Il mercato italiano dell’auto cresce del 6,18% a gennaio. Volano le elettriche – Industria e Analisi – Ansa.it

Il mercato italiano dell’auto cresce del 6,18% a gennaio. Volano le elettriche – Industria e Analisi – Ansa.it


Il mercato italiano dell’auto inizia il 2026 con il segno positivo: a gennaio – secondo i dati del ministero dei Trasporti – sono state immatricolate 141.980 auto, il 6,18% in più dello mese del 2025.  A gennaio in Italia sono state infatti immatricolate 9.321 vetture full electric, in crescita del 39,3% rispetto allo stesso mese del 2025, anche grazie alle consegne dei veicoli acquistati con gli incentivi esauriti in due giorni lo scorso ottobre. La quota di mercato dell’elettrico puro sale così al 6,6% dal 5% registrato un anno fa. Al 31 gennaio 2026, il parco circolante elettrico ha raggiunto in Italia quota 373.683 unità. I dati sono stati resi noti da Motus-E. Nel complesso, considerando tutte le alimentazioni, il mercato auto nazionale segna nel mese un passo avanti del 6,1% rispetto a gennaio 2025, con 142.320 immatricolazioni totali. Sul piano europeo, gli ultimi dati disponibili indicano che nell’intero 2025 la quota di mercato delle auto elettriche ha raggiunto il 20,1% in Francia, il 19,1% in Germania, il 9% in Spagna e il 23,5% nel Regno Unito. Lo scorso anno la market share dei veicoli full electric in Italia si era attestata al 6,2%.
“I primi mesi del 2026 continueranno a beneficiare della corsa agli incentivi di ottobre, ma in prospettiva il ritardo sulla mobilità elettrica dell’Italia rischia di tornare ad aumentare”, osserva il presidente di Motus-E, Fabio Pressi, notando che “in mercati come Francia e Spagna gli incentivi all’elettrico sono stati confermati in toto e stanno contribuendo in modo decisivo alla tenuta del mercato auto complessivo, mentre in Germania sono stati addirittura reintrodotti i bonus con oltre 3 miliardi di fondi, nonostante la poderosa crescita messa a segno dall’elettrico anche senza agevolazioni all’acquisto”. “In assenza di una accurata pianificazione degli strumenti di supporto alla domanda, l’Italia rischia seriamente di diventare un Paese di secondo piano nello scacchiere automotive europeo”, avverte Pressi, richiamando in primis “l’urgenza di un intervento sulla fiscalità delle flotte aziendali caldeggiato da numerosi stakeholder nel Tavolo Automotive di venerdì scorso, anche in considerazione dei target proposti da Bruxelles per questo decisivo canale di mercato, che in Italia poggia ancora su un impianto normativo fermo agli anni ’90”.

    Stellantis ha venduto a gennaio – secondo i dati elaborati da Dataforce – 46.452 auto, con una crescita dell’11,8% rispetto allo stesso mese del 2025, quasi il doppio dell’intero mercato.
    La quota sale dal 31,1% al 32,6%. Nella classifica delle auto più vendute, le prime quattro posizioni sono tutte Stellantis: al primo posto Fiat Pandina (13.394), al secondo Jeep Avenger (5.133), al terzo Citroën C3 (3.576) e al quarto Fiat Grande Panda (3.299). Oltre a Fiat, che nel canale dei privati ha registrato una quota del 15,8%, la migliore del mercato assoluto, crescono Jeep, Citroën, Lancia e Opel rispettivamente del 4,9%, 3,1%, 15,7% e 12,4%. Bene Alfa Romeo con la Junior che è salita al 4,3% di quota nel suo segmento (in crescita dello 0,7%). Peugeot, con 7.956 immatricolazioni, sale di una posizione, dal quinto al quarto posto, nella classifica assoluta dei Brand grazie alla 3008 e alla 208. Leapmotor consolida la propria ascesa nel mercato italiano della mobilità elettrica. A gennaio il brand ha raggiunto 1.118 immatricolazioni, ottenendo lo 0,8% del mercato totale e il 1,3% del mercato privati. Una performance che segna un incremento del 594% rispetto allo stesso mese del 2025, posizionando Leapmotor come il marchio con la crescita più rapida. Il progresso più evidente arriva dal mercato delle auto elettriche: a gennaio Leapmotor ha conquistato il podio nel canale privati con il 16,3% di quota, confermando inoltre la seconda posizione nel mercato Bev complessivo con il 11,23%. A trainare la crescita è la T03, che si conferma l’elettrica più venduta in Italia. Nel mercato dei veicoli commerciali, Fiat Professional è stato il brand di Stellantis che ha realizzato la miglior performance in Italia a gennaio con oltre 3.544 immatricolazioni pari al 25,1% di quota di mercato, in crescita di 3,1 punti percentuali rispetto allo scorso anno. Tra i modelli, le prime due posizioni le occupano due veicoli di Fiat Professional, Doblò e Ducato, rispettivamente con 1.407 e 1.175 immatricolazioni, che sono i punti di riferimento rispettivamente nel segmento compatto e in quello large.
Il 2026 si apre con risultati positivi per Byd in Italia, dove il marchio continua a guadagnare terreno nel mercato dei veicoli a Nuova Energia. A gennaio la casa cinese ha consolidato la sua posizione con 3.553 immatricolazioni e una quota di mercato del 2,5%. Byd si conferma leader in Italia nel mercato dei veicoli a Nuova Energia, con una quota di mercato del 17,1%. Nel dettaglio, il brand ha registrato 1.204 immatricolazioni nel segmento dei veicoli elettrici, pari al 12,8% di quota, mentre i veicoli ibridi plug-in hanno visto ben 2.348 immatricolazioni, con una quota del 20,8%.
Byd continua a investire sull’espansione della sua rete commerciale e di assistenza, che oggi conta 101 punti vendita in tutto il territorio nazionale, gestiti da 30 concessionari italiani.
Toyota registra a gennaio l’immatricolazione in Italia di 10.135 unità, in linea con lo scorso anno, e con una quota del 7,1% – che cresce fino al 8,9% nel canale privati, – confermando la prima posizione tra i marchi esteri e sul mercato full hybrid con tre modelli Toyota ai primi tre posti.
Nel mercato premium, che a gennaio segna una crescita del 7%, Lexus continua la sua crescita costante con 570 unità e una quota del 2,2% (+0,1 punti) con un aumento di volume del 9% rispetto allo scorso anno, trainata principalmente dal B-Suv Premium LBX.

