Il ministero della Salute: ‘In Lombardia un caso da virus di influenza aviaria a bassa patogenicità’ – Sanità – Ansa.it

Il ministero della Salute: ‘In Lombardia un caso da virus di influenza aviaria a bassa patogenicità’ – Sanità – Ansa.it


La Regione Lombardia ha identificato un caso di infezione da virus influenzale A(H9N2) di origine animale (aviaria) a bassa patogenicità, in una persona fragile con malattie concomitanti proveniente da un paese extraeuropeo dove ha contratto l’infezione, e attualmente ricoverato. Lo rende noto il ministero della Salute. Si tratta del primo caso umano del ceppo di influenza aviaria H9N2 rilevato in Europa. Sulla base delle informazioni scientifiche ad oggi disponibili, spiega il ministero in una nota, il contagio avviene tramite esposizione diretta al pollame infetto o ad ambienti o materiali contaminati. I casi umani sono caratterizzati da malattia lieve e non è stata mai riportata trasmissione da persona a persona.

Tutte le verifiche previste sono state tempestivamente effettuate e i contatti del caso sono stati individuati, nell’ambito delle ordinarie attività di prevenzione e sorveglianza. Il Ministero della Salute ha immediatamente attivato il coordinamento con la Regione Lombardia, l’Istituto Superiore di Sanità e il gruppo degli esperti di laboratorio di riferimento nazionale e ha garantito il raccordo e l’aggiornamento degli organismi internazionali competenti. “Attualmente non si rilevano criticità e la situazione – conclude il ministero – è costantemente monitorata”.

Il ragazzo che ha contratto il virus dell’influenza aviaria era rientrato in Lombardia dopo un viaggio nell’Africa occidentale. Atterrato a Malpensa, poche ore dopo il suo arrivo è stato trasferito in ospedale. Contrariamente a quanto comunicato in precedenza, viene sottolineato che il paziente ha circa 30 anni. Le persone con cui è entrato in contatto sono state tutte rintracciate e tipizzate e non è stato accertato nessun caso di contaminazione.

Rezza, ‘caso lombardo è il primo di influenza aviaria mai diagnosticato in Italia’

Il caso di infezione da virus influenzale A(H9N2) di origine animale (aviaria) a bassa patogenicità identificato in un uomo in Lombardia, è “il primo caso di influenza aviaria umano mai diagnosticato in Italia. E’ dunque il primo caso umano in assoluto in Italia, ma non desta particolare allarme essendo un caso isolato, importato e non autoctono e dovuto ad un ceppo molto meno aggressivo del più noto H5N1”. Lo afferma all’ANSA l’epidemiologo Gianni Rezza.

Dagli inizi del 2000, spiega Rezza, “nel mondo, soprattutto in Asia e Africa, sono stati diagnosticati circa un migliaio di casi umani di infezione da influenza aviaria da virus H5N1, che ha un’alta mortalità. In Europa, un solo caso umano da aviaria H5N1 è stato diagnosticato in Inghilterra ed alcuni casi sono stati confermati in Turchia diversi anni fa. Nel 2025 una settantina di casi sono stati diagnosticati anche negli Stati Uniti, con un solo decesso.

   Il virus H5N1 dell’influenza aviaria ha un tasso di letalità molto alto, di circa il 50%, ma questa alta mortalità è in parte dovuta al fatto che in quei paesi dove è più diffuso, come in Asia, vengono identificati solo i casi più gravi”. Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, dal primo gennaio 2003 al 22 gennaio 2026 sono stati segnalati complessivamente 481 casi di infezione umana da virus dell’influenza aviaria A(H5N1) solo in sei paesi della regione del Pacifico occidentale e di questi casi 319 sono risultati fatali, con un tasso di mortalità del 66,3%. Il ceppo identificato oggi nell’uomo infetto in Lombardia, ovvero H9N2, invece, conclude Rezza, “è molto meno aggressivo e ad oggi nel mondo si registrano circa 170 casi nell’uomo da questo ceppo”.  

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