Il governo spagnolo ha sollecitato “la collaborazione tra le amministrazioni” per far fronte alla crisi migratoria a Ceuta e ha accusato il conservatore Partito Popolare (Pp) di “alimentare le tensioni” nell’exclave spagnola in Marocco.
“La domanda che mi pongo è molto chiara: vengono per collaborare o per farsi fotografare con chi alimenta le tensioni o per crearne di nuove?”, ha domandato la ministra dell’Inclusione, Previdenza sociale e Migrazioni e portavoce del governo, Elma Saiz, in un’intervista radiofonica a Cadena Ser dalla città autonoma, in riferimento alla presenza a Ceuta della vicesegretaria del Pp, Cuca Gamarra.
Saiz ha criticato i popolari per aver compiuto “una svolta nel discorso sull’immigrazione” a causa delle “alleanze con l’ultradestra” Vox.
Rispetto alle tende dell’esercito allestite nei quattro spazi di accoglienza “temporanea e straordinaria” per circa 1.500 migranti, disposti solo ieri a Ceuta per far fronte alla crisi migratoria, Saiz ha segnalato: “Quando le strutture saranno operative saranno di più. Non voglio mettere un limite”, ha aggiunto, spiegando che il numero dei posti è destinato a crescere.
Madrid stima in circa 5.000 i migranti rimasti in maniera irregolare a Ceuta dopo gli arrivi in massa del 30 e 31 luglio, un numero che il governo della città autonoma eleva a circa 9.000 persone.
Delle quattro aree individuate nell’exclave, tre sono state messe a disposizione da Madrid e una dal governo autonomo.
L’assegnazione dei posti “avverrà caso per caso”, tenendo conto delle situazioni di maggiore vulnerabilità”, ha spiegato la ministra. “Siamo molto rigorosi e non è la stessa cosa una donna o una donna con minori”, ha aggiunto, insistendo sul fatto che le strutture sono “temporanee” e legate alla “situazione straordinaria di Ceuta”. La portavoce ha inoltre informato che vengono distribuiti ogni giorno ai migranti circa 4.000 kit alimentari dalla Croce Rossa.
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