    “Il risultato di gennaio è positivo, ma si deve considerare che è stato influenzato anche dagli incentivi all’acquisto di auto elettriche relativi a 55.680 auto, in parte immatricolate anche a novembre, dicembre e gennaio con un modesto impatto positivo anche sulle immatricolazioni dei prossimi due o tre mesi. A gennaio la quota delle immatricolazioni di auto elettriche è stata del 6,6% che corrisponde a 9.370 vetture elettriche immatricolate”. Lo sottolinea il Centro Studi Promotor. “Gli incentivi – spiega – stanno dando il loro contributo, ma il loro apporto è modesto e, se riuscissimo a mantenere il tasso di crescita di gennaio (+6,2%) per tutto l’anno, arriveremmo a un volume nell’intero 2026 a 1.620.000 unità. Un livello infimo se consideriamo che le immatricolazioni in Italia nel 2007 erano state 2.494.115, per piombare nel 2013 a 1.304.842 per gli effetti del fallimento di Lehman Brother, per sfiorare i due milioni nel 2017 e passare a 1.917.106 nel 2019, cioè nell’anno precedente la pandemia da coronavirus e che è il livello che dovremmo superare per ritornare a una situazione di quasi normalità, ma questa meta appare ancora lontana. Non si può certo pensare che il livello quantitativo a cui si è ridotto il mercato automobilistico italiano sia dovuto a una disaffezione della popolazione italiana nei confronti dell’automobile. I dati non raccontano una storia di disaffezione, ma di grande interesse per l’automobile. Nel 2000 le auto circolanti erano 32.583.815, nel 2024 sono salite a 41.340.516 unità (+26,9%). Come è stata possibile questa crescita con livelli di immatricolazioni depressi? La risposta è semplice. Si sono tenute in esercizio auto che in altri tempi sarebbero state da tempo rottamate e che sono pericolose per la gente in quanto meno sicure e fortemente inquinanti”. Secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, per uscire da questa situazione “un grande aiuto potrebbe venire da un piano dell’Unione Europea per l’auto che tenga conto non solo delle sacrosante esigenze ambientali, ma anche del sacrosanto dovere di tutelare la sicurezza dei cittadini e di ridare un posto di lavoro alla moltitudine di operai ed impiegati del settore che lo hanno perso”.

