Il mercato dell’auto perde il 2,1% nel 2025 in Italia – Notizie – Ansa.it

Il mercato dell’auto perde il 2,1% nel 2025 in Italia – Notizie – Ansa.it


Il mercato auto in Italia nel 2025 chiude a quota 1.525.722 con un calo del 2,1% sull’intero 2024, quando le auto vendute erano state 1.558.720, secondo i dati del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. A dicembre le immatricolazioni sono state 108.075 rispetto a 105.726 dello stesso mese del 2024, facendo segnare una crescita del 2,2%.

Segno positivo nel 2025 per il mercato italiano delle auto elettriche. Nell’anno appena concluso, sono state immatricolate 94.230 vetture full electric, su del 46,1% rispetto al 2024, con una quota di mercato pari al 6,2% (era il 4% nel 2024). Al 31 dicembre 2025, il parco circolante italiano conta 365.091 auto elettriche. Complessivamente, tenendo conto di tutte le alimentazioni, nel 2025 il mercato auto italiano segna una flessione del 2,1% a 1.530.964 unità immatricolate, nonostante il +2,1% di dicembre a 108.360 unità.

Nell’ultimo mese dell’anno, spinte dalle consegne degli ordini effettuati con gli incentivi lanciati a ottobre, le registrazioni di auto elettriche sono state 12.015, in aumento del 107,2% rispetto a dicembre 2024. La quota di mercato ha toccato nel mese l’11,1% (dal 5,5% di share di dicembre 2024).

Sul piano europeo, gli ultimi dati disponibili – riferiti al periodo gennaio-novembre 2025 – indicano che la quota di mercato delle auto elettriche ha raggiunto il 19,6% in Francia (in crescita di 2,5 punti rispetto allo stesso periodo del 2024), il 18,8% in Germania (+5,4 punti vs 2024), l’8,8% in Spagna (+3,4 punti vs 2024) e il 22,8% nel Regno Unito (+4,1 punti vs 2024).

“I numeri del 2025 vanno letti con attenzione, per pianificare le strategie da mettere in campo nell’immediato futuro”, sottolinea il presidente di Motus-E, Fabio Pressi, osservando che “la combinazione degli incentivi nell’ultima parte dell’anno e della crescente disponibilità di modelli elettrici mass market ha messo in luce un evidente interesse degli italiani per questa tecnologia, che può essere valorizzato per colmare il preoccupante ritardo rispetto agli altri Paesi europei”. 

Per il mercato italiano quello del 2025 è un livello inferiore non solo al 2019, cioè all’anno che ha preceduto la pandemia, in cui si toccò quota 1.917.106, ma anche e soprattutto rispetto a quota 2.494.115 toccata nel 2007, cioè nell’anno che ha preceduto la crisi generata il 15 settembre 2008 dal fallimento di Lehman Brothers.

A sottolinearlo è il Centro studi Promotor, che evidenzia come il mancato raggiungimento da parte delle immatricolazioni del livello ante-pandemia non abbia colpito solo il mercato italiano, ma anche gli altri mercati della zona euro.

“Ovviamente – afferma Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor – il crollo del mercato nella zona euro non è avvenuto per la rinuncia all’automobile da parte di un numero importante di utilizzatori, ma è avvenuto rinviando la sostituzione di milioni di auto già pronte per la rottamazione con effetti facilmente immaginabili per la sicurezza della circolazione e per la salvaguardia dell’ambiente. La ragione della negativa situazione del mercato dell’auto nella zona euro è ben nota ed è la politica varata dall’Unione europea per la transizione energetica, politica che non trova riscontro in nessuna altra parte del mondo. Com’è noto, il 16 dicembre l’Unione europea o, meglio, chi regge le sorti dell’Unione europea, ha dichiarato una disponibilità ad attenuare le misure ambientalistiche che dovrebbero culminare nel 2035 con l’abbandono dei motori a combustione interna. È un primo modesto risultato. L’Unione europea deve anche mettere a punto un piano serio e credibile per risarcire i danni che la sua politica ambientalistica ha prodotto”. 

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