenuti a quelli del giovane Samson, riflettendo la spinta del Dipartimento a diventare più professionale dopo gli inizi caotici dell’amministrazione.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