“Dopo le difficoltà del 2025, questo primo risultato positivo alimenta la speranza che l’anno in corso possa mostrare un primo, graduale ma significativo, recupero del mercato, anche grazie all’atteso lancio di nuovi modelli in produzione nel nostro Paese e all’implementazione delle misure di sostegno previste dal Fondo automotive del Mimit, di cui è stata resa nota la programmazione pluriennale delle risorse fino al 2030”. E’ il commento di Roberto Vavassori, presidente dell’Anfia. “Al Tavolo del 30 gennaio abbiamo evidenziato, tra gli altri provvedimenti – spiega – la bontà del pacchetto di incentivi di cui i cittadini potranno usufruire per l’installazione delle infrastrutture di ricarica domestiche e condominiali, che riteniamo essere uno strumento importante per avvicinare sempre più i consumatori alla mobilità elettrica. In riferimento al Pacchetto Automotive Ue, abbiamo invece sottolineato con decisione quanto è importante che la revisione del Regolamento sulle emissioni di CO2 degli autoveicoli leggeri prenda una direzione chiara e pragmatica in tempi rapidi, al fine di orientare correttamente i consumatori. Per questo, chiediamo che venga applicato da subito il principio di neutralità tecnologica – riconoscendo il contributo dei carburanti rinnovabili fin dall’entrata in vigore della revisione e introducendo un carbon correction factor (Ccf) che consenta di calcolare il contributo di riduzione delle emissioni dei veicoli alimentati con carburanti rinnovabili (liquidi e gassosi) – e che vengano rivisti i target al 2030 e al 2035”.   

“La chiusura del mese di gennaio in territorio positivo non deve indurre a pensare a una inversione di tendenza. In un mercato in cui il canale dei privati continua ad offrire segnali di cedimento a cui si aggiungono le auto immatricolazioni dei concessionari: la prudenza è d’obbligo, in quanto il canale principale, quello dei dealer, è in crisi e non sembra che in tempi brevi possa avviare un recupero. Occorre smettere di demonizzare l’auto, che resta un potente strumento di libertà personale, adeguare le normative fiscali alle migliori pratiche europee e promuovere il sistema distributivo per l’importante ruolo che svolge”. Lo afferma Massimo Artusi, presidente Federauto.

“Positivo, comunque – aggiunge – il continuo spostamento della domanda sulle vetture ibride che crediamo possano giocare un ruolo importante anche nella prospettiva del tema strategico del Green Deal Automotive e degli indirizzi da promuovere e sviluppare per una sua revisione da parte delle istituzioni europee nel nuovo percorso che fa seguito alle proposte lanciate a dicembre dalla Commissione Ue”.
“In una fase particolarmente delicata per l’automotive europeo, è fondamentale che l’Italia possa dialogare con i principali partner europei partendo da riferimenti comuni. Oggi il mercato italiano delle ecv si attesta intorno al 15,3%, contro il 27% o 30% di Paesi come Francia e Germania, che rappresentano interlocutori chiave nelle prossime discussioni sul futuro del settore”. Lo sottolinea Roberto Pietrantonio, presidente dell’Unrae che sollecita i rimborsi degli incentivi (oltre 300 milioni anticipati dai concessionari).
“Per colmare questo divario – osserva – servono strumenti concreti ed efficaci: una riforma mirata della fiscalità delle flotte aziendali – intervenendo su detraibilità dell’Iva, deducibilità dei costi e tempi di ammortamento – può dare un impulso immediato al mercato, accelerare il rinnovo del parco circolante e favorire la diffusione dei veicoli a zero e basse emissioni, nel rispetto di un approccio pragmatico e di neutralità tecnologica”.
L’Unrae “in coerenza con il clima costruttivo del Tavolo, ha rinnovato l’invito all’Istituzione di un tavolo congiunto, ristretto e continuativo, tra associazioni e Istituzioni, finalizzato a individuare misure concrete, condivise ed efficaci a supporto dell’intera filiera automotive”.

“Il governo deve stanziare altri fondi per gli ecoincentivi, perché il dato odierno dimostra come simili misure abbiano un impatto positivo sugli automobilisti e sulla mobilità “green” in Italia. Lo afferma Federcarrozzieri, l’associazione delle autocarrozzerie italiane, commentando i dati secondo cui a gennaio si registra una crescita del +39,3% delle immatricolazioni di vetture full electric, come effetto degli incentivi prenotati lo scorso ottobre.
“I dati confermano ancora una volta come i prezzi delle auto elettriche siano oggi ancora troppo elevati in Italia – spiega il presidente Davide Galli – e, senza aiuti statali, per una larga fetta di popolazione sia impossibile acquistare una vettura elettrica. Gli incentivi varati lo scorso anno dal governo sono quindi positivi anche perché consentono di rinnovare l’anziano parco auto italiano, dove l’età media dei veicoli è di circa 13 anni, con quasi un quarto delle auto circolanti che rientra nella fascia più inquinante euro 0-3. Gli incentivi ai cittadini per l’acquisto di nuove auto a basse emissioni non solo consentono di ridurre l’impatto dell’inquinamento causato dal trasporto privato, ma hanno ripercussioni positive anche sulla sicurezza stradale, grazie agli standard garantiti dalle vetture di nuova generazione che permettono di ridurre il numero di sinistri e le conseguenze degli incidenti, con risparmi per la collettività”.

